Suonare un assolo di David Gilmour
Sembra proprio averci preso gusto Alberto Lombardi: a poca distanza dalla pubblicazione del suo apprezzatissimo tutorial sul primo solo di Comfortably Numb, il nostro amico ci ha regalato un nuovo how-to-play a sfondo floydiano, stavolta incentrato sull’assolo Another Brick in the Wall, Part 2.
Il video in copertina è un valido approfondimento di oltre mezz’ora, che si apre ovviamente con la performance del solo; a seguire, dopo una breve introduzione, Alberto ci guida passo dopo passo attraverso tutte le frasi che compongono questo masterpiece firmato David Gilmour, analizzandole con cura dal punto di vista tecnico ed esecutivo.
In coda al video, qualche utilissima indicazione su come ottenere il suono più fedele possibile a quello della traccia originale.
I Pink Floyd e la chitarra elettrica
Nel caso qualcuno si stesse chiedendo se c’è davvero bisogno di un altro tutorial sull’argomento, ci permettiamo di rispondere un “sì” forte e chiaro.
Benché ormai siano parecchi i decenni che ci separano da certe pietre miliari della storia della chitarra, queste restano talmente attuali e di spessore che forse non saranno mai sufficientemente approfondite. La grandezza di una band come i Pink Floyd è passata inevitabilmente anche per l’immensa caratteristica del suo chitarrista, che ha contribuito come autore ma anche come interprete scrivendo pagine importantissime della storia dello strumento.
La qualità di Alberto Lombardi come tutor in questo tipo di approfondimenti è poi affidabilissima, in quanto derivante non soltanto da una vasta e comprovata competenza chitarristica, ma anche dagli anni di ricerca e di pratica sull’attività chitarristica di David Gilmour.
La tecnica dell’assolo: pentatonica minore e bending
L’assolo che chiude “Another Brick in the Wall, Part 2” e costruito quasi interamente sulla scala pentatonica minore di Re minore, la tonalita del brano. Quello che lo rende riconoscibile non e la complessita delle note, ma il fraseggio: David Gilmour lavora su poche note con bending lenti e controllati, vibrato ampio e frasi che lasciano respirare ogni passaggio. E un esempio perfetto di come, nel rock, la scelta delle note conti meno del modo in cui vengono suonate. Per approfondire, e utile capire come uscire dai soliti box pentatonici.
Il vibrato e il fraseggio di David Gilmour
Il vibrato e la firma di David Gilmour: lento, largo, quasi vocale, va costruito con il polso e non con le dita. Nel tutorial Alberto Lombardi insiste molto su questo aspetto, perche replicare le note senza il vibrato giusto significa perdere il carattere del solo. Anche la dinamica e centrale: Gilmour passa da frasi sussurrate a impennate decise, sfruttando il volume della chitarra e il tocco sul plettro. Sono dettagli che separano una cover meccanica da una esecuzione espressiva, lo stesso principio che rende memorabili anche altri assoli storici.
L’equipaggiamento per avvicinarsi al suono
Il suono di David Gilmour in questo periodo nasce dalla sua celebre Black Strat, da un amplificatore dal carattere pulito e da una catena di effetti dove il delay analogico ha un ruolo decisivo. Non serve l’attrezzatura originale: contano di piu le impostazioni e l’uso misurato degli effetti. Vale la pena evitare gli errori piu comuni con i pedali delay, perche un delay regolato male snatura completamente il risultato.
Per chi ha fretta
1. Di quale assolo parla il tutorial?
Del secondo assolo di chitarra di “Another Brick in the Wall, Part 2” dei Pink Floyd, suonato da David Gilmour.
2. Chi tiene la lezione?
Alberto Lombardi, chitarrista session-man italiano con anni di ricerca sull’attivita chitarristica di David Gilmour.
3. Su quale scala e costruito l’assolo?
Principalmente sulla scala pentatonica minore di Re minore, con un fraseggio fatto di poche note molto espressive.
4. Qual e l’elemento tecnico piu importante da curare?
Il vibrato lento e ampio tipico di Gilmour, costruito con il polso, insieme al controllo della dinamica.
5. Serve l’attrezzatura originale per ottenere il suono?
No: contano di piu le impostazioni e un uso misurato del delay e degli effetti rispetto al modello esatto di chitarra o ampli.
Vuoi sviluppare un fraseggio espressivo come quello di David Gilmour?
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