In sintesi. Oakland, 1977: durante una data dei Led Zeppelin promossa da Bill Graham, una serie di scontri tra la security del tour e l’organizzazione locale degenera in rissa. Nella concitazione viene coinvolto anche il batterista John Bonham, detto Bonzo. Ne seguono denunce, multe e una causa milionaria, prima che Graham consenta alla band di tenere il secondo concerto previsto.
All’inizio di ogni concerto, Robert Plant saluta il pubblico con un annuncio che suona come una minaccia: “Buona sera a tutti”, dice, “benvenuti a tre ore di pura follia”.“
Quella sera a Oakland, la pazzia, però, contagia davvero tutti.
Mentre sta accompagnando la band che sta salendo sulla rampa di servizio che conduce al palco, il capo dei bodyguard John Bindon spintona via un addetto dell’organizzazione di Bill Graham, promoter americano del tour.
La tensione cresce: Bindon, una volta sul palco ha da dire perfino con lo stage manager Jim Downey. E lo prende a schiaffi.
Ma non è finita qui. Una volta concluso il concerto, un altro uomo del servizio d’ordine, che sta svolgendo un po’ troppo alla lettera il suo ruolo, se la prende con Warren Grant, undicenne figlio di Peter Grant, manager dei Led Zeppelin. In difesa del giovane si catapultano lo stesso Grant, il tour manager Richard Cole e persino il batterista degli Zeppelin, John Bonham detto Bonzo che, pare, riesca a sferrare un bel destro centrando in pieno il viso del malcapitato.
Una band abituata a vivere on the road
Per capire una serata cosi tesa bisogna ricordare che, alla fine degli anni Settanta, i Led Zeppelin erano una delle band piu grandi e richieste del pianeta. I loro tour americani muovevano un apparato imponente, fatto di logistica, sicurezza e folle enormi, e la pressione attorno al gruppo era altissima. In un contesto del genere, anche un episodio nato da un malinteso poteva trasformarsi rapidamente in qualcosa di molto piu serio.

Jim Matzorkis, il tizio della security colpevole di aver minacciato e spinto il giovane Grant, sporge denuncia per pestaggio nei confronti di Cole, Grant e Bonham. Tutti devono pagare 250 dollari di multa e contro di loro viene addirittura intentata una causa da due milioni di dollari.
Il giorno dopo, Bill Graham scagiona la Rock band inglese dall’incidente e consente loro di suonare il secondo previsto concerto all’Oakland Coliseum.
Chi era Bonzo dietro la leggenda
John Bonham, soprannominato Bonzo, e ricordato come uno dei batteristi piu potenti e influenti della storia del rock. Il suo modo di colpire i tamburi, la profondita del suo suono di cassa e il suo senso del groove hanno segnato il sound dei Led Zeppelin e ispirato generazioni di musicisti. Episodi come quello di Oakland fanno parte del lato piu turbolento e mitizzato della sua figura, ma e soprattutto dietro la batteria che la sua eredita continua a vivere.
“I Led Zeppelin sono una festa per soli uomini…” era solito chiosare Jimmy Page. E mai, come questa volta, ha avuto ragione.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulla rissa di Oakland
A Oakland, durante una data dei Led Zeppelin promossa dal celebre promoter americano Bill Graham.
Il capo dei bodyguard John Bindon spintono un addetto dell’organizzazione e arrivo a colpire lo stage manager, alzando la tensione già prima della fine del concerto.
A fine concerto, in difesa del giovane figlio del manager Peter Grant, intervennero lo stesso Grant, il tour manager Richard Cole e il batterista John Bonham, che pare colpi con un pugno un uomo della security.
L’uomo coinvolto sporse denuncia per pestaggio: Cole, Grant e Bonham dovettero pagare 250 dollari di multa e si trovarono di fronte a una causa da due milioni di dollari.
Si: il giorno successivo Bill Graham scagiono la band dall’incidente e le consenti di tenere il secondo concerto previsto all’Oakland Coliseum.
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