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Heritage H-137, la single-cut ridotta all’osso che arriva da Kalamazoo

Una solidbody single-cut con un solo humbucker e profilo manico anni Sessanta: la Standard II Collection di Heritage punta sull'essenziale.

Heritage Guitars è una di quelle aziende che porta un indirizzo come biglietto da visita. Lo stabilimento di 225 Parsons Street, a Kalamazoo, nel Michigan, è il complesso nel quale Gibson produsse strumenti dal 1917 fino alla chiusura dell’impianto nel 1984, dopo il progressivo trasferimento delle attività a Nashville.

Quando Gibson lasciò Kalamazoo, alcuni ex dipendenti decisero di non seguirla: nel 1985 fondarono Heritage e continuarono a costruire chitarre nello stesso edificio, facendo tesoro delle competenze maturate in fabbrica e utilizzando anche parte delle attrezzature originali.
Da allora il marchio occupa una posizione particolare: non è soltanto il custode di un edificio storico, ma la prosecuzione concreta di una tradizione manifatturiera legata indissolubilmente alla città.

In questo quadro si inserisce la Standard II Collection, la linea con cui Heritage aggiorna alcuni dei propri modelli di riferimento, mantenendo la produzione statunitense e adottando soluzioni più contemporanee, con un posizionamento più accessibile rispetto al Custom Shop. L’ultima arrivata della serie si chiama H-137 ed è probabilmente la dichiarazione più netta della filosofia seguita dalla casa in questa fase.

La H-137 è una solid body single-cut e, fin qui, niente di sorprendente. La particolarità, semmai, sta in ciò che manca. Nel filone delle single-cut di impostazione classica, spesso associato a due humbucker, quattro manopole e un selettore a tre posizioni, qui troviamo un solo pickup, due controlli e nessun selettore tradizionale. Anche il pickup rinuncia al consueto coperchio metallico. È una chitarra costruita per sottrazione e, in un mercato affollato di strumenti progettati per coprire qualsiasi situazione, questa è già una presa di posizione.

Cosa cambia rispetto alla tradizione di Kalamazoo

La sigla H-137 non nasce oggi. Nella gamma Heritage identifica già una single-cut in mogano proposta nella Core Collection del Custom Shop con due P-90, quattro controlli e un selettore a tre posizioni. La nuova Standard II H-137 conserva il corpo e il manico in mogano, la tastiera in palissandro, la scala da 24,75 pollici e la finitura in nitrocellulosa, ma semplifica radicalmente l’elettronica e adotta un ponte wraparound.

Il cuore dello strumento è un singolo humbucker al ponte, l’Heritage Custom Shop 225 Standard, progettato e avvolto internamente nello stabilimento di Kalamazoo. Il pickup utilizza un magnete in Alnico 5 da 2,5 pollici lasciato grezzo dopo la fusione, indicato dal costruttore con il termine rough cast, ed è privo di copertura metallica.
Heritage associa questa configurazione a una buona definizione sui suoni puliti e a una risposta più aperta e incisiva quando aumenta la saturazione. Si tratta naturalmente della descrizione fornita dal costruttore: amplificatore, regolazione dello strumento e catena degli effetti possono incidere sensibilmente sul risultato finale.

Ad ampliare le possibilità interviene una commutazione serie/parallelo, azionata tramite il potenziometro push/pull del tono. Non si tratta di un coil split: le due bobine dell’humbucker rimangono entrambe attive, ma possono essere collegate in parallelo anziché in serie.
Rispetto al collegamento in serie, la configurazione in parallelo produce generalmente un suono più brillante, meno denso e con un livello di uscita inferiore, mantenendo la cancellazione del ronzio propria dell’humbucker.

Il sistema non trasforma quindi il pickup in un vero single-coil, nonostante possa richiamarne in parte la brillantezza e la maggiore leggerezza timbrica. Permette piuttosto di ottenere dallo stesso humbucker due configurazioni elettriche e sonore ben distinte.

Secondo Heritage, anche l’assenza dello scasso destinato a un secondo pickup lascia una maggiore quantità di legno nel corpo e favorisce una risposta più risonante dello strumento. È però corretto considerarla una scelta progettuale, più che una garanzia automatica di superiorità sonora: nella risposta finale entrano in gioco anche la costruzione, l’hardware, l’accoppiamento tra manico e corpo, la regolazione e l’amplificazione.

La filosofia rimane comunque chiara: meno opzioni, meno elementi tra il gesto del chitarrista e il risultato sonoro, maggiore enfasi sulla risposta del pickup, sui controlli di volume e tono e sulla dinamica della mano destra. Una scommessa sul fatto che una costruzione curata e un’identità timbrica ben definita possano reggere da sole l’intero progetto.

A chi parla una single-cut essenziale

Una chitarra del genere non è pensata per tutti, e la cosa interessante è che non prova a nasconderlo. Uno strumento realmente polivalente, chiamato a coprire generi e situazioni differenti, segue normalmente una logica opposta: più pickup, più combinazioni e una rete di sicurezza sonora più ampia. La H-137 va nella direzione contraria e si rivolge soprattutto a chi ha già un’idea piuttosto chiara del suono che cerca.

Può interessare il chitarrista che lavora entro un perimetro sonoro definito, utilizza realmente volume e tono dello strumento e preferisce un’identità precisa a una gamma timbrica particolarmente ampia. Può avere senso anche per chi, davanti a una chitarra con due humbucker, finisce comunque per tenere il selettore quasi sempre sulla posizione al ponte.

Il collegamento in parallelo aggiunge una variazione utile, ma non può sostituire un pickup al manico. La posizione del pickup rispetto alla lunghezza vibrante della corda determina infatti il contenuto armonico del segnale raccolto: chi cerca il suono più rotondo e morbido normalmente associato alla posizione al manico non lo ritroverà semplicemente azionando il push/pull.

La riduzione dei controlli e l’assenza del coperchio sul pickup vanno quindi lette per ciò che sono: elementi di un progetto volutamente diretto, non formule magiche per ottenere maggiore dinamica o un suono migliore.
La H-137 restringe le variabili disponibili sullo strumento e lascia al musicista il compito di gestire le sfumature attraverso il tocco, i potenziometri, l’amplificatore e gli eventuali effetti. Per alcuni sarà un limite, per altri una liberazione da manopole che, diciamolo, spesso trascorrono la serata esattamente dove erano state lasciate durante il soundcheck.

Il profilo del manico vintage

Tra le specifiche, una rischia di passare inosservata sulla carta e di essere invece la prima cosa che si nota imbracciando lo strumento: il manico adotta un profilo a C ispirato agli anni Sessanta, con uno spessore dichiarato da Heritage compreso tra 0,847 e 0,922 pollici. La casa lo descrive come un profilo snello e confortevole, ma con una sezione comunque sufficientemente presente sotto la mano.

Il profilo del manico, cioè la forma della sua sezione trasversale, influenza il modo in cui palmo, pollice e dita si dispongono sulla tastiera. Le definizioni “anni Cinquanta” e “anni Sessanta” non costituiscono però uno standard universale: in linea generale, i profili ispirati agli anni Sessanta tendono a essere più sottili, ma possono cambiare sensibilmente da un costruttore all’altro.

Un profilo di questo tipo può agevolare gli spostamenti lungo la tastiera e risultare più naturale per chi non ama i manici molto corposi. Non è però possibile stabilire sulla sola scheda tecnica se sarà più comodo o meno faticoso: molto dipende dalle dimensioni della mano, dall’impostazione del pollice, dalla tecnica e perfino dall’altezza a cui si tiene lo strumento. È uno dei parametri che si percepiscono prima ancora di collegare la chitarra all’amplificatore e anche uno dei più difficili da valutare senza una prova diretta.

Per chi ha fretta: 4 risposte su Heritage H-137

1. Cosa distingue la Heritage H-137 Standard II dalle altre H-137?
Monta un solo humbucker al ponte, al posto dei due P-90 della H-137 Core Collection del Custom Shop, e riduce i controlli a un volume e un tono. Il potenziometro push/pull del tono permette di collegare le due bobine in serie oppure in parallelo.

2. Dove viene costruita la Heritage H-137?
Nello stabilimento di 225 Parsons Street, a Kalamazoo, nel Michigan. Gibson utilizzò il complesso fino alla chiusura della fabbrica nel 1984; Heritage, fondata da alcuni ex dipendenti Gibson, vi avviò la propria attività nel 1985.

3. Perché conta il profilo del manico anni Sessanta?
La H-137 adotta un profilo a C con uno spessore dichiarato compreso tra 0,847 e 0,922 pollici: è relativamente snello, ma non eccessivamente esile. La comodità effettiva dipende comunque dalla mano e dall’impostazione del musicista.

4. Quanto costa la Heritage H-137?
Il prezzo indicato negli Stati Uniti è di 1.899 dollari, con custodia Heritage Premium Standard inclusa. Il prezzo europeo potrà variare in base alla distribuzione, alla tassazione e al cambio.

La H-137 è disponibile nelle finiture Ebony e 3 Tone Sunburst, con un prezzo di 1.899 dollari sul mercato statunitense. Resta una chitarra volutamente specialistica: chi cerca uno strumento capace di coprire qualsiasi situazione probabilmente guarderà altrove, mentre chi desidera una single-cut essenziale, costruita a Kalamazoo e imperniata sulla risposta di un unico humbucker troverà un progetto coerente.
La parte interessante non è tanto l’aggiunta di un altro modello al catalogo, quanto la decisione di togliere invece di aggiungere. In tempi di selettori, circuiti complessi e strumenti che promettono di fare tutto, anche rinunciare consapevolmente a un pickup può diventare una dichiarazione d’intenti.



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