Luciano Zanoni racconta il mestiere del tastierista da grande evento televisivo: un rig progettato per la diretta, il doppio ruolo di esecutore e responsabile dei suoni, la programmazione delle sequenze e una filosofia in cui l affidabilita conta quanto il gusto. Una lezione sul lavoro che resta nel dietro le quinte ma tiene in piedi lo spettacolo.
Il Festival di Sanremo è l’appuntamento musicale più importante dell’anno in Italia e anche in questo 2022 ha fatto molto parlare di sé, con dati di share televisivo sempre molto alti.
Vista la nostra amicizia di lungo corso con tanti dei musicisti che compongono l’orchestra del Festival, abbiamo pensato di dare spazio a chi, come Luciano Zanoni con le sue tastiere, lavora per riprodurre i suoni nel “dietro le quinte delle canzoni”.
Luciano è venuto nei nostri studi con l’intero setup di strumenti che ha portato a Sanremo, un sistema davvero notevole che abbiamo scoperto componente per componente, ovviamente sentendoli tutti in azione!
Un viaggio attraverso scelte sonore, configurazioni e routing di questo complesso setup, ma non solo, sono stati nostri graditi ospiti anche il Maestro Leonardo De Amicis, direttore musicale di Sanremo, Carmelo Patti e Hugo Tempesta, rispettivamente direttore e fonico del brano vincitore del festival, e Valerio Calisse che si è occupato di tutta la programmazione delle sequenze.
Chi e Luciano Zanoni e cosa fa un tastierista da grande evento
Quando si parla di musica suonata in diretta davanti a milioni di persone, l attenzione del pubblico va quasi sempre a chi sta sul palco e canta. Eppure dietro ogni produzione musicale di grande scala c e una figura tecnica decisiva: il tastierista che riproduce, arricchisce e tiene insieme il tessuto sonoro di ogni brano. Luciano Zanoni e uno di questi professionisti, parte stabile dell orchestra di eventi televisivi di primo piano come il Festival di Sanremo, e il suo lavoro e un ottimo punto di osservazione per capire un mestiere poco raccontato.
Il tastierista da grande evento non e semplicemente chi suona qualche accordo di pianoforte. E la persona che gestisce decine di suoni diversi per ogni canzone, che li richiama nel momento esatto, che fa convivere strumenti acustici campionati, synth, pad orchestrali e parti programmate. Tutto questo mentre la regia parla in cuffia, i tempi sono dettati dalla diretta e non esiste la possibilita di fermarsi a rifare. E un equilibrio tra musicalita, organizzazione e nervi saldi.
Il rig: un sistema costruito per non sbagliare in diretta
Il cuore del lavoro e il rig, cioe l insieme di tastiere, moduli sonori, computer e routing audio che il tastierista porta con se. In un contesto da grande evento il rig non viene scelto solo in base al suono: viene progettato attorno a un principio quasi ossessivo, la ridondanza. Ogni componente critico ha un piano B, perche un guasto durante una configurazione del setup tastieristico in diretta nazionale non e un inconveniente, e un disastro evitabile solo progettando in anticipo.
Nel suo passaggio negli studi di Musicoff, Zanoni ha mostrato l intero setup componente per componente, facendo sentire ogni elemento in azione: master keyboard, controller, sound module, sezione di routing del segnale e gestione delle parti programmate. La logica e sempre la stessa: ridurre il numero di gesti manuali necessari durante l esecuzione, perche ogni gesto in piu e un rischio in piu. Il rig migliore non e il piu ricco, e quello che permette di pensare alla musica invece che alla tecnologia.
Il doppio ruolo: esecutore e responsabile dei suoni
In una produzione complessa il tastierista raramente fa solo il tastierista. Spesso e anche il punto di riferimento tecnico per i suoni di tutta la sezione, quasi un piccolo direttore musicale operativo accanto a chi dirige davvero. Nel caso di Sanremo questo lavoro si intreccia con quello del Maestro Leonardo De Amicis, direttore musicale del Festival, e con figure come Carmelo Patti e Hugo Tempesta, rispettivamente direttore e fonico del brano vincitore, in un sistema dove ogni decisione sonora deve essere coerente con tutte le altre.
Questo significa che il tastierista deve parlare due lingue: quella del musicista, fatta di frasi, dinamica e timbro, e quella del tecnico, fatta di canali, latenza e protocolli di comunicazione con la regia. Chi riesce a tenere insieme le due dimensioni diventa una risorsa difficile da sostituire, perche capisce sia cosa serve alla canzone sia cosa serve allo spettacolo televisivo che la contiene.
La programmazione delle sequenze: il lavoro invisibile
Gran parte di cio che il pubblico percepisce come orchestra dal vivo e in realta un dialogo continuo tra parti suonate e parti programmate. La preparazione delle sequenze, curata in casi come questo da Valerio Calisse, e un lavoro enorme che avviene molto prima della messa in onda: ogni brano viene smontato, ricostruito, mappato suono per suono e organizzato in modo che durante l esecuzione tutto sia richiamabile in modo logico e rapido.
E un mestiere fatto di metodo: nomenclatura ordinata, scene di suoni preparate per ogni sezione del brano, prove incrociate per verificare che ogni passaggio funzioni anche sotto stress. Lo stesso principio vale, su scala diversa, anche per chi lavora con loop e sequenze in tempo reale: la spontaneita apparente nasce sempre da una preparazione rigorosa. Il pubblico non vede nulla di tutto questo, e quando il lavoro e fatto bene non deve vederlo.
Affidabilita prima del gusto: la filosofia del professionista
La differenza tra un buon tastierista da studio e un tastierista da grande evento sta tutta in una parola: affidabilita. In sala di registrazione un errore si rifa. In diretta no. Per questo il professionista costruisce ogni scelta, dal posto dell organo nel setup alla gestione dei suoni di synth, partendo dalla domanda giusta: questa soluzione regge sotto pressione, davanti a milioni di spettatori, senza margine di errore?
E una mentalita che vale ben oltre Sanremo o un singolo festival. Vale per chiunque suoni in contesti dove non si puo sbagliare: tournee, dirette, grandi produzioni. Il gusto musicale resta fondamentale, ma diventa utile solo se appoggiato su un sistema che non tradisce. Questa e la lezione piu duratura del lavoro di Luciano Zanoni, e il motivo per cui vale la pena raccontarlo al di la del singolo evento.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sul tastierista da grande evento
- 1. Cosa fa davvero un tastierista da grande evento? Gestisce decine di suoni per brano, parti suonate e programmate, richiamandoli al momento esatto durante una diretta senza possibilita di fermarsi.
- 2. Perche il rig e cosi importante? Perche e progettato attorno alla ridondanza: ogni componente critico ha un piano B, dato che un guasto in diretta non e recuperabile.
- 3. Il tastierista fa solo il tastierista? No. Spesso e anche il riferimento tecnico dei suoni della sezione, una figura operativa accanto al direttore musicale.
- 4. Cosa sono le sequenze? Sono le parti programmate preparate prima della messa in onda, mappate suono per suono per essere richiamabili in modo logico e rapido.
- 5. Qual e la qualita decisiva? L affidabilita: in diretta un errore non si rifa, quindi ogni scelta nasce dalla domanda se regge sotto pressione.
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