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Fender dedica un 1962 Precision Bass a James Jamerson

Un omaggio in legno e acciaio a uno dei bassisti che hanno cambiato il modo di concepire lo strumento, costruito sulle specifiche dell'anno che conta.

Ci sono nomi che nel mondo del basso elettrico funzionano come una password. James Jamerson è uno di questi. Per buona parte degli anni Sessanta e nei primi Settanta il suo basso ha tenuto insieme centinaia di incisioni legate alla stagione d’oro della Motown, spesso senza che il suo nome comparisse sulle copertine. Quando un marchio come Fender decide di mettere un nome simile su una paletta, non sta lanciando l’ennesima variante di catalogo: sta provando a trasformare un pezzo di storia in uno strumento realmente suonabile.

Fender, del resto, con i tributi ai musicisti ha un rapporto lungo e a tratti rischioso. La linea dei signature e degli strumenti period-correct è uno dei terreni dove l’azienda gioca la propria credibilità presso i puristi, quelli che misurano un Precision dalla forma del copripickup, dal profilo del manico e dal tipo di vernice. Su questo fronte un omaggio a Jamerson è una scelta quasi obbligata e al tempo stesso delicata, perché il suo strumento non è una reliquia astratta ma una macchina con caratteristiche precise, identificabili, mitizzate da generazioni di bassisti.

Il nuovo modello si chiama James Jamerson 1962 Precision Bass ed è stato annunciato da Fender il 16 giugno 2026. La data nel nome non è decorativa: il 1962 rimanda al Precision con cui Jamerson costruì gran parte del proprio linguaggio, ed è su quelle coordinate tecniche ed estetiche che Fender ha modellato lo strumento. L’operazione si colloca nel filone, ormai consolidato, degli strumenti che ricostruiscono un’epoca anziché reinterpretarla, e che parlano a chi cerca un suono storico più che una novità tecnologica.

Fender James Jamerson 1962 Precision Bass
Fender James Jamerson 1962 Precision Bass

Chi era l’uomo dietro il nome

Conviene inquadrare la figura senza trasformare la notizia in un profilo biografico. James Jamerson è stato il bassista di riferimento del collettivo di musicisti che incideva agli Hitsville Studios di Detroit, il gruppo poi conosciuto come Funk Brothers, attivo dalla fine degli anni Cinquanta in poi. Il suo nome resta legato a una quantità impressionante di successi Motown, registrati in gran parte senza accredito ufficiale, e riscoperti dal pubblico più ampio grazie al lavoro di Allan Slutsky e, più tardi, al documentario Standing in the Shadows of Motown.

Due elementi del suo modo di suonare contano qui, perché spiegano la natura dello strumento. Jamerson usava corde flatwound e suonava quasi esclusivamente con l’indice della mano destra, una tecnica così riconoscibile da essersi guadagnata un soprannome tra i colleghi: “The Hook”. Il suo Precision personale, a sua volta, era diventato leggenda con un proprio nomignolo, “The Funk Machine”. Tutto questo per dire che il basso, nel suo caso, non era un accessorio: era parte integrante di un suono entrato nel DNA del basso elettrico moderno.

Cosa monta il nuovo Precision

Sul piano costruttivo Fender ha scelto la strada della coerenza filologica. Il modello adotta un corpo in ontano, un manico in acero con profilo James Jamerson 1962 “C” e una tastiera slab in palissandro con radius da 7,25”, soluzione coerente con l’impostazione dei Precision dei primi anni Sessanta. La tastiera slab non va confusa con il radius: la prima riguarda il tipo di costruzione della tastiera in palissandro, il secondo la sua curvatura. Sono dettagli diversi, ma entrambi importanti quando si parla di uno strumento che vuole richiamare un’epoca precisa.

Il cuore elettrico è un James Jamerson ’62 Split Single-Coil Precision Bass, un pickup disegnato specificamente per questo modello e pensato per restituire il carattere del suono associato a Jamerson. La componentistica segue la stessa direzione: ponte Pure Vintage a quattro sellette, copriponte cromato, copripickup montato di serie e hardware in finitura Heirloom Nickel/Chrome. Anche le corde non sono un dettaglio marginale: Fender equipaggia lo strumento con La Bella flatwound .052–.110, scelta coerente con l’immaginario sonoro legato a Jamerson.

La finitura è una Heirloom Nitrocellulose Lacquer 3-Color Sunburst, vernice che, oltre all’effetto vintage, rientra nella filosofia degli strumenti coerenti con l’epoca di riferimento. La nitrocellulosa invecchia, respira e reagisce in modo diverso rispetto alle finiture poliuretaniche più recenti, e per una certa fascia di musicisti questo non è folklore da catalogo: è parte del rapporto fisico con lo strumento.

Nel complesso si tratta di un basso che cerca di parlare la lingua del 1962 senza scorciatoie evidenti. È una scelta che ha senso solo se le specifiche reggono il confronto con l’originale, e su questo punto la valutazione vera spetterà alle prove sul campo, quando i primi esemplari arriveranno nelle mani dei bassisti.

Fender James Jamerson 1962 Precision Bass

Posizionamento e prezzo

Il prezzo annunciato è di 2.999,99 dollari, una cifra che colloca il modello nella fascia alta dei tributi Fender, lontana dalle reissue di larga distribuzione e vicina al territorio degli strumenti pensati per il collezionista o per il professionista che cerca uno specifico carattere timbrico. Le condizioni di disponibilità per i mercati diversi da quello statunitense non sono state dettagliate al momento dell’annuncio.

A corredo dell’uscita, Fender ha diffuso alcune dichiarazioni che inquadrano il senso dell’operazione. Justin Norvell, Chief Product Officer dell’azienda, ha ricondotto il ruolo di Jamerson proprio al suo Precision del 1962, sottolineando quanto quel modo di intendere il basso abbia inciso sulla musica popolare. Alle parole dell’azienda si è aggiunta la voce della famiglia: Annie Jamerson ha ricordato di aver detto al musicista, quando era ancora un ragazzo, che un giorno sarebbe diventato grande. Sono note che spostano l’asticella dell’operazione dal puro prodotto verso il terreno della memoria, ed è probabilmente lì che Fender vuole giocarsi questo strumento.

Fender James Jamerson 1962 Precision Bass

Un tributo che deve suonare, non solo somigliare

Un tributo strumentale funziona quando il legame tra il nome e la macchina è solido, e in questo caso il legame esiste da decenni. Il James Jamerson 1962 Precision Bass parte da una base credibile: specifiche coerenti, attenzione ai dettagli giusti e una figura storica che non ha bisogno di essere gonfiata dal marketing.

Resta da capire se questa ricostruzione riuscirà a restituire davvero la sostanza di quel suono o solo la sua superficie estetica. La risposta, come sempre con gli strumenti che inseguono un’epoca, arriverà dal banco di prova e dalle orecchie di chi quel linguaggio lo conosce nota per nota.

Per chi ha fretta: 5 risposte sul Fender James Jamerson Precision Bass

1. Cos’è il Fender James Jamerson 1962 Precision Bass?
È un Precision Bass che Fender dedica a James Jamerson, bassista simbolo della stagione Motown e dei Funk Brothers. Riprende alcune specifiche legate al suo Precision del 1962.

2. Che pickup monta?
Monta un James Jamerson ’62 Split Single-Coil Precision Bass, sviluppato per questo modello e abbinato a manico in acero, profilo James Jamerson 1962 “C” e tastiera slab in palissandro.

3. Quanto costa?
Il prezzo annunciato negli Stati Uniti è di 2.999,99 dollari. Le disponibilità per gli altri mercati non sono state dettagliate al momento dell’annuncio.

4. Che finitura ha?
Ha una finitura Heirloom Nitrocellulose Lacquer 3-Color Sunburst, con hardware Heirloom Nickel/Chrome, copriponte cromato e copripickup.

5. Perché Fender dedica un basso a James Jamerson?
Jamerson è considerato uno dei bassisti più influenti della storia della musica popolare. Il suo lavoro su centinaia di incisioni Motown ha ridefinito il ruolo del basso elettrico, e il Precision è stato il suo strumento principale.



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