In sintesi. La B&G Crossroads Little Sister è una semiacustica di liuteria israeliana pensata per il blues, qui provata in video da Moreno Viglione e disponibile tramite il negozio Sergio Tomassone. Corpo e manico in mogano africano, top in acero massello, pickup P90 Crossroads e hardware in ottone fatto interamente in casa: tutto per un suono caldo e diretto in pieno spirito plug and play.
“A me me piace ‘o Blues” cantava il grande Pino Daniele e in effetti a noi italiani, da una punta all’altra della penisola, questo genere musicale d’oltreoceano ha sempre solleticato le corde dell’anima e, ovviamente, anche quelle delle nostre amate chitarre.
Ecco quindi arrivare il marchio B&G, che grazie al negozio Sergio Tomassone abbiamo oggi qui in video, una giovane realtà israeliana creata da Eliran Barashi e Yotam (Kiki) Goldstein, abili ed esperti liutai nel campo delle chitarre vintage dell’epoca d’oro, e da Avi Goldfinger, artista e imprenditore.
La filosofia liutaia di B&G
Il blues, prima ancora di essere un genere, è una postura: poche note dette al momento giusto, un timbro che respira e una chitarra capace di trasmettere il calore della mano che la suona. Non stupisce quindi che attorno a questo immaginario sia cresciuta una vera e propria liuteria di nicchia, fatta di legni selezionati, hardware curato nel dettaglio e una ricerca quasi maniacale del suono giusto. La B&G Little Sister si muove esattamente dentro questa tradizione, recuperando lo spirito degli strumenti che hanno accompagnato la musica del diavolo dalle origini fino al dopoguerra.
Quella che loro stessi chiamano la propria “salsa segreta“, che condisce tutti i loro progetti, è il risultato di una ricerca approfondita su ciò che ha reso le chitarre dai primi anni ’20 alla metà degli anni ’50 dei classici senza tempo.
Per mantenere, infatti, quegli standard, i tre fanno tutto da soli, il che significa che avvolgono i loro pickup, provvedono alla fusione del metallo per l’hardware in ottone (a loro detta “da una lega unica che conduce la massima gamma di frequenze“), mescolano addirittura la propria vernice, la lacca nitro e la colla.
Come legni viene utilizzato un raro stock di qualità in cui ogni essenza è selezionata a mano, come Ziricote, Koa, Mogano, Pau Ferro e Acero orientale.
Il carattere dei pickup P90 Crossroads
Il pickup P90 è da sempre uno dei più amati da chi cerca un suono blues autentico: a single coil dal magnete generoso, offre più corpo e calore rispetto a un classico single coil tradizionale, ma resta più aperto e dinamico di un humbucker. È proprio in questa via di mezzo che vive il blues elettrico, fatto di crunch morbidi, puliti vellutati e una risposta immediata al tocco. I Crossroads P90 montati sulla Little Sister vengono avvolti a mano dalla stessa B&G, coerentemente con la scelta di curare internamente ogni componente.
Il tutto per ottenere quello che chiamano “approccio plug’n’play“, ovvero la chitarra deve suonare bene quando la si collega a un amplificatore pulito e c’è un solo cavo tra l’amp e lo strumento.
La Crossroads Little Sister
La chitarra che proviamo oggi in mano al sempre ottimo Moreno Viglione è il modello Little Sister No-Cutaway P90 Tobacco Burst e fa parte della Crossroads Series del marchio.
Gli strumenti della serie derivano dallo studio effettuato su una collezione privata di chitarre e nascono con lo scopo di offrire una tipologia ben precisa di strumenti ad un costo non entry level ma tutto sommato accessibile a molti.
La Little Sister è stato il modello che ha proprio inaugurato la serie ed ha una serie di caratteristiche davvero notevoli: corpo e manico in mogano africano, tastiera in katalox (legno esotico originario dell’America centrale) e top in acero massello con una stupenda marezzatura.
La Little Sister viene fornita con una coppia di pickup Crossroads P90 che, come suddetto, sono un prodotto B&G, così come tutto l’hardware in ottone.
Una chitarra pensata per il blues
Tra anima acustica ed elettrica, la Little Sister si propone come uno strumento versatile ma con una identità precisa. La costruzione in mogano africano per corpo e manico garantisce calore e sostegno alle medie frequenze, mentre il top in acero massello aggiunge definizione e brillantezza sugli acuti. È il classico equilibrio che ha reso celebri tante semiacustiche d’epoca, qui riproposto da una giovane realtà che guarda al passato con occhi contemporanei e con un prezzo che, pur non essendo entry level, resta accessibile a molti appassionati.
Non resta che ascoltarla e, magari, provarla di persona!
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulla B&G Little Sister
È una chitarra semiacustica della Crossroads Series del marchio israeliano B&G, il modello che ha inaugurato la serie. È pensata per offrire un suono blues vintage a un costo non entry level ma accessibile.
È una giovane realtà israeliana fondata da Eliran Barashi, Yotam Goldstein e Avi Goldfinger. Fanno tutto da soli, dall’avvolgimento dei pickup alla fusione dell’ottone fino alla vernice, ispirandosi alle chitarre classiche dagli anni 20 alla metà degli anni 50.
Corpo e manico sono in mogano africano, la tastiera è in katalox e il top è in acero massello con una marezzatura molto bella. I legni vengono selezionati a mano da uno stock di qualità.
Una coppia di pickup Crossroads P90 prodotti da B&G, così come tutto l’hardware in ottone. Il P90 è la scelta ideale per un suono blues caldo e dinamico, a metà strada tra single coil e humbucker.
La Little Sister No-Cutaway P90 Tobacco Burst è suonata da Moreno Viglione, che ne mette in evidenza il carattere plug and play: basta collegarla a un amplificatore pulito con un solo cavo.
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