In breve: Sulla chitarra semiacustica jazz il set di corde cambia radicalmente il suono. La corda liscia resta la scelta classica: timbro caldo, rotondo, simile al pianoforte, ideale per swing e jazz tone. La ruvida e piu brillante e accetta meglio la saturazione, ma produce piu rumore di scorrimento. Quella in bronzo, amplificata, e utilizzabile ma soffre di scompensazione timbrica e calo di volume sui cantini. La sintesi del suono jazz nasce dall insieme di chitarra, pickup, ampli, corde e tocco del chitarrista.
In questo articolo metto a confronto la corda ruvida con la corda liscia e addirittura la corda in bronzo ruvida, che solitamente si monta sulle chitarre acustiche flat top.
Bronzo, liscia o ruvida: tre famiglie di corde a confronto
In un articolo precedente mettevo a confronto tre corde lisce per chitarra semiacustica, comparando semplicemente i diversi materiali presenti sul mercato.
In questa prova ho voluto mettere a confronto tre categorie di corde, montandole su questa Ibanez AKJ90 dal suono decisamente classico e rotondo, come il jazz tone tradizionale vorrebbe essere. Se vuoi approfondire le origini di questo strumento, leggi la storia della chitarra semiacustica.
Mi sono limitato alla registrazione del suono riprodotto dall’amplificatore, in quanto il suono acustico, purché interessante, risulterebbe inutilizzabile. Ho comunque eseguito una registrazione di sola chitarra e un giro d’improvvisazione su una backing track, per capire che effetto faceva quel suono inserito in un contesto musicale.
La corda in bronzo ruvida sulla semiacustica
La prima a essere messa sul banco di prova è la corda in bronzo ruvida. Di norma sulla chitarra semiacustica si monta una corda liscia o al massimo ruvida, ma in acciaio e nichel: per questo motivo questo test, già sperimentato in passato tra l’altro, è risultato molto interessante, anche se distante dalle sonorità più classiche.
Suonata da acustica risulta frizzante, piena, ma totalmente sbilanciata sulle frequenze alte, praticamente inutilizzabile; ma una volta amplificata (e qui conta molto la scelta tra amplificazione valvole o transistor) riprende parte delle basse frequenze, il suono risulta più medioso con frequenze alte onnipresenti, ma tutto sommato utilizzabile.
L’effetto collaterale abbastanza fastidioso è la perdita di volume delle corde ricoperte in bronzo: il suono decade drasticamente e c’è una forte scompensazione timbrica tra i due cantini e il resto del set di corde.
In generale è, per me, una piena bocciatura (suono valido forse per qualche strano esperimento), ma la scompensazione timbrica e il calo di volume ne comportano una cattiva gestione del suono.
La corda liscia: il jazz tone tradizionale
Scende in campo la classica corda liscia. Suono rotondo, caldo, definito e robusto… Un classico! Paragonerei il suono della semiacustica a quello del pianoforte, pulito e limpido.
La corda liscia viene prodotta con un’ulteriore lavorazione di una corda ruvida. In pratica per ottenerla vengono schiacciate le spire e in questo modo si attenuano le frequenze alte, modificando le armoniche del suono: decisamente un classico e un’accoppiata vincente per ottenere un tradizionale jazz tone. Sul fronte didattico, ti consiglio anche l’armonia creativa per chitarra jazz.
La corda ruvida in acciaio: brillantezza e armoniche
In ultimo, sul banco di prova ci mettiamo sempre una corda in acciaio come la precedente, ma la categoria appartiene alle cosiddette “ruvide“: la classica corda da solid body, ma con un diametro ovviamente sempre 0.12, come tutte quelle confrontate in questo test.
C’è stata solo qualche discrepanza al basso, avendo una 0.52 per la ruvida e 0.52 per la liscia (su come intervenire sul set vedi cambiare la scalatura delle corde), ma è stato inevitabile per mantenere i cantini di pari misura.
La ruvida ha un che di molto interessante. Accetta meglio una certa saturazione ed enfatizzazione delle armoniche, il suono è decisamente più brillante e le frequenze acute si fanno sentire, i bassi rimangono comunque abbondanti, corposi, ma molto definiti.
Lascio in ultimo il principale ed evidente rovescio della medaglia, che è il continuo rumore prodotto dallo spostamento della mano sinistra. In realtà la differenza sostanziale la troviamo nella corda liscia, che è la risposta per ottenere un suono caldo, limato al punto giusto sulle frequenze alte e quindi perfetto per sound che vanno dallo swing al jazz, ma particolarmente apprezzato anche nel country e rockabilly.
Quale corda scegliere per la chitarra semiacustica jazz
La sintesi è che il jazz sound rimane inconfondibile nell’insieme di tanti particolari (chitarra, pickup, amplificazione, corde… chitarrista!) e ingredienti che ci permettono di costituire il nostro personale suono di chitarra jazz… e non solo!
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulle corde per chitarra semiacustica
- Qual e la corda piu adatta al jazz tone? La corda liscia: timbro caldo, rotondo e definito, vicino al suono del pianoforte, perfetto per swing e jazz.
- Come si ottiene la corda liscia? Da una corda ruvida le cui spire vengono schiacciate: si attenuano le frequenze alte e si modificano le armoniche.
- La corda ruvida quando conviene? Quando si cerca piu brillantezza e si lavora con saturazione: suono piu acuto e armoniche enfatizzate, ma con rumore di scorrimento della mano.
- La corda in bronzo funziona sulla semiacustica? Amplificata e utilizzabile, ma soffre di calo di volume e scompensazione timbrica sui due cantini ricoperti.
- Da cosa dipende davvero il suono jazz? Dall insieme di chitarra, pickup, amplificazione, corde e soprattutto dal tocco del chitarrista.
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