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DOD e Morley uniscono wah, octave e fuzz: WTF?

DOD e Morley firmano insieme il Wah-ocTo-Fuzz: wah switchless, octave analogico e fuzz anni Settanta in un solo telaio, pensato anche per il basso.

Negli ultimi anni il pedale singolo ha spesso avuto la meglio. La pedaliera ideale, almeno secondo la narrazione dominante nei forum e nei video di prova, era una fila di scatole specializzate: un wah che fa soltanto il wah, un fuzz che fa soltanto il fuzz, ciascuno con il proprio carattere e una posizione precisa nella catena. Poi lo spazio sotto i piedi ha cominciato a scarseggiare, le date a moltiplicarsi e i voli low cost a far pagare anche l’ultimo grammo di bagaglio. Così il multieffetto, inteso come dispositivo capace di riunire più funzioni in un solo telaio, è tornato a interessare anche chi fino a poco tempo fa storceva il naso.

In questa cornice arriva una collaborazione che mette insieme due nomi con storie piuttosto diverse. DOD e Morley non provengono dallo stesso angolo del mercato. La prima è una sigla che molti musicisti associano a overdrive, distorsioni, fuzz e circuiti analogici dal carattere deciso, compresi octaver diventati nel tempo oggetti di culto. La seconda è quasi sinonimo di wah, soprattutto nella sua declinazione elettro-ottica e switchless, priva cioè del tradizionale interruttore meccanico da premere a fondo corsa.

Il prodotto nato dall’incontro si chiama Wah-ocTo-Fuzz, abbreviato in WTF (si, lo stesso acronimo che negli USA significa ben altro…), e riunisce tre effetti storicamente separati: wah, octave e fuzz. Il concetto non è del tutto inedito, perché i pedali che combinano wah e fuzz esistono da decenni, ma la presenza di un sub-octave analogico insieme ai due circuiti Morley rende questa configurazione meno comune.
Il pedale, inoltre, non è destinato soltanto alla chitarra: DOD e Morley ne dichiarano la compatibilità anche con basso e tastiere, ampliando sensibilmente il campo di utilizzo.

Per il basso, un dispositivo tre-in-uno di questo tipo ha una logica precisa. Il wah viene spesso impiegato nei passaggi solistici, nei riff o negli stacchi più espressivi; l’ottava inferiore può aggiungere profondità, mentre il fuzz porta saturazione e armoniche. Utilizzare tre pedali separati richiede almeno due cavi patch per collegarli tra loro, tre connessioni di alimentazione e uno spazio non trascurabile sulla pedalboard. Riunire tutto in un solo telaio riduce cablaggi e ingombro, anche se comporta la rinuncia alla possibilità di modificare liberamente l’ordine interno degli effetti.

Tre blocchi, un ordine deciso a monte

Il Wah-ocTo-Fuzz comprende tre sezioni che possono essere utilizzate singolarmente, a coppie oppure tutte insieme. Octave e fuzz dispongono ciascuno di un footswitch dedicato e di un LED rosso di stato. Il wah, invece, viene attivato attraverso il movimento della pedaliera ed è affiancato da un terzo LED, che si accende quando l’effetto entra in funzione. Non si tratta quindi di un unico blocco da accendere e spegnere in una volta sola: le tre sezioni possono essere combinate in base al suono cercato.

Il wah utilizza il sistema Electro-Optical di Morley. Il movimento della pedaliera non agisce sul tradizionale potenziometro meccanico, ma viene rilevato otticamente, evitando i rumori e l’usura normalmente associati a quel componente. La pedaliera è inoltre dotata di ritorno a molla: spingendola leggermente in avanti il wah si attiva, mentre togliendo il piede ritorna nella posizione iniziale. Il rivestimento luminescente facilita l’individuazione del punto d’appoggio sui palchi poco illuminati.

La sezione octave è analogica e deriva dal DOD FX35 Octoplus del 1986. Si tratta di un circuito monofonico che genera un’ottava sotto il segnale originale, con una risposta volutamente meno precisa e levigata rispetto a quella di un moderno pitch shifter digitale. Lavora quindi al meglio sulle linee a nota singola, mentre accordi, attacchi poco definiti e registri particolarmente gravi possono produrre oscillazioni e artefatti. È proprio questo comportamento irregolare a conferirgli quella componente sintetica e leggermente instabile tipica di molti octaver analogici dell’epoca.

Il fuzz, infine, riprende il Morley Power Fuzz di matrice anni Settanta. La sezione offre una saturazione ruvida e brillante, controllata attraverso le regolazioni Intensity e Fuzz Level. Utilizzato da solo può risultare relativamente asciutto sulle frequenze più basse; abbinato all’octave, invece, acquista maggiore densità e una componente sintetica più evidente.

Controlli, alimentazione e utilizzo

I cinque controlli del Wah-ocTo-Fuzz sono divisi tra la sezione octave e quella fuzz. L’octaver dispone di Octave Level, che regola il livello dell’ottava inferiore, Tone, che modifica la brillantezza del solo segnale d’ottava, e Direct Level, dedicato al livello del segnale originale quando l’octaver è attivo. Il fuzz offre invece Intensity, per dosare il guadagno e la quantità di saturazione, e Fuzz Level, che regola il livello in uscita della sezione.

È importante chiarire che il Direct Level non costituisce un controllo globale di miscelazione per l’intero pedale. Agisce soltanto quando la sezione octave è inserita e permette di bilanciare il segnale diretto con l’ottava inferiore. Sul basso può essere utile per conservare definizione e attacco, evitando che il sub-octave occupi eccessivamente la gamma grave. Il buffer Morley integrato, invece, mantiene bassa l’impedenza di uscita e aiuta a preservare il segnale quando il pedale viene inserito in una catena particolarmente lunga.

Sul fronte costruttivo, il telaio è realizzato in acciaio laminato a freddo, con ingresso e uscita mono su jack da un quarto di pollice. L’alimentazione avviene tramite una batteria da 9V oppure mediante un alimentatore stabilizzato da 9V DC con polo negativo al centro, come il DigiTech PS0913DC indicato dal costruttore. L’assorbimento dichiarato è di circa 30 mA, quindi non crea particolari difficoltà all’interno di una pedalboard alimentata correttamente.

Resta il nodo del routing fisso. Il pedale non offre interruttori o controlli che consentano di cambiare l’ordine interno delle tre sezioni. Chi utilizza unità separate può sperimentare liberamente, collocando per esempio il fuzz prima o dopo l’octaver; nel Wah-ocTo-Fuzz bisogna invece accettare il percorso definito in fase di progetto. È un compromesso tipico dei dispositivi multifunzione: si guadagnano compattezza e rapidità d’uso, ma si perde una parte della flessibilità offerta da una catena composta da pedali indipendenti.

Dove si colloca e a chi si rivolge

Il prezzo indicativo annunciato per il mercato statunitense è di 249,99 dollari. La proposta è quella di concentrare tre effetti in un solo dispositivo, riducendo spazio, cavi e connessioni di alimentazione. Per chi possiede già un wah Morley, un octaver analogico e un fuzz separati, l’interesse dipenderà soprattutto dalla necessità di semplificare la pedalboard. Per chi invece parte da zero o cerca una soluzione unica da trasportare dal vivo, l’equazione può risultare più favorevole.

La compatibilità dichiarata con chitarra, basso e tastiere è coerente con la natura dei tre circuiti. La presenza di un’ottava inferiore e del controllo Direct Level rende il pedale particolarmente interessante per la quattro corde, ma non garantisce automaticamente un tracking impeccabile sulle note più basse. L’FX35 resta infatti un octaver analogico monofonico, con tutti i pregi e i limiti che questo comporta. Più che uno strumento di trasposizione precisa, va considerato una sorgente di colore, instabilità e consistenza sintetica.

Per chi ha fretta: 4 risposte su DOD e Morley Wah-ocTo-Fuzz

1. Cosa fa il DOD e Morley Wah-ocTo-Fuzz?
Combina tre effetti in un solo pedale: un wah elettro-ottico e switchless di Morley, un sub-octave analogico derivato dal DOD FX35 Octoplus e un fuzz ispirato al Morley Power Fuzz degli anni Settanta. Le tre sezioni possono essere utilizzate singolarmente o insieme.

2. Si può usare con il basso?
Sì. Il costruttore lo dichiara compatibile con chitarra, basso e tastiere. Il Direct Level permette di miscelare il segnale originale con l’ottava inferiore quando l’octaver è attivo, anche se il tracking conserva il carattere irregolare tipico dei circuiti analogici monofonici.

3. Il wah ha un interruttore da premere?
No. La pedaliera è switchless e dotata di ritorno a molla: spingendola leggermente in avanti il wah si attiva, mentre togliendo il piede ritorna nella posizione iniziale. Il grip luminescente ne facilita l’utilizzo sui palchi poco illuminati.

4. Quanto costa e come si alimenta?
Il prezzo indicativo annunciato negli Stati Uniti è di 249,99 dollari. Il pedale funziona con una batteria da 9V oppure con un alimentatore stabilizzato da 9V DC, negativo al centro, e assorbe circa 30 mA.

Le prime prove indipendenti sono nel frattempo arrivate. Un test pubblicato da MusicRadar, realizzato però con due chitarre elettriche, ha evidenziato la fluidità del wah switchless, il comportamento volutamente irregolare dell’octaver e un fuzz piuttosto asciutto quando utilizzato da solo, ma decisamente più corposo una volta abbinato all’ottava inferiore.

Resta ancora da valutare con maggiore precisione la risposta sulle frequenze più profonde di un basso elettrico. Sulla carta, e nei primi ascolti disponibili, il Wah-ocTo-Fuzz appare comunque come un pedale dal carattere molto specifico: meno interessato alla precisione moderna e più orientato verso consistenze analogiche, ruvide e imprevedibili.



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