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Laney Supertop 120: il transistor ha ancora qualcosa da dire?

La tecnologia a transistor applicata all’amplificazione per chitarra è stata considerata per decenni una sorta di “seconda scelta”, soprattutto per una qualità sonora spesso ritenuta inferiore. Un compromesso, con le dovute eccezioni, che oggi sembra però avere ancora qualcosa da dire. Con il Lionheart Supertop 120, Laney prova a dimostrare che questa tecnologia può essere ancora attuale e credibile.

Design funzionale e pronto all’uso

L’amplificatore è molto compatto: si colloca poco sopra le dimensioni tipiche di una testata lunchbox e poco sotto quelle di molti modelli valvolari da circa 20 watt. La plancia dei comandi è facilmente accessibile, gli switch si azionano senza difficoltà e il pomello del boost, di colore diverso dagli altri, si riconosce immediatamente.

Anche il pannello posteriore è organizzato con chiarezza: il funzionamento si comprende quasi subito, senza dover consultare il manuale. Per un prodotto di questo tipo è difficile individuare veri limiti sul piano dell’ergonomia.

Dotazione più che completa, con una mancanza difficile da ignorare

A differenza degli amplificatori basati sulla modellazione digitale, il Supertop adotta un’architettura interamente analogica, concepita per conservare una risposta dinamica e una sensibilità al tocco vicine a quelle degli amplificatori valvolari.

Il progetto parte dall’analisi della topologia valvolare della serie Lionheart, con la successiva trasposizione dei circuiti principali in una configurazione analogica a componenti discreti.

Gli elementi principali della catena del segnale sono:

  • Tone stack: circuito passivo a tre bande (Bass, Mid e Treble).
  • Tone globale: agisce in modo simile al controllo di tono di una chitarra.
  • Stadio di gain: progettato per richiamare la risposta dinamica di un preamplificatore valvolare.
  • Sezione di uscita: potenza regolabile dal valore massimo fino a meno di 1 watt.

Effetti integrati

Vintage Tremolo: ispirati ai circuiti tremolo degli amplificatori valvolari della metà degli anni Sessanta.

  • Rate: velocità di oscillazione.
  • Level: profondità dell’effetto.

Spiral Chorus & Modulation: algoritmo derivato dal Black Country Customs Spiral Array Chorus.

  • Rate: velocità del chorus.
  • Level: intensità dell’effetto.

Digital Spring Reverb (Secret Path): simulazione digitale del riverbero a molla mediante un algoritmo evoluto. Il Secret Path è stato utilizzato anche da Lari Basilio e Tom Quayle.

Boost e sezione di switching

Pre Boost (attivabile a pedale), aggiunge di fatto una terza configurazione sonora:

  • Clean + Boost: overdrive leggero e caldo.
  • Lead + Boost: suono lead più saturo, con sustain prolungato.

Controlli di tono

Tone stack passivo a tre bande

  • Bass: frequenze basse (50–250 Hz).
  • Mid: frequenze medie (500 Hz–2 kHz).
  • Treble: frequenze alte (2–10 kHz).

Il controllo tone globale è invece un controllo di tono generale che lavora in modo simile al potenziometro di una chitarra e permette di modificare rapidamente l’equilibrio timbrico dell’amplificatore.

Tecnologia LA·IR

Risoluzione del filtro FIR: 56 bit.

Emulazioni di cabinet integrate:

  • Laney GS112 (cabinet 1×12)
  • Laney GS412 (cabinet 4×12)

La dotazione è persino più ampia di quanto ci si aspetterebbe da una testata così compatta. Resta però una mancanza importante: il footswitch di controllo non è incluso e deve essere acquistato separatamente.

L’assenza penalizza sensibilmente l’esperienza d’uso dal vivo, perché il cambio di canale e l’attivazione del boost sono funzioni essenziali in concerto. È una scelta difficile da comprendere: su un prodotto così ben organizzato, il footswitch avrebbe completato un insieme altrimenti molto ben riuscito.

Come suona?

Il Supertop 120 è chiaramente orientato al rock e alle sue derivazioni, pur lasciando spazio anche ad altri contesti. Si passa da sonorità leggere, a tratti quasi blues, a un distorto non eccessivamente spinto, vicino al linguaggio dell’alternative rock anche con il boost attivo.

Non è l’amplificatore più indicato per chi cerca sonorità metal moderne e particolarmente aggressive: gli manca quel tipo di attacco ruvido e compatto. In compenso, si muove bene nel funk e nel pop, dove riesce a inserirsi con naturalezza in arrangiamenti più mainstream senza perdere carattere.

Il canale pulito funziona come una buona base neutra. Mostra una lieve compressione, ma conserva una risposta dinamica credibile nonostante l’assenza delle valvole e accetta bene i pedali. Il canale Lead, invece, segue la tradizione più vintage di Laney: ha una presenza marcata sulle medio-basse, un suono pieno e, con il boost inserito, si apre in modo evidente, raggiungendo un livello di grinta interessante ma non adatto ai generi più estremi.

Lo Spiral Chorus è decisamente poco convenzionale e, in alcune regolazioni, può ricordare quasi un flanger. Non è un effetto immediato al primo ascolto, a differenza del tremolo, più intuitivo e vicino al comportamento dei vecchi Supro.

Il riverbero svolge bene il proprio compito: è un effetto di servizio equilibrato, che non diventa mai eccessivo neppure a fine corsa. Lasciato sempre attivo, aggiunge la giusta profondità e contribuisce a rendere il suono più ampio e tridimensionale.

Ha ancora senso un amplificatore a transistor?

Confesso un certo stupore iniziale nel vedere tornare al centro dell’attenzione un amplificatore a transistor, una tecnologia che per molti anni è stata considerata una scelta subordinata rispetto alle soluzioni valvolari.

D’altra parte, lo stesso scetticismo ha accompagnato i primi prodotti digitali. Non sorprende quindi che, con il tempo, si sia arrivati a una soluzione non semplicemente “ottimizzata”, ma progettata per suonare bene pur offrendo numerose funzioni.

A chi è destinato?

Per il musicista rock che trova le pedaliere digitali troppo complesse, il Supertop 120 può rappresentare una soluzione pratica e facilmente trasportabile. Offre una tavolozza sonora ampia, permette di lavorare a volumi diversi e si inserisce in un mercato sempre più affollato di piccoli amplificatori valvolari ben suonanti. La sua carta principale è la semplicità: si trasporta con facilità, non richiede le attenzioni tipiche delle valvole e mantiene una qualità sonora credibile.

È una soluzione in formato testata che richiede poche aggiunte per diventare davvero completa: un delay e qualche altra modulazione possono essere più che sufficienti. Resta il limite del footswitch venduto separatamente, un’assenza che interrompe la continuità dell’esperienza d’uso e che Laney avrebbe potuto evitare includendolo nella dotazione di serie.

Nel complesso, il Supertop 120 offre una dotazione molto ampia: può essere utilizzato anche senza cabinet, dispone di due canali più un boost capace di creare una terza configurazione sonora e integra modulazioni e riverbero in un formato compatto. Per molti chitarristi, potrebbe già essere più che sufficiente.

Laney è un marchio distribuito in Italia da Mogar Music.



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