In sintesi. Tra le promesse fatte a Freddie Mercury sul letto di morte, Mary Austin doveva prendersi cura della sua collezione di preziose carpe koi giapponesi. Affidati a una garden house londinese, gli 84 pesci morirono per una pompa di ossigeno dimenticata spenta. Una collezione stimata intorno ai 500.000 dollari, ma il cui vero valore, per Mary, era affettivo e incalcolabile. Da qui nacque una causa.
In cambio, s’impegna a mantenere alcune promesse fatte al cantante dei Queen sul letto di morte.
Sarà lei a prendersi cura di tante cose che Freddie Mercury aveva nel cuore. Come quella stravagante collezione di pesci giapponesi koi, carpe preziose e rare che nel paese del Sol Levante vengono tenute con orgoglio nei laghetti privati dei giardini di persone facoltose.
Chi era Mary Austin per Freddie Mercury
E così Mary affida alla miglior garden house di Londra, la Clifton Nursery di Mike Miller, la cura dei costosi pesciolini rossi. Con orrore, proprio il 24 luglio 2002, Mary Austin scopre che uno degli addetti al servizio si è scordato di riattaccare la pompa di alimentazione che portava acqua e ossigeno al serbatoio nel quale erano stati temporaneamente parcheggiati i pesci prima di essere nuovamente riportati nel laghetto di casa Mercury a Kensington.
E così, tutti e 84 i koi giapponesi della invidiabile collezione sono morti.
Frontman dei Queen e tra le voci piu riconoscibili della storia del rock, Freddie Mercury custodiva una passione lontana dai riflettori del palco: i pesci koi. Queste carpe ornamentali, originarie del Giappone, sono allevate da secoli per la bellezza delle livree e possono raggiungere valori altissimi sul mercato, tanto da essere considerate vere e proprie opere viventi da collezione. Per Mercury rappresentavano un angolo di quiete nella sua casa di Kensington, a Londra.

Una collezione dal valore inestimabile
La vicenda dei koi racconta molto del legame tra Mary Austin e Freddie Mercury, un rapporto che era sopravvissuto alla fine della relazione sentimentale per trasformarsi in una profonda amicizia. Prendersi cura di quei pesci non era per Mary solo una questione pratica: era il modo di onorare una promessa fatta a una persona amata, di mantenere vivo un pezzo del mondo intimo dell’artista anche dopo la sua scomparsa.
Mediamente, un koi può vivere sino a 20 anni e il valore in denaro di una collezione come quella di Mercury si aggira intorno ai 500.000 dollari.
“Ma non è una questione di soldi”, dichiara Russel Conway, avvocato di Mary Austin nonché curatore dell’eredità Mercury, “qui c’è di mezzo un valore affettivo incalcolabile”.
Per mani dell’avvocato Conway, Mary Austin fa causa alla Clifton Nursery anche se nulla potrà ricompensare il suo senso di colpa nei confronti di Freddie Mercury e della promessa che gli aveva fatto.
Cover photo by Pierre.pu · CC BY-SA 3.0
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su questa storia
E stata la storica fidanzata e poi la migliore amica di Freddie Mercury. Alla morte del cantante, nel novembre 1991, ricevette una cospicua eredita.
Di prendersi cura di tante cose che Mercury aveva nel cuore, tra cui la sua stravagante collezione di pesci koi giapponesi, carpe preziose e rare.
Affidati alla Clifton Nursery di Mike Miller, gli 84 koi morirono perché un addetto si scordo di riattaccare la pompa che portava acqua e ossigeno al serbatoio.
Un koi può vivere fino a 20 anni e una collezione come quella di Mercury si aggirava intorno ai 500.000 dollari, ma il valore affettivo era considerato incalcolabile.
Per mano dell’avvocato Russel Conway, Mary Austin fece causa alla Clifton Nursery, pur sapendo che nulla avrebbe ricompensato il senso di colpa verso la promessa fatta a Mercury.
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