In sintesi: Nata nel 1958, la Gibson ES-335 è la prima chitarra semihollow di serie: corpo cavo con blocco centrale in mogano, due humbucker e un suono che attraversa jazz, blues, rock e pop. È stata in mano a Eric Clapton, Alvin Lee, B.B. King e a Marty McFly in Ritorno al Futuro. Le riedizioni Memphis di oggi ne tengono viva l’eredità.
Una chitarra immortale: cosa rende speciale la ES-335
La Gibson ES-335 non chiede presentazioni. Dal jazz al blues, dal pop al rockabilly fino all’hard rock più scatenato, c’è sempre stato spazio per il suo timbro caldo e definito allo stesso tempo. Eric Clapton la imbraccia nei Cream, Alvin Lee la rende protagonista a Woodstock, B.B. King la trasforma in “Lucille”. E al cinema persino Marty McFly, anacronisticamente, la prende in mano in Ritorno al Futuro: un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi recensione quanto sia entrata nell’immaginario collettivo.
1958: nasce la prima semihollow di serie
Quando arriva sul mercato nel 1958, la ES-335 è una piccola rivoluzione. Gibson cerca un compromesso tra il calore delle archtop a corpo cavo e la praticità delle solid body: la risposta è un corpo doppio cutaway con due camere laterali e un blocco centrale in mogano, che riduce il feedback e regala una pasta sonora unica. La paletta riprende lo stile della Les Paul, la scala è quella classica Gibson, l’elettronica monta due humbucker PAF. Il risultato è una chitarra versatile come poche, capace di passare da un walking bass jazz a un assolo blues elettrico senza sembrare mai fuori posto.
L’eredità nella factory di Memphis
Negli ultimi anni la produzione delle ES-335 è stata concentrata nella factory Gibson Memphis, dedicata interamente alle chitarre semihollow e hollow body. Le serie limitate riprendono le specifiche storiche del periodo d’oro: nut in osso, ponte ABR-1 con sellette in titanio, meccaniche Rotomatic Grover 102, finiture vintage. Le edizioni che più hanno fatto parlare di sé sono quelle Walnut e Wine Red, entrambe pensate per chi cerca un suono fedele alle ES-335 storiche e non solo un oggetto da collezione.
Perché sopravvive ai cambi di moda
La ES-335 è sopravvissuta a sessant’anni di mode chitarristiche per una ragione molto pratica: lavora bene in tutti i generi. Su un clean jazz suona ariosa e legnosa, in saturazione blues regge i bending senza perdere definizione, in un contesto rock più muscolare sostituisce con disinvoltura una Les Paul senza diventarne il clone. Per i chitarristi italiani che la cercano nuova o usata, riferimenti come Tomassone restano un punto fermo per provarla in negozio prima dell’acquisto.
Gibson ES-335, non ci sarebbe bisogno di dire altro. Dal Jazz al Blues, dal Pop al Rockabilly, finanche all’Hard Rock e Blues elettrico più scatenato. In mano a Eric Clapton, Alvin Lee e (pur anacronisticamente) a… Marty McFly in Ritorno al Futuro!
Quando parliamo di classici in casa Gibson, subito dopo Les Paul ed SG è lei il primo nome a venirci in mente. Con le sue forme sinuose, abbondanti, è una vera signora, capace di un suono dolce e arioso ma anche in grado di graffiare e mordere appena spingiamo in overdrive il nostro amato amplificatore.
Nel corso dei decenni è stata portata in auge da grandissimi chitarristi blues e rock, ma come dimenticare il suddetto Eric che con i suoi Marshall rigorosamente “a 10” faceva fuoco e fiamme con i Cream alla Royal Albert Hall!
Ebbene, oggi in compagnia di Giampaolo Tomassone, dell’omonimo storico negozio bolognese, incontriamo una Limited Edition di questo grande classico della 6 corde, la ES-335 in versione satinata.
La Gibson ES-335 Satin Release del 2018 è una chitarra che ha l’aspetto e la qualità costruttiva della 335 tradizionale, con l’ovvia differenza della finitura satinata.
I pickup Burstbucker 1 e Burstbucker 2 sono collegati al circuito MTC cablato a mano per funzionalità ottimali, mentre le cover degli humbucker sono state rimosse per un guitar tone più reattivo.
Questa chitarra presenta classici materiali di qualità Gibson quali un manico in mogano tagliato di quarto con tastiera in palissandro, rinforzi in abete, blocco centrale in acero. L’alta qualità si riscontra anche nell’affidabile hardware come il ponte ABR-1 con sellette in titanio e nelle meccaniche Rotomatic Grover 102.
Le verniciature previste per questo modello in edizione limitata sono due, la Walnut che potete ammirare in questo video, e una più classica Wine Red.
Per ogni altra informazione consultate direttamente il sito web di Tomassone.
Per chi ha fretta: 5 risposte sulla Gibson ES-335
1. Quando è nata la Gibson ES-335?
La ES-335 è stata lanciata da Gibson nel 1958, presentata come la prima semihollow di serie del marchio.
2. Cosa significa semihollow?
Il corpo ha due camere acustiche laterali e un blocco centrale in legno massello: questo riduce il feedback e bilancia calore acustico e tenuta in alto volume.
3. Quali musicisti l’hanno resa famosa?
Eric Clapton nei Cream, Alvin Lee a Woodstock, B.B. King con la sua “Lucille”, Larry Carlton in ambito jazz-fusion.
4. Dove viene costruita oggi?
La produzione è concentrata nella factory Gibson Memphis, dedicata a semihollow e archtop, con serie limitate ispirate alle specifiche storiche.
5. È una chitarra adatta solo al jazz?
No: il suo punto di forza è proprio la versatilità. Funziona bene su clean jazz, blues elettrico, pop e rock, più difficile su generi estremamente saturati come il metal moderno.
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