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Gibson J-50, una chitarra acustica che attraversa i decenni

La J-50 è uno dei miti delle acustiche Gibson, ma che differenze ci sono tra il decennio '50 e il '60?

In sintesi. La Gibson J-50 è una delle acustiche roundshoulder più famose di sempre, introdotta nel 1942 come versione a finitura naturale della J-45. Con fondo e fasce in mogano, top in abete sitka e bracing a X, offre un suono caldo, ricco di bassi e con ottima proiezione. Imbracciata da Bob Dylan, Jorma Kaukonen e altri, oggi torna in catalogo nelle versioni 50’s e 60’s, queste ultime con selletta del ponte regolabile.

Quando si parla di chitarre acustiche Gibson il primo pensiero va ad alcuni modelli che hanno fatto la storia non solo del marchio, ma anche della liuteria. Parliamo della J-200 e della J-45 ad esempio (ultimamente riproposte da Epiphone), ma c’è un altro modello tra i “jumbo” ad essersi imposto nei decenni, la J-50.

Si tratta di una della acustiche “roundshoulder” più famose di sempre, ben nota per il suo suono caldo e pieno di bassi e allo stesso tempo con un’eccellente proiezione di note e accordi.
Nel corso degli anni è stata imbracciata da tanti famosi chitarristi e cantautori, ricordiamo ad esempio Bob Dylan, Jorma Kaukonen, John Hiatt e Brad Paisley.

Nel video di oggi con Davide Tomassone e Alberto Lombardi ascoltiamo il suono di due modelli ancora oggi in produzione, il primo ispirato agli anni ’50, la J-50 50’s Original Antique Natural, e il secondo che riprende l’evoluzione avvenuta negli anni ’60, la J-50 60’s Original Antique Natural.

GIBSON 50'S J 50 ORIGINAL ANTIQUE NATURAL

La famiglia delle jumbo roundshoulder Gibson

Per capire la J-50 conviene inquadrarla nella famiglia delle acustiche a spalla arrotondata di Gibson, le cosiddette roundshoulder. Si tratta di chitarre dal corpo generoso, pensate per restituire volume e calore senza rinunciare alla definizione, caratteristiche che le hanno rese compagne ideali tanto del cantautorato quanto dell’accompagnamento ritmico. La J-45, soprannominata “the workhorse”, e la sua gemella a finitura naturale J-50 condividono la stessa filosofia costruttiva: solidità, suono immediato e una voce riconoscibile fin dalle prime note. È questo equilibrio tra robustezza e musicalità ad aver garantito al modello una presenza costante nei decenni.

L’evoluzione della J-50

Gibson introdusse la J-50 nel 1942 essenzialmente come una J-45 a finitura naturale o blonde, anche se con alcune piccole differenze che si acuirono poi col tempo. Anche se la guerra fermò la produzione per carenza di materie prime, la J-50 rimase in catalogo e tornò subito dopo il conflitto nelle vetrine dei negozi.

Nel 1950 Gibson ebbe l’idea di modificare il top e cinque anni più tardi introdusse un rinforzo nella parte inferiore, il ventesimo tasto e un battipenna più grande invece di quello classico a goccia.
Successivamente, negli anni ’60, arrivò il ben noto ponte con selletta regolabile, il che consente ancora oggi (nel modello ’60s) di poter regolare assai facilmente l’altezza delle corde senza ricorrere ad invasivi (e non reversibili) interventi di liuteria.

Nel ’63 il battipenna, non più in celluloide, divenne ancora più spesso, per poi arrivare alla fine del decennio ad alcuni cambiamenti un po’ bizzarri come la spalla “quadrata”, ben presto abbandonati.

GIBSON 50'S J 50 ORIGINAL ANTIQUE NATURAL

La scelta tra la versione 50’s e quella 60’s non è soltanto una questione estetica o di nostalgia. La 50’s riprende la configurazione più essenziale e tradizionale, con un timbro asciutto e diretto. La 60’s introduce invece il ponte con selletta regolabile, una soluzione che semplifica enormemente la messa a punto dell’action permettendo di alzare o abbassare le corde senza interventi invasivi di liuteria. Per chi suona dal vivo o cambia spesso accordatura e tipo di corde, questa differenza può risultare decisiva nella praticità d’uso quotidiano.

Un gioiello di liuteria e suono

Sebbene dai primi anni ’80 non sia stata più fissa in catalogo tra i modelli standard di produzione, ancora oggi la chitarra viene proposta da Gibson spesso e nelle sue versioni classiche, quella degli anni ’50 e quella dei ’60, così da accontentare ogni tipo di settaggio della “macchina del tempo” del musicista.

La foma è la stessa della J-45, come suddetto, il corpo vede fondo e fasce in mogano e top in abete sitka. Il bracing utilizzato è a X (Traditional hand-scalloped X-bracing) e la finitura è alla nitrocellulosa, come da tradizione vintage.
Il manico è in mogano con tastiera in palissandro, il profilo è round, il raggio di curvatura di 12″ e la scala è pari a 24.75″.

Entrambi i modelli sono amplificati tramite elettronica LR Baggs VTC e come hardware montano meccaniche Grover e un ponte Traditional belly up. Qui però troviamo la fondamentale differenza tra il modello 50’s e il 60’s, su quest’ultima infatti la selletta del ponte è regolabile in altezza.

Le chitarre sono ovviamente disponibili presso i negozi Sergio Tomassone di Bologna e Roma.

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su Gibson J-50

1. Cos’è la Gibson J-50?

È una chitarra acustica jumbo roundshoulder di Gibson, introdotta nel 1942 come versione a finitura naturale della J-45, nota per il suo suono caldo e ricco di bassi.

2. In che anno è nata la J-50?

La J-50 è stata introdotta da Gibson nel 1942 e, nonostante lo stop produttivo dovuto alla guerra, è rimasta in catalogo tornando subito dopo il conflitto.

3. Quali materiali e legni monta la J-50?

Fondo e fasce in mogano, top in abete sitka, manico in mogano con tastiera in palissandro, bracing a X scalpellato a mano e finitura in nitrocellulosa.

4. Qual è la differenza tra la J-50 50’s e la 60’s?

La principale differenza è il ponte: il modello 60’s monta una selletta regolabile in altezza, che permette di regolare facilmente l’action senza interventi di liuteria.

5. Quali artisti hanno usato la Gibson J-50?

Tra i chitarristi e cantautori che l’hanno imbracciata ci sono Bob Dylan, Jorma Kaukonen, John Hiatt e Brad Paisley.

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