In sintesi. La schiuma è il materiale più diffuso nei trattamenti acustici perché economica e facile da lavorare, ma sulle basse frequenze la sua efficacia è limitata. Proprio lì, però, si concentrano i maggiori problemi di un ambiente. Per gestire davvero le basse servono bass trap progettate, come quelle di GIK Acoustics, capaci di assorbire in modo mirato anche sotto i 100 Hz.
Perché la schiuma non basta sulle basse frequenze
Tra i materiali più usati nei trattamenti acustici c’è sicuramente la schiuma, che è un materiale poroso ed economico, leggero e facile da lavorare e per questo sia le schiume di poliuretano che in basotect sono quelle solitamente preferite da chi produce pannelli, bass trap e quant’altro.
Tuttavia, nonostante quanto detto sopra, la verità è che la schiuma rappresenta anche un facile investimento a basso rischio e la sua reale efficacia è pari al suo costo. Difatti, mentre sulle frequenze medie e acute essa può anche avere un ruolo interessante, sulle basse frequenze non riesce ad intervenire come si deve e, del resto, proprio sulle basse si concentrano spesso le maggiori problematiche di un ambiente.
Va da sè che utilizzare le schiume per delle bass trap è quantomeno una scelta singolare e poco logica, se non in termini di costi, vista la loro inefficacia proprio in quest’ambito.
Le bass trap progettate: la soluzione di GIK Acoustics
GIK Acoustics, uno dei leader in tutto il mondo nel campo del trattamento acustico, ha scelto altre soluzioni per le sue bass trap, come i modelli 244 ed altri, in modo che possano addirittura essere modificati per assorbire un range particolare di frequenze, anche al di sotto dei 100Hz, laddove è sempre arduo arrivare.
In questo modo, non solo siamo in grado di attenuare le basse frequenze in eccesso, ma di regolare finemente questo assorbimento per raggiungere quello che è l’obiettivo di ogni trattamento acustico, ovvero ascoltare bene e con naturalezza e certamente non “mutare” la stanza.
Come scegliere il trattamento acustico giusto
Il punto chiave è capire che non tutti i materiali lavorano sulle stesse frequenze. I materiali porosi, come la schiuma o la lana di roccia non confezionata in modo specifico, sono efficaci soprattutto sulle medie e sulle alte. Le basse frequenze, invece, hanno lunghezze d’onda molto maggiori e attraversano facilmente pannelli sottili: per essere controllate richiedono dispositivi pensati apposta, con spessore, densità e posizionamento studiati.
Per questo gli angoli della stanza sono il punto in cui collocare le bass trap: è lì che le basse tendono ad accumularsi. Un trattamento ben calibrato non “spegne” l’ambiente, ma riduce le risonanze in eccesso restituendo un ascolto piu naturale e affidabile, sia per chi mixa sia per chi semplicemente vuole godersi la musica. L’obiettivo non è rendere la stanza muta, ma equilibrata.
Prima di acquistare conviene quindi ragionare sulle reali criticità del proprio spazio, piuttosto che riempirlo di schiuma confidando che “di piu sia meglio”. Spesso pochi elementi posizionati bene rendono molto piu di tante superfici trattate a caso.
Vi lasciamo quindi al video e per ogni altra informazione vi rimandiamo al sito ufficiale di GIK Acoustics.
Mi raccomando come sempre ricordatevi di attivare i sottotitoli in italiano sulla barra del player.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sul trattamento delle basse frequenze
No: sulle medie e sulle acute può avere un ruolo interessante, ma sulle basse frequenze non riesce a intervenire come si deve.
Perché è porosa, economica, leggera e facile da lavorare: rappresenta un investimento a basso rischio, ma la sua efficacia è pari al suo costo.
Proprio sulle basse frequenze si concentrano spesso le maggiori problematiche di un ambiente.
Bass trap come i modelli 244, che possono essere modificati per assorbire un range particolare di frequenze, anche al di sotto dei 100 Hz.
Ascoltare bene e con naturalezza, regolando finemente l’assorbimento senza “mutare” la stanza.
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