La serie Taylor Gold Label nasce con un obiettivo piuttosto chiaro: rileggere una certa idea di chitarra acustica americana, senza trasformare il passato in un esercizio di nostalgia. Nel video test mettiamo una accanto all’altra due interpretazioni molto diverse di questo progetto: la Taylor Ben Harper Gold Label 512e Special Edition e la Taylor Gold Label K14e.
A provarle con Thomas Colasanti c’è Alberto Lombardi, chitarrista acustico italiano ormai noto anche fuori dai nostri confini, ultimamente coinvolto anche in un tour negli Stati Uniti con Tommy Emmanuel.
La sua presenza permette di andare oltre la consueta panoramica delle specifiche: Alberto affronta i due strumenti da musicista, arrangiatore e fonico, concentrandosi sulla dinamica, sull’equilibrio tra le frequenze, sulla risposta al tocco e sulla capacità di occupare il giusto spazio in un arrangiamento.
La compatta firmata Ben Harper
La Ben Harper Gold Label 512e Special Edition parte da una cassa Grand Concert più profonda rispetto alla configurazione tradizionale. Il fondo e le fasce sono in mogano tropicale, mentre il top è in abete Sitka torrefatto. La scala corta, il carattere neo-vintage e il sistema di amplificazione Claria sviluppato con LR Baggs suggeriscono uno strumento pensato per offrire morbidezza, controllo e una voce personale.
Nel video, però, le etichette vengono rapidamente messe da parte. La 512e non viene trattata soltanto come una chitarra da fingerstyle: viene suonata con accordi, linee soliste e passaggi più energici, per capire quanto possa allontanarsi dal ruolo che la forma della cassa sembrerebbe assegnarle.
La K14e e il corpo Super Auditorium
La Gold Label K14e percorre una strada differente. Il corpo Super Auditorium unisce la parte superiore relativamente raccolta di una Grand Auditorium a una sezione inferiore più ampia, vicina per proporzioni alle vecchie jumbo Taylor. Fondo e fasce in koa hawaiano, top in abete Sitka torrefatto e scala da 25,5 pollici costruiscono un punto di partenza quasi opposto rispetto alla Ben Harper.
Più che stabilire quale sia la migliore – esercizio inutile visto che ognuno ha le sue mani e i suoi gusti, in più si collocano in fasce di prezzo differenti – la prova cerca di capire come cambiano la proiezione, il sustain, la riserva dinamica e la sensazione sotto le dita. Le due chitarre vengono ascoltate separatamente, confrontate sullo stesso materiale musicale e infine inserite in un breve dialogo a due, dove le differenze emergono senza bisogno di un grafico e di sigle in stile aramaico antico.
Dal suono acustico all’amplificazione
Il confronto tocca anche alcuni elementi comuni alla famiglia Gold Label, tra cui il fanned V-Class bracing e l’Action Control Neck, il sistema che permette di intervenire sull’inclinazione del manico senza ricorrere a un tradizionale neck reset. Una parte della prova è inoltre dedicata al suono amplificato, con particolare attenzione al Claria montato sulla 512e e alla gestione delle frequenze medie e alte.
Il resto, volutamente, lo lasciamo al video. Perché legni, incatenature e misure aiutano a capire come nasce uno strumento, ma il punto decisivo rimane ascoltare cosa accade quando due chitarre di questa fascia vengono suonate nella stessa stanza, con gli stessi microfoni e senza nascondere le differenze dietro una scheda tecnica.
Quale delle due tipologie di suono ti convince di più?
Raccontacelo in un commento, proprio sotto al video su YouTube.















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