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Disorient Express, “Aspettando il sole” è un viaggio tra smarrimento e rinascita

I Disorient Express pubblicano Aspettando il sole, EP tra post-folk, inquietudine contemporanea e desiderio di rinascita.

È disponibile in digitale dal 12 giugno Aspettando il sole, il nuovo EP dei Disorient Express, band cantautorale siciliana che continua a lavorare su una forma di scrittura sospesa tra post-folk, introspezione e racconto emotivo.

Il disco nasce come tappa naturale di un percorso artistico già fortemente identitario: quattro brani che non cercano scorciatoie rassicuranti, ma provano a mettere in musica uno stato d’animo collettivo fatto di incertezze, visioni, ironia amara e desiderio di ripartenza. Il titolo, in questo senso, dice già molto: Aspettando il sole non è solo l’immagine di una speranza futura, ma anche la fotografia di un’attesa, di un tempo intermedio in cui il buio non è ancora finito e la luce non è ancora arrivata.

Il lavoro dei Disorient Express si muove dentro questo spazio sospeso, dove lo smarrimento non è semplice perdita di orientamento, ma diventa materia creativa, occasione di ascolto e strumento per rimettere ordine nel proprio rapporto con il mondo.

“Questo progetto nasce dall’incontro spontaneo tra prospettive e sensibilità differenti: un modo per trasformare ciò che ci abita in un linguaggio diretto, sincero e trasversale”

Disorient Express

Quattro brani tra inquietudine, ironia e ricerca interiore

La tracklist si apre con In Apnea, brano sospeso e visionario che usa il mare come metafora dell’affanno esistenziale. L’immersione diventa qui un modo per raccontare il rapporto con il proprio mondo interiore: si scende in profondità, si incontrano zavorre, paure e stratificazioni emotive, ma proprio da quel fondo può partire una risalita. Il respiro, più che un gesto fisico, diventa una forma di consapevolezza.

Con Lacrime e Negroni il registro cambia, ma non si alleggerisce davvero. L’ironia notturna del brano racconta il malessere quotidiano attraverso la figura del barman, trasformato in una specie di confessore laico, depositario di giornate sbilenche, abitudini poco sane e piccoli naufragi personali. Il drink diventa un simbolo doppio: consolazione immediata e, allo stesso tempo, peso che si accumula. Perché a volte anche la leggerezza, quando diventa automatismo, finisce per somigliare molto a una catena. Con ghiaccio, possibilmente.

Re Minore porta l’EP in una zona più intima e rarefatta. Il brano lavora sul tema dello spodestamento, sulla sensazione di cercare un trono forse inesistente, un posto nel mondo che sembra sempre spostarsi un passo più in là. Qui il silenzio non è vuoto, ma luogo di ascolto. La monotonia del ritmo diventa quasi una condizione emotiva, spezzata soltanto dalla presenza di qualcuno capace di alterare la frequenza del cuore, di mandare fuori tempo l’ordine apparente delle cose.

A chiudere il disco arriva Aspettando il sole, brano che dà il titolo all’EP e ne raccoglie il nucleo più esplicito. È una lettura lucida del disagio contemporaneo, di un mondo complesso e spesso difficile da decifrare, dove l’omologazione appare come una forma di contagio sociale e le relazioni rischiano di ridursi a rifugi costruiti per paura della solitudine. L’attesa del sole è allora l’attesa di un giorno nuovo, ma anche la necessità di continuare a credere nella possibilità di un cambiamento.

Una band siciliana in cerca di una rotta non prestabilita

I Disorient Express sono Fabrizio Schepis alla voce, Giuseppe Lisa alla chitarra, Piero Lamancusa al basso e Giandomenico Mazzeo alla batteria. La loro musica nasce dalla costa tirrenica della Sicilia orientale e porta con sé un’idea di scrittura collettiva, in cui il cantautorato non viene trattato come spazio individuale chiuso, ma come terreno di relazione.

Il nome della band è già una dichiarazione poetica: un treno in corsa, disorientato, senza fermate definitive. Non c’è una destinazione rigida, perché la meta coincide con il movimento stesso. È un’immagine coerente con un progetto musicale che sceglie il viaggio, l’attraversamento, la perdita temporanea della bussola come possibilità espressiva.

Dentro Aspettando il sole convivono luce e tenebra, confessione e dissacrazione, fragilità e sguardo critico. I Disorient Express costruiscono un piccolo atlante emotivo in quattro episodi, dove ogni brano apre una stanza diversa: il mare interiore, il bancone di un bar, il silenzio dell’attesa, il bisogno di un’alba nuova.

disorient express

Un EP che usa il disorientamento come linguaggio

Aspettando il sole non è un disco che cerca la risposta facile. Piuttosto, prova a restituire la complessità di un presente in cui orientarsi è diventato faticoso, ma non per questo impossibile. I Disorient Express scelgono una scrittura che alterna immagini poetiche, osservazione sociale e frammenti di quotidianità, mantenendo al centro una domanda essenziale: cosa resta di noi quando cadono le maschere, le abitudini, le pose e le piccole anestesie di ogni giorno?

La risposta, forse, sta proprio nel titolo. Si aspetta il sole non perché tutto sia risolto, ma perché il buio, a un certo punto, va attraversato. E i Disorient Express lo fanno con un EP breve, compatto, emotivamente denso, in cui lo smarrimento non è la fine del viaggio, ma il punto da cui ripartire.



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