Nick Drake è stato un cantautore folk inglese morto a soli 26 anni, nel 1974. In vita pubblicò tre soli album, ignorati dal grande pubblico, oggi considerati pietre miliari. La sua chitarra in accordature aperte e la voce sussurrata hanno influenzato generazioni di musicisti, in un riconoscimento arrivato quasi tutto dopo la sua scomparsa.
Ci sono artisti che il pubblico scopre tardi, a volte troppo tardi. Nick Drake appartiene a questa famiglia rara di musicisti la cui voce, ignorata in vita, è diventata negli anni un punto di riferimento per chiunque scriva canzoni con una chitarra acustica fra le mani. Cantautore inglese nato nel 1948 a Rangoon e cresciuto a Tanworth-in-Arden, nel Warwickshire, Drake ha lasciato in poco più di cinque anni di attività un’opera breve e densissima, capace di parlare ancora oggi a chi non era nemmeno nato quando i suoi dischi uscirono.
Tre album in una vita breve
La discografia ufficiale di Nick Drake si chiude con tre soli titoli, tutti incisi per la Island Records. Five Leaves Left (1969) lo presenta come un autore già maturo, accompagnato dagli archi di Robert Kirby e da un fingerpicking di rara eleganza. Bryter Layter (1970), l’album più arrangiato e quasi orchestrale, alterna brani luminosi a momenti sospesi: è spesso indicato come il suo lavoro più accessibile. Pink Moon (1972), registrato in poche notti con la sola voce e la chitarra, è invece il disco più spoglio e radicale, appena ventotto minuti che molti considerano il suo testamento artistico.
Nessuno dei tre album vendette in modo significativo all’epoca. Drake era un performer riservato, poco incline ai concerti e alle interviste, e questo contribuì a tenerlo ai margini del successo commerciale in un’epoca dominata dal rock e dal folk più esuberante.
La chitarra: accordature aperte e tocco unico
Il cuore dello stile di Drake è il modo in cui suonava la chitarra acustica. Faceva largo uso di accordature aperte e non standard, che gli permettevano di creare bordoni, risonanze e voci interne difficili da ottenere con l’accordatura tradizionale. Su questo telaio costruiva un fingerpicking fluido, con la mano destra capace di tenere insieme basso, accompagnamento e melodia come se fossero tre strumenti diversi.
È una lezione di tecnica che continua a interessare i chitarristi: chi vuole capire come il legno e la cassa traducano queste sfumature può partire dalle basi di acustica raccontate in cosa sono davvero le onde sonore. Il fraseggio di Drake è inoltre un riferimento ricorrente per chi studia arpeggio e fingerstyle sulla chitarra acustica, dove conta più il respiro della frase che la velocità.
Una fine prematura, raccontata con misura
Nick Drake morì nel novembre del 1974, ad appena 26 anni, nella casa di famiglia a Tanworth-in-Arden. Soffriva di depressione da tempo e la causa fu ricondotta a un eccesso di farmaci antidepressivi. Le circostanze non furono mai del tutto chiarite e la famiglia stessa ha sempre preferito non trasformare quella perdita in un mistero da sezionare. È un dato biografico che va ricordato con sobrietà, senza farne un’icona morbosa: la statura di Drake sta nella musica, non nel modo in cui quella musica si è interrotta.
Il riconoscimento postumo e l’influenza
La storia di Nick Drake è anche la storia di una riscoperta. Negli anni successivi alla sua morte i tre album hanno iniziato a circolare di mano in mano, sostenuti da musicisti che ne riconoscevano il valore. Una svolta arrivò negli anni Novanta e Duemila, quando il brano che dà il titolo a Pink Moon raggiunse un pubblico vastissimo e portò una nuova generazione a cercare il resto della sua opera.
Da allora il suo nome ricorre nelle dichiarazioni di innumerevoli cantautori e chitarristi, e la sua figura è stata oggetto di documentari e raccolte, come testimonia anche un documentario italiano dedicato a Nick Drake. Il filo che lega la sua scrittura intima a quella di altri grandi autori è evidente in percorsi d’ascolto come dai Beatles a Nick Drake, dove la canzone d’autore diventa lingua comune.
Resta il ritratto di un artista che non ha mai inseguito il successo e che, proprio per questo, ha lasciato un’eredità più grande di molti che lo hanno avuto in vita. Tre album, una voce sommessa e una chitarra accordata in modo tutto suo: a volte basta questo per restare.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su Nick Drake
- Chi era Nick Drake? Un cantautore folk inglese (1948-1974), autore di una delle opere più amate della musica d’autore.
- Quanti album ha pubblicato? Tre: Five Leaves Left (1969), Bryter Layter (1970) e Pink Moon (1972).
- Qual era il suo stile chitarristico? Fingerpicking raffinato su accordature aperte e non standard, con un tocco morbido e voci interne.
- Perché è diventato famoso solo dopo? In vita vendette pochissimo e si esibiva di rado: il riconoscimento è quasi tutto postumo.
- Perché ascoltarlo oggi? Per la scrittura essenziale e una chitarra che ha influenzato generazioni di cantautori.

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