Accordare il pianoforte. Metodo teorico-pratico di Franco e Roberto Bottini è un manuale pensato per rendere comprensibile un tema che, per molti musicisti, resta ancora oscuro e un po’ intimidatorio. Pubblicato da Rugginenti del gruppo editoriale Volonté&Co., il libro accompagna il lettore dalle basi acustiche fino alle procedure operative dell’accordatura, con un taglio progressivo e accessibile.
Un tema reso leggibile
La prefazione chiarisce subito l’obiettivo: portare “chiarezza e comprensione” su un soggetto che gli autori considerano ancora esoterico per la maggioranza dei musicisti e degli appassionati. Per questo il volume è costruito in modo da favorire anche chi ha conoscenze musicali modeste, senza rinunciare al rigore. Il risultato è un testo che non cerca effetti speciali, ma prova a trasformare un argomento tecnico in un percorso ordinato e praticabile.
L’idea di fondo è molto semplice: il lettore deve poter acquisire una conoscenza globale dell’accordatura del pianoforte e, con lo studio, arrivare a tre obiettivi concreti: verificare il grado di accordatura dello strumento, intervenire su eventuali ritocchi delle corde e impostare una corretta accordatura fino in fondo.
Struttura e progressione
L’indice mostra una struttura lineare e ben pensata. Dopo la prefazione, il libro entra nei fondamenti di acustica, passa agli utensili per accordare, all’uso della chiave, agli esercizi di accordatura, e arriva poi alla vera e propria accordatura del pianoforte, con una sezione finale dedicata all’appendice e al glossario. Questa progressione è uno dei punti di forza del volume, perché consente di non saltare passaggi essenziali.
L’ordine dei capitoli fa capire che il manuale vuole prima costruire la comprensione del fenomeno sonoro, poi portare il lettore all’azione. Non è solo una raccolta di istruzioni, ma un percorso che parte dal perché le corde suonano e arriva al come si lavora concretamente sullo strumento.
Anche la presenza di un glossario finale conferma l’attenzione didattica degli autori, che prevedono il ritorno a definizioni e termini specifici lungo tutto il percorso.
Le basi dell’acustica
Il primo blocco utile del libro è quello dedicato alle corde e ai fenomeni vibratori. Qui gli autori spiegano in modo essenziale ma efficace che il suono del pianoforte nasce dalla vibrazione delle corde percosse dai martelli, e che la frequenza determina l’altezza del suono. Seguono poi le spiegazioni sul movimento vibratorio e sugli armonici, accompagnate da schemi che rendono visibile ciò che normalmente resta astratto.
Questa parte è importante perché mette il lettore nelle condizioni di capire che cosa sta davvero succedendo quando si accorda un pianoforte. Prima di intervenire sullo strumento, bisogna capire come funzionano le corde, la scala, la tastiera e la cosiddetta teoria dello scomparto, tutti elementi presenti nel capitolo iniziale. In altre parole, il libro non parte dalla pratica cieca, ma da una base di ascolto e comprensione.
Attrezzi e strumenti
La sezione sugli utensili è molto concreta. Gli attrezzi indispensabili sono elencati con chiarezza: chiave per accordare, diapason, smorzatori, striscia di feltro o smorzatore a più cunei. Per ogni strumento, il testo spiega a cosa serve e quali caratteristiche deve avere, come nel caso della chiave, la cui boccola dovrebbe essere intercambiabile e preferibilmente a stella, per garantire una posizione corretta in linea con le corde.
Il diapason viene presentato nel suo funzionamento essenziale, come riferimento al LA a 440 Hz, mentre lo smorzatore è il dispositivo usato per isolare le corde durante l’accordatura. È una parte breve ma molto utile, perché fornisce al lettore gli strumenti minimi per non affrontare il lavoro in modo improvvisato.
Dalla teoria alla pratica
La parte centrale del manuale ci porta dentro la vera e propria accordatura, degli acuti, dell’ottava centrale e quella dei bassi. Si passa quindi alle verifiche finali con accordatore elettronico. La scansione è molto ordinata e mostra bene la volontà di accompagnare il lettore passo dopo passo.
Molto interessante anche l’appendice, che amplia il discorso sull’accordatura di un’ottava e sulla costruzione di un estensore per gli intervalli superiori all’ottava. Si tratta di un approfondimento tecnico che arricchisce il volume e lo rende più completo, soprattutto per chi vuole andare oltre la semplice nozione di base. In questo senso il libro non si ferma all’uso degli strumenti, ma prova a spiegare anche il ragionamento che sta dietro alle scelte di accordatura.
A chi si rivolge
La prefazione lo dice apertamente: il volume è rivolto a chi vuole acquisire una conoscenza globale sull’argomento, ma anche a chi, con esercizio serio e costante, desidera arrivare a verificare e correggere l’accordatura di un pianoforte in modo autonomo. È quindi un manuale adatto non solo a musicisti e appassionati, ma anche a chi si avvicina all’accordatura con un intento pratico e professionale.
Il tono del libro resta rigoroso ma accessibile. Gli autori chiedono attenzione ai passaggi fondamentali e invitano il lettore a non saltare da un capitolo all’altro senza aver capito il precedente. È un approccio serio, che valorizza l’apprendimento graduale e rende il volume utile sia come introduzione sia come riferimento di studio.
Il pregio principale di Accordare il pianoforte è la capacità di rendere leggibile una materia specialistica senza impoverirla. Il libro non semplifica in modo superficiale: organizza il sapere, lo rende progressivo, introduce la terminologia necessaria e accompagna il lettore fino alla pratica vera. Per questo funziona bene sia come primo avvicinamento sia come manuale di consultazione per chi vuole consolidare la propria competenza.














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