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Diabolus in Musica, l’origine del mito

Puntata speciale dedicata al Tritono, l’oscuro intervallo che ha dato origine a numerose leggende sulla musica del Medioevo.

In sintesi: Il tritono – l’intervallo di tre toni interi tra due note – ha attraversato dieci secoli di musica europea con la fama di intervallo proibito. Dai trattati medievali all’esorcismo armonico del Rinascimento, dalla riscoperta romantica al cuore del metal moderno con Black Sabbath e oltre, il Diabolus in Musica è oggi un colore espressivo riconoscibile, non più una superstizione.

Quasi ogni musicista si è imbattuto nel caratteristico passaggio denominato Tritono, o quarta eccedente. Tale nome è dovuto banalmente al fatto che lo spazio tra i due suoni di riferimento dista tre toni di differenza. Come da Fa a Si per intenderci. 
Il risultato cupo di tale intervallo è reso ancora più minaccioso dalla leggenda che si trascina dietro: ovvero che nel Medioevo veniva considerato pericoloso in quanto affiliato alla sfera demoniaca. 

Il diavolo in musica

Al giorno d’oggi molte sono le band che hanno sfruttato tale sonorità per conferire maggiore cupezza e senso di angoscia ai loro brani. Pensiamo su tutti ai Black Sabbath col loro omonimo brano del 1970. Un discorso analogo si può fare per la musica da film, dove l’uso ad esempio della scala lidia (con la quarta eccedente) è spesso sfruttata per momenti enigmatici ed occulti. 

Questo tritono quindi ha da un lato un suono che percepiamo come tetro, dissonante e caratteristico, dall’altro il suo risuonare custodisce un mito antico che lo ha reso particolarmente famoso anche non tra gli addetti ai lavori. Tanto da esser denominato Diabolus in Musica
Un passaggio pregno di fascinazione e mistero.

Ma cosa c’è di vero in questa storia? 

Non mi sto chiedendo se quel suono provochi realmente invocazioni sataniche, ciò che mi domando riguarda le fonti del Medioevo. Cosa dicono di tale passaggio?

Chi ha iniziato a seguire il percorso di Storia della Musica si sarà già reso conto di quante mistificazioni esistono sul mondo antico. Ma allora questo Diabolus in musica? Quello che emerge dalle pergamene, dai trattati, dalla moltitudine di righe e pagine del Medioevo è una storia differente: essenzialmente un passaggio non semplice da intonare; una dissonanza.

Detto così probabilmente sembra una storia meno saporita, meno allettante. In realtà è il contrario. Esistono numerose sfaccettature dietro. Ma a questo punto vi invito a vedere questo episodio speciale.

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Cos’ è davvero il tritono

Il tritono è un intervallo musicale composto da tre toni interi (per esempio Do-Fa diesis, oppure Si-Fa). Nella scala diatonica appare in un solo punto: tra il quarto e il settimo grado. La sua particolarità acustica nasce dal rapporto di frequenze 45:32, che non si presta né alla risoluzione naturale della quinta giusta né alla dolcezza della terza. Per questo nei manuali di storia della musica il tritono appare spesso come un’ eccezione che richiede una spiegazione armonica precisa.

La leggenda medievale e i trattati

L’ etichetta «Diabolus in Musica» non compare nei primi trattati di canto gregoriano, ma si stabilizza tra il XII e il XIII secolo, quando le scuole di Notre-Dame e gli scrittori didattici cominciano a codificare la teoria della polifonia nascente. Il tritono viene chiamato «mi contra fa», definito instabile e da evitare nelle composizioni sacre. Non c’ è però alcun documento ecclesiastico che lo proibisca formalmente: la fama di intervallo «del diavolo» nasce in larga parte come pratica didattica per evitare problemi di intonazione vocale nelle messe a più voci. Su Musicoff abbiamo dedicato un approfondimento alla nascita del canto gregoriano che inquadra bene il contesto di quei secoli.

Dalla riscoperta romantica al jazz e al metal

Con il superamento delle regole modali e l’ arrivo dell’ armonia tonale, il tritono diventa centrale: è l’ intervallo che caratterizza l’ accordo di settima di dominante e quindi la cadenza più importante della musica occidentale. Compositori come Franz Liszt, Richard Wagner e Camille Saint-Saëns lo usano deliberatamente per evocare il sinistro o il soprannaturale. Nel jazz il tritono diventa la chiave della sostituzione di tritono: il bebop la usa per arricchire le progressioni II-V-I con tensioni e colori cromatici. Nel metal degli anni Settanta, Black Sabbath apre il proprio brano omonimo proprio con un tritono, fondando un linguaggio sonoro che arriverà fino a Slayer e Metallica.

Perché oggi non fa più paura

Per un musicista del XXI secolo il tritono è un colore espressivo, non un tabù. Lo studio dell’ armonia del Novecento ha normalizzato l’ uso di intervalli un tempo proibiti, e l’ orecchio contemporaneo lo riconosce immediatamente come segnale di tensione drammatica. Tritoni, cromatismi e accordi a sorpresa sono oggi strumenti espressivi nelle mani di chi compone: il diavolo è uscito dal cerchio della stregoneria armonica per diventare semplicemente uno dei tanti modi di raccontare un’ emozione in musica.

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sul Diabolus in Musica

  1. Cos’ è il tritono? È l’ intervallo di tre toni interi, per esempio Do-Fa diesis. Compare una sola volta nella scala diatonica.
  2. Perché veniva chiamato Diabolus in Musica? Tra il XII e il XIII secolo i teorici lo evitarono nelle composizioni vocali sacre per problemi di intonazione e ambiguità armonica. La fama di intervallo «diabolico» nasce come pratica didattica, non come divieto ecclesiastico ufficiale.
  3. È vero che era proibito dalla Chiesa? Non esiste un documento papale o conciliare che lo vieti. La proibizione è un mito moderno: i trattati medievali raccomandavano di evitarlo, non lo bandivano.
  4. Dove lo troviamo nella musica classica? In Liszt, Wagner, Saint-Saëns, e nell’ accordo di settima di dominante di tutta la musica tonale, dove genera la spinta verso la risoluzione tonica.
  5. E nel metal e nel jazz? Black Sabbath ne ha fatto la cifra sonora dell’ heavy metal, mentre nel jazz alimenta la sostituzione di tritono usata da Charlie Parker, John Coltrane e dai chitarristi bebop.

Continua a esplorare la storia della musica

Dalla nascita del canto gregoriano alla rivoluzione del Novecento, su Musicoff trovi un percorso di approfondimenti pensato per chi vuole capire da dove arrivano le forme musicali di oggi.

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