In sintesi: Liuto, vielle, ribeca e arpa raccontano la voce strumentale del Medioevo europeo. Attraverso il Codice del Los Musicos e le Cantigas de Santa Maria scopriamo come la dominazione araba sulla penisola iberica abbia plasmato la liuteria del Duecento, lasciando in eredita’ forme che ancora oggi riconosciamo nei nostri strumenti.
Il Medioevo è un’epoca ricca di fascino e mistero, in cui l’arte e la musica hanno svolto un ruolo determinante nella vita delle persone. Per quanto meno conosciuti, gli strumenti musicali a corda sono stati tra i protagonisti di questa era, offrendo una vasta gamma di suoni che accompagnano alcuni ambiti religiosi, le feste di corte e le esecuzioni di musiche popolari.
Con la puntata di oggi avremo l’occasione di esplorare alcuni dei cordofoni più significativi del periodo e il loro ruolo nel tessuto quotidiano dei popoli dell’antica Europa.
Per non perderci nei meandri della ricerca ho ritenuto utile utilizzare le iconografie di un singolo manoscritto: il Codice del Los Musicos. Mi riferisco ad un manoscritto contenente più di 400 brani scritti e composti nella Spagna del Nord di fine Duecento, brani passati alla storia come Cantigas de Santa Maria (tema principe della precedente puntata).
In questo Codice, oltre ai suddetti brani, ci sono dei disegni di pregevole fattura, e questi sono molto suggestivi in quanto ci mostrano una serie di musicisti con strumenti musicali parecchio dettagliati. Il che rende tale raccolta unica nel suo genere, in quanto abbiamo una testimonianza diretta dell’epoca.
Chi ha seguito le ultime puntate non si meraviglierà se molti di questi strumenti presentano origini arabe. La Penisola Iberica è stata dominata per secoli da popolazioni islamiche. Anche le musiche e gli arnesi sonori ci mostrano l’eredità di tale cultura.
Vi lascio al video e ai tanti strumenti da scoprire.
Il liuto e le sue origini arabe
Tra i cordofoni piu’ rappresentati nelle iconografie del Codice del Los Musicos spicca il liuto, strumento che nel Medioevo viaggiava letteralmente sulle spalle dei viandanti. La sua origine va cercata nell’oud arabo, introdotto in Andalusia con la conquista islamica. Il liuto medievale aveva un numero di corde variabile, generalmente da cinque a sette ordini doppi, e un piano armonico spesso decorato con rosone traforato. La tecnica usata era quella del pizzico con plettro di penna o di osso, e il repertorio includeva musica per corti, accompagnamento alla voce e brani profani d’amor cortese.
La vielle, antenata del violino
La vielle (o viella) era uno strumento ad arco a cinque corde, considerata da molti studiosi come l’antenata della famiglia degli archi moderni. Le iconografie medievali la raffigurano sia tenuta sulla spalla, alla maniera del violino, sia appoggiata sulle ginocchia come una viola da gamba. Il suo timbro caldo accompagnava la voce dei giullari e dei trovatori, ed era considerata lo strumento per eccellenza della musica colta laica, tanto che il teorico Johannes de Grocheo, intorno al 1300, la indicava come strumento adatto a eseguire ogni genere di repertorio polifonico.
Ribeca, salterio e arpa medievale
Accanto a liuto e vielle troviamo nelle Cantigas altri strumenti meno noti ma altrettanto importanti. La ribeca, di chiara derivazione araba (rabab), era un piccolo strumento ad arco a forma di pera, suonato sia da musicisti colti che da popolari. Il salterio, in forma trapezoidale o triangolare, veniva pizzicato con plettri o suonato con martelletti, anticipando l’evoluzione che porterà al clavicembalo e al pianoforte. L’arpa medievale, infine, era piu’ piccola di quella moderna, con cordiera diatonica e telaio in legno intagliato.
Il Codice del Los Musicos come testimonianza
Il valore del Codice del Los Musicos, conservato nella biblioteca dell’Escorial, non e’ solo musicale ma documentario. Le sue miniature mostrano i musicisti in azione, con dettagli sul modo di tenere lo strumento, sulla postura e sull’uso delle mani che nessun trattato scritto dell’epoca ha conservato con altrettanta precisione. Per gli organologi moderni queste immagini sono una fonte preziosa, capace di colmare le lacune della tradizione scritta e di restituire un quadro vivido di come la musica fosse intessuta nel tessuto della societa\’ iberica del Duecento.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sugli strumenti a corda nel Medioevo
- 1. Quali erano gli strumenti a corda piu’ diffusi? Liuto, vielle, ribeca, salterio e arpa medievale, tutti rappresentati nelle iconografie del Codice del Los Musicos.
- 2. Da dove viene il liuto? Dall’oud arabo, introdotto in Europa attraverso la conquista islamica della penisola iberica.
- 3. Cosa sono le Cantigas de Santa Maria? Una raccolta di oltre 400 brani composti nella Spagna del Nord di fine Duecento, conservati nel Codice del Los Musicos.
- 4. La vielle e’ un antenato del violino? Si, viene considerata da molti studiosi come la progenitrice diretta della famiglia degli archi moderni.
- 5. Perche’ il Codice del Los Musicos e’ cosi importante? Perche’ le sue miniature ci mostrano i musicisti in azione, con dettagli che nessun trattato scritto dell’epoca ha conservato.
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