In sintesi: il 2 febbraio 1976 i Genesis pubblicano A Trick of the Tail, settimo album in studio e primo dopo l’abbandono di Peter Gabriel. Phil Collins, fino a quel momento solo batterista, passa al microfono dopo che la band aveva audizionato 400 cantanti senza trovarne uno convincente. Il risultato e’ una svolta che salva il gruppo e prepara la futura virata pop degli anni Ottanta.
Il 2 febbraio 1976 sugli scaffali dei negozi di dischi britannici e americani compare un album che molti, dentro e fuori dalla band, consideravano impossibile da fare: A Trick of the Tail, settimo album in studio dei Genesis e primo dopo l’abbandono di Peter Gabriel. La frattura, avvenuta nell’estate del 1975 dopo il tour devastante di The Lamb Lies Down on Broadway, sembrava aver chiuso la storia di una delle band piu’ influenti del progressive rock britannico.
Quattrocento cantanti, zero risposte convincenti
Quando Gabriel comunica ai compagni la decisione di uscire dalla band, i Genesis si trovano davanti a un bivio. La prima ipotesi, accarezzata per qualche mese, eè quella di produrre un album esclusivamente strumentale, lasciando che la musica parli al posto della voce. L’idea viene scartata: troppo limitante, troppo simile a una rinuncia.
Si passa quindi all’ipotesi piu’ ovvia: cercare un nuovo cantante. La band organizza audizioni con circa 400 aspiranti lead singer. Nessuno convince. Alcuni hanno la voce ma non capiscono la teatralita’ gabriellesca dei brani; altri hanno il carisma ma non reggono il registro vocale richiesto da pezzi come Suppers Ready o Watcher of the Skies. Dopo mesi di provini infruttuosi, qualcuno propone una soluzione che era sempre stata li, sotto gli occhi di tutti.

Phil Collins: dalla batteria al microfono
Phil Collins, batterista della band dal 1970, aveva gia’ cantato sporadicamente in due brani di album precedenti: For Absent Friends da Nursery Cryme (1971) e More Fool Me da Selling England by the Pound (1973). Voce calda, timbro intimo, fraseggio sicuro: tutti elementi che i compagni avevano sentito in studio ma mai considerato come opzione principale.
Quando Collins si offre di tentare, la band registra alcune tracce di prova. Il risultato eè sorprendente: Collins non eè un imitatore di Gabriel, ha un timbro diverso, piu’ vicino alla soul-pop britannica che alla teatralita’ del prog di prima generazione. Ma eè un cantante completo, con un vantaggio decisivo: eè un volto familiare ai fan dei Genesis, presente sui palchi della band da sei anni, gia’ popolare in ambienti vicini al jazz fusion grazie al progetto parallelo Brand X.
La decisione viene presa rapidamente: Phil Collins canta. Per la batteria nei tour seguenti verra’ ingaggiato Bill Bruford (ex Yes) e poi Chester Thompson, ma in studio per A Trick of the Tail Collins fa entrambe le cose: scrive parti vocali e suona la batteria. Una doppia performance che cementera’ la sua leggenda.
Suono nuovo, prog ancora vivo
Registrato fra ottobre e dicembre 1975 ai Trident Studios di Londra con la produzione di David Hentschel, A Trick of the Tail contiene otto brani che mostrano una band ancora pienamente prog, ma con uno sguardo gia’ piu’ rivolto alla melodia. La title track, una delle piu’ amate del disco, racconta in chiave fiabesca la storia di un essere che lascia il suo regno nascosto per esplorare il mondo umano, salvo poi tornare a casa. Una metafora forse non casuale per descrivere la band stessa dopo l’uscita di Gabriel.
Altri pezzi chiave: Dance on a Volcano, costruito su un riff di chitarra in 7/8 firmato Steve Hackett, Mad Man Moon con un assolo di sintetizzatore di Tony Banks fra i piu’ complessi della discografia, e Robbery, Assault and Battery, che mostra il primo Collins cantante alle prese con un brano dal tono comico e teatrale. La storia visiva e’ raccontata in copertina dall’illustrazione di Hipgnosis con scene fiabesche disegnate da Colin Elgie.
La svolta verso gli anni Ottanta
A Trick of the Tail entra alla posizione 3 della UK Albums Chart e arriva alla 31 della Billboard 200. Per i critici dell’epoca e’ un sospiro di sollievo: la band non solo sopravvive, ma firma uno degli album piu’ coerenti della sua storia. Per i fan e’ la conferma che il viaggio dei Genesis non si era chiuso con Gabriel.
Da qui parte un periodo di alcuni anni che vedra’ continuare la vena progressive, anche se gradualmente virata verso una maggiore orecchiabilita’, fino alla definitiva svolta pop degli anni Ottanta con Abacab (1981) e Genesis (1983). La grande popolarita’ di massa dei Genesis nasce qui, in quel febbraio 1976 in cui un batterista decide di cantare e una band sceglie di non morire. Steve Hackett, l’ultimo chitarrista «classico» del periodo prog, avrebbe lasciato due anni dopo, ma in concerto continua ancora oggi a portare quel repertorio. Anche Gabriel, dopo anni complicati, e’ tornato nel 2023 con un disco di inediti a 21 anni dal precedente. Per chi voglia ripercorrere quell’epoca, vale la pena anche rivedere un live storico dei Genesis con Gabriel in 4K e l’omaggio acustico al chitarrista WALL·E.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su A Trick of the Tail
1. Quando esce A Trick of the Tail?
Il 2 febbraio 1976. E\’ il settimo album in studio dei Genesis e il primo senza Peter Gabriel alla voce.
2. Perche\’ Phil Collins canta?
Dopo aver audizionato circa 400 aspiranti lead singer senza trovarne uno convincente, la band si rende conto che Collins, gia\’ presente come batterista e occasionalmente come cantante, e\’ la scelta giusta.
3. Cosa cambia nel suono dei Genesis?
Il prog resta, ma la melodia diventa piu\’ aperta. Si vedono gia\’ i germogli della futura svolta pop che esplodera negli anni Ottanta.
4. Quanto vende l’album?
Entra alla posizione 3 della UK Albums Chart e alla 31 della Billboard 200. Numeri che salvano la band dopo l’addio di Gabriel.
5. Quali sono i brani chiave del disco?
La title track, Dance on a Volcano, Mad Man Moon, Robbery Assault and Battery. Otto pezzi che mostrano una band ancora pienamente prog, ma con un suono nuovo.
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