In sintesi: Highway Star dei Deep Purple racchiude due assoli leggendari: quello di chitarra di Ritchie Blackmore e quello di organo Hammond di Jon Lord. Quest’ultimo, costruito sull’arpeggio di Re minore con triadi e pennata alternata, è una palestra preziosa per ogni chitarrista che vuole imparare a trasporre il fraseggio della tastiera sul manico. In questo articolo analizziamo accordi, scale e tecniche per portare in studio uno degli assoli più imitati della storia del rock.
“Highway Star” è il primo singolo estratto da uno degli album Rock più belli di sempre, Machine Head, uscito nel 1972.
La storia della canzone è una prova di creatività pazzesca: i Deep Purple erano sul loro tour bus e durante un’intervista a un giornalista, che gli aveva chiesto il loto metodo di composizione dei brani, Ritchie Blackmore prese la chitarra e iniziò a suonare un riff. Ian Gillan iniziò a cantarci sopra e in pochi minuti ecco che era nato uno dei brani più importanti della storia della musica!
Lo eseguirono quella sera stessa in concerto…
Il solo di Jon Lord, come anche quello di Blackmore – che noi chitarristi abbiamo tutti suonato o tentato di suonare almeno una volta nella vita – impreziosisce questo scatenatissimo brano, conferendogli un carattere graffiante, diretto, ma soprattutto unico, data l’epoca in cui è stato composto.
Studiandolo hai la possibilità di esercitarti in modo musicale con la pennata alternata e con la visualizzazione di alcune triadi.
Cogli l’occasione per rispolverare tutte le varie forme e specie di triadi, nelle diverse posizioni del manico e in diverse tonalità.
Il contesto: Machine Head, 1972 e la nascita di Highway Star
Quando i Deep Purple registrano Machine Head nel dicembre 1971, il gruppo è al picco della formazione Mark II: Ian Gillan alla voce, Ritchie Blackmore alla chitarra, Roger Glover al basso, Ian Paice alla batteria e Jon Lord all’organo Hammond. Highway Star apre il disco con un’introduzione martellante e diventa subito il pezzo che accende i concerti, anche per la presenza di due assoli che dividono il riflettore tra chitarra e tastiera. La sezione strumentale centrale, in particolare, ribalta la convenzione del solo unico e trasforma il brano in un dialogo tra Blackmore e Lord costruito sugli stessi cambi armonici.
Gli accordi: il giro di Re minore e i cambi su cui si improvvisa
Il cuore armonico dell’assolo di Jon Lord è una progressione in Re minore che alterna Dm, Gm, Cm e F. La tastiera arpeggia le triadi in modo molto più simile a una chitarra che a un classico fraseggio Hammond: per questo la trascrizione sul manico funziona così bene. Lavorando sugli arpeggi delle triadi, è utile visualizzare le forme sulla terza, quarta e quinta corda, in modo da seguire i cambi senza spostarsi troppo lungo il manico. Le posizioni ricorrenti restano fra il quinto e l’ottavo tasto.
La pennata alternata: il vero esercizio chitarristico nascosto nell’assolo
Per replicare la fluidità di Jon Lord serve una pennata alternata precisa e regolare. La frase principale dell’assolo si muove in semicrome a tempo sostenuto e mette in difficoltà il polso destro più della mano sinistra. L’approccio consigliato è metronomico: si parte a 70 BPM con groupings di quattro note per pulsazione, si verifica che la pennata sia sempre alternata (e non doppia), si sale a 90, 100, 110 BPM mantenendo articolazione e dinamica omogenee. Solo dopo aver consolidato il movimento si può affrontare il tempo originale, intorno ai 175 BPM.
Le triadi: come visualizzarle e usarle per improvvisare
Trasporre l’assolo è anche un’occasione per ripassare in modo serio le triadi minori. Le forme principali di Dm, Gm e F coprono tre posizioni sulla tastiera: la triade in stato fondamentale (1-3-5), il primo rivolto (3-5-1) e il secondo rivolto (5-1-3). Una volta apprese in tonalità di Re minore, conviene applicarle in tutte le altre tonalità, su corde diverse e con diverse diteggiature. Questo tipo di lavoro paga molto sulla composizione di nuovi assoli, perché le triadi diventano un alfabeto di accordi che si può leggere in qualsiasi parte del manico.
Tradurre l’organo Hammond sulla chitarra: cosa cambia davvero
L’organo Hammond e la chitarra elettrica hanno due timbri molto diversi, ma condividono più di quanto si pensi. Entrambi rispondono benissimo al sustain, alla saturazione del preamp e alle dinamiche di attacco. La differenza che pesa di più è la legatura: sulla tastiera ogni nota è indipendente, mentre sulla chitarra le note tendono a legarsi quando la pennata o l’hammer-on lo permettono. Per restituire il fraseggio originale serve quindi un equilibrio tra pennata alternata (per i passaggi veloci) e legato (per i frammenti di scala che sulla tastiera scorrono in modo organico).
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su Highway Star alla chitarra
1. Da quale album proviene Highway Star?
Highway Star è il primo brano di Machine Head, sesto album in studio dei Deep Purple, pubblicato nel marzo 1972.
2. Chi suona l’assolo di organo che riportiamo sulla chitarra?
L’assolo è firmato da Jon Lord, tastierista storico dei Deep Purple, con il suo Hammond C-3 amplificato attraverso un Leslie.
3. In che tonalità è costruito il brano e l’assolo?
Highway Star è in Re minore. L’assolo di Lord ruota intorno alle triadi di Dm, Gm, Cm e F.
4. Quale tecnica chitarristica serve per riprodurlo?
La chiave è la pennata alternata costante, supportata dalla visualizzazione delle triadi e dei rivolti sulle corde alte.
5. A che velocità conviene iniziare lo studio?
Tra i 70 e i 90 BPM, salendo gradualmente fino a circa 175 BPM, che è il tempo originale del brano.
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