Il tipo di effetto delay che scegliamo può caratterizzare ed influenzare in modo determinante il nostro modo di fare musica. D’altro canto, il mercato offre un’ampia scelta e trovare il prodotto giusto può essere arduo, se non addirittura frustrante.
Il solo catalogo NUX ci offre diverse opzioni, tra cui i modelli Atlantic Delay-Reverb, Duo-Time Dual Delay, Tape Echo, tutti della serie Verdugo, e il pedale Analog Delay della serie Reissue. Facciamo un po’ di ordine per comprendere meglio questa variegata offerta.
Prima di entrare nello specifico però, sfruttiamo questa ghiotta occasione per condividere qualche importante riflessione di carattere generale su eco e delay, nella musica dal vivo o in studio. Innanzitutto, sorge spontanea una domanda: abbiamo davvero bisogno di un pedale delay nella nostra catena effetti?
Acustica ambientale asciutta o riverberata
Negli auditorium destinati a spettacoli teatrali, presentazioni e conferenze, la chiarezza e l’intelligibilità del parlato sono la priorità assoluta. Pertanto, le costruzioni di questo tipo sono progettate per dare una risposta acustica ambientale asciutta. Al contrario, la maggior parte delle chiese medievali e rinascimentali erano caratterizzate da tempi lunghi di riverberazione.
Spazi ampi, volte molto alte, grandi cupole e superfici riflettenti come muri in pietra dura, lastre di marmo e vetrate, creavano un’acustica ambientale con una lunga “coda sonora”. Un tipico esempio è il Battistero di San Giovanni a Pisa, una vera e propria “echo chamber” naturale. Sotto la sua cupola, le note risuonano fino a 12 secondi prima che il suono svanisca completamente. Questo permette di sovrapporre in armonia le linee vocali: le nuove note si fondono armonicamente con quelle che ancora risuonano nell’ambiente.
Questo tipo di acustica era pensato per creare un’atmosfera suggestiva, ideale per i canti liturgici dell’epoca. L’architettura di quegli edifici era progettata per modellare l’acustica e il riverbero, in modo da creare una fusione corale con un lungo sustain di voci e suoni.
D’altra parte, questo tipo di acustica ambientale comprometteva l’intellegibilità del parlato, fino al punto di costringere gli officianti a rallentare il ritmo delle proprie parole in modo innaturale. Difatti, un tono più concitato, porta le parole a confondersi in un alone indistinto. Tuttavia, la stessa acustica che risultava ostica per letture e sermoni diveniva una scelta estetica indovinata per valorizzare le parti musicali della celebrazione.
È pur vero che produttori e musicisti, nel corso degli anni, hanno trovato ispirazione nell’acustica ambientale di luoghi quali vani scale o grandi sale; siti che in origine non erano stati concepiti per l’esecuzione di musica. Tutto ciò ci porta a comprendere che più introduciamo effetti di ambiente nella nostra musica, più accettiamo compromessi su limpidezza, dettaglio, definizione sonora, incisività ritmica, separazione delle frequenze ed equilibrio timbrico.
Quindi, cosa otteniamo in cambio di questo compromesso? Nella musica contemporanea, qualcosa di fondamentale è cambiato: l’eco non è più legato ad uno spazio fisico. Da quando sono state introdotte le prime unità di eco elettromeccaniche, l’eco è diventato portatile, regolabile e riproducibile. I musicisti finalmente hanno potuto controllare l’eco come uno strumento, invece di esserne soggetti passivamente.
Di conseguenza, quando oggi utilizziamo effetti di delay nella nostra musica, con ogni probabilità, non stiamo più cercando di imitare una determinata acustica ambientale. Piuttosto, stiamo facendo una scelta estetica per creare un’atmosfera, un’ambientazione o per plasmare l’identità stilistica della nostra musica.
Quando usiamo effetti di delay aggiungiamo “un’aura” di sentimento e personalità, per aumentare l’impatto emotivo della nostra performance dal vivo o della nostra registrazione. A questo punto occorre mirare a quell’equilibrio tra suono asciutto (“dry”) e sound riverberato (“wet”) che meglio si addice alle nostre esigenze. Avere le idee chiare su questo aspetto è fondamentale per scegliere il tipo di delay che fa per noi.
I Diversi tipi di Delay
Naturalmente, esistono infiniti tipi di effetti ambientali ma, semplificando all’estremo, direi che i tipi di effetti Delay più diffusi nella musica contemporanea potrebbero essere raggruppati in tre categorie principali.
La prima tipologia è l’eco “Slap-back”, un delay discreto, di breve durata ed intensità. Tipico del rockabilly degli anni ’50 e in particolare delle produzioni di Sam Phillips e del suo Sun Studio di Memphis, questo effetto è caratterizzato da due o tre ripetizioni distinte e ravvicinate che si susseguono con un breve ritardo di millisecondi. Questo aggiunge spessore e profondità al suono, mantenendo al contempo una ritmica ben definita.
Il secondo tipo è un eco più enfatizzato, con tempi di ritardo più lunghi e ripetizioni più dilatate, per creare un effetto più dinamico e drammatico, ideale per la solistica. Pensate ad esempio ai tipici soli di Gilmour o The Edge.
Infine, abbiamo il tipo di delay “da cattedrale”: un eco avvolgente con ripetizioni multiple dai contorni sfumati. Ѐ ideale per creare trame o stratificazioni sonore suggestive, perfetto per musica ambient e colonne sonore.
Dal Catalogo NUX
Il catalogo NUX copre l’intera gamma di questi tipi di delay. L’opinione generale sui prodotti NUX è che offrono un rapporto qualità/prezzo decisamente favorevole. Vantano una solida qualità costruttiva e offrono buona qualità timbrica con effetti efficaci, soprattutto per l’utilizzo dal vivo. Tanto che credo sia lecito affermare che il livello qualitativo dei prodotti NUX spesso rivaleggia con marchi decisamente più blasonati.
Passiamo dunque in rassegna i quattro modelli di Delay più importanti di questo brand cinese.
NUX Atlantic NDR-5
Se volete rimanere aperti a diverse possibilità, allora avete bisogno di un delay che sia come un coltellino svizzero multiuso. Ebbene, l’Atlantic soddisfa ampiamente questo requisito, vantando grande versatilità.
Della serie Verdugo, il pedale NUX Atlantic NDR-5 offre diverse tipologie di delay e riverbero classici. Permette l’emulazione di suoni storici: riverbero a molla, riverbero plate o riverbero hall, che si possono accoppiare ad effetti di emulazione di eco a nastro anni ’60, delay analogico “bucket-brigade” anni ’70 o delay digitale anni ’80.
La modalità anni ’60 è probabilmente la mia preferita, anche se tutte le modalità suonano in modo convincente. Tenendo premuto lo switch del riverbero, si ottiene un bellissimo effetto di “shimmer”, un tappeto armonico, ideale per sonorità oniriche, soprattutto in coppia con il “Plate Reverb”.
Si può collegare l’Atlantic in stereo o mono, in una catena effetti tradizionale o all’uscita send/return dell’ampli. È interessante notare che, impostando lo switch sul retro su “Serial”, è possibile scegliere l’ordine in cui delay e riverbero vengono inseriti nella catena del segnale.
Ad esempio, per inserire prima il delay, che è la mia preferenza, basta scollegare l’alimentatore e tenere premuto lo switch del delay mentre si ricollega il cavo di alimentazione. Per sperimentare l’ordine inverso, basta ripetere la stessa procedura premendo lo switch del riverbero.
NUX Tape Echo NDD-7
Se l’Atlantic è un effetto versatile che consente un’ampia scelta di applicazioni, al contrario, il NUX Tape Echo NDD-7 è un delay di tipo molto specifico, fatto per chi ha già le idee chiare sul sound che vuole ottenere.
Questo delay, anch’esso della serie Verdugo, è un emulatore di Space Echo, i leggendari eco a nastro progettati dall’ingegnere e imprenditore giapponese Ikutaro Kakehashi e costruiti dalla Roland Corp. a partire dalla prima metà degli anni ’70. L’NDD-7 Tape Echo è costruito per ricreare il calore analogico e persino i difetti di queste mitiche macchine a nastro.
Su un dispositivo elettromeccanico originale, ogni nota ripetuta decade e si degrada progressivamente, creando un senso di profondità molto espressivo. Ogni ripetizione è progressivamente più debole, più cupa, più distante, come un ricordo che svanisce naturalmente con il passare del tempo.
Questo è uno dei motivi per cui gli echo a nastro erano così emotivamente efficaci, a differenza di delay dal suono più fedele e pulito ma meno espressivo. Alcune versioni delle unità giapponesi originali, come il classico RE-201, includevano un riverbero a molla, quindi anche questo delay NUX include un’emulazione di riverbero a molla.
Il cuore del Tape Echo NDD-7 è composto da 3 testine virtuali, per emulare le testine a nastro magnetico delle vecchie echo machine Roland. Per ottenere diversi pattern di delay, la manopola Select permette di scegliere tra 8 diverse combinazioni di testine. Queste vengono visualizzate sul display LCD in millisecondi o BPM.
La manopola Select permette anche di accedere al menu interno per personalizzare i parametri di emulazione del nastro magnetico come Saturazione, Wow e Flutter. Personalmente ho trovato le impostazioni predefinite di fabbrica un po’ eccessive. Per un delay dal suono più naturale, o almeno più simile alle unità vintage Roland originali che ho provato, suggerisco di personalizzare le impostazioni del menu.
Come indicazione generale, mentre le impostazioni predefinite sono al 50% dei singoli valori, consiglio di abbassarle a circa il 33%. Tramite il menu è possibile attivare anche la funzione “Kill Dry” per rimuovere il segnale dry dall’uscita del pedale e lasciare solo il segnale effettato, “wet”. Questa funzione è particolarmente utile per utilizzare l’NDD-7 come effetto esterno con un mixer o per evitare problemi di fase in una configurazione stereo.
Come sulle unità originali, impostazioni estreme della manopola Repeat portano a un’auto-oscillazione infinita. È possibile attivare il feedback anche tenendo premuto il footswitch On per alcuni secondi.
Oltre all’emulazione di suoni vintage, il NUX Tape Echo include anche una serie di funzionalità contemporanee, come Tap Tempo e preset MIDI. I cavi patch TRS/MIDI sono inclusi. Inoltre, è possibile utilizzare un pedale di espressione per controllare un parametro assegnato, scegliendo tra Tempo, Ripetizione o Livello.
Premendo contemporaneamente i footswitch On e Tap si accede alla modalità Sound On Sound, che abilita un semplice looper con funzionalità di base.
NUX Duotime NDD-6
Se il NUX Tape Echo è uno strumento compatto specifico per suoni echo retrò, il NUX Duotime NDD-6 è aperto sia a delay vintage che moderni. Viene presentato come un delay versatile per ogni occasione, anche se lo trovo più adatto a contesti musicali con eco più pronunciato e suoni contemporanei.
Come suggerisce il nome, ha due motori sotto il cofano, ognuno con un set indipendente di controlli di time e repeat. Questi due motori possono funzionare simultaneamente in stereo. Si possono utilizzare i due delay con due segnali in ingresso indipendenti o in serie, collegati via cavo.
Un selettore rotativo permette di scegliere tra 5 tipi di effetto: emulazioni di eco analogico e a nastro, delay digitale, delay con effetto modulazione e riverbero. La manopola PARAMETER cambia funzione a seconda del tipo di delay selezionato. Un display OLED mostra lo stato del pedale, utile specialmente a chi ha una buona vista.
Naturalmente è presente anche la funzione Tap Tempo. Come sull’NDD-7, premendo simultaneamente i 2 switch si attiva un looper base con una capacità di loop di 40″.
La modalità Tape Echo utilizza lo stesso algoritmo del NUX Tape Echo NDD-7. In modalità Tape Echo la manopola PARAMETER introduce una saturazione, per simulare l’effetto di invecchiamento ed usura progressiva del nastro analogico. Ovviamente, l’NDD-7 è specificamente progettato per suoni di eco vintage e offre un maggiore controllo per un’emulazione più efficace e credibile.
In entrambe le modalità Analog e Tape Echo, con LEVEL e REPEAT al massimo e la manopola TIME a zero, si ottiene auto-oscillazione o feedback infinito.
La modalità “Digital” raggiunge un secondo di tempo di delay. Questa funzione si ispira ai gloriosi delay stereo a rack prodotti da Lexicon, TC Electronics ed Eventide, in gran voga negli anni ’80. Contrariamente a quanto si possa pensare, la modalità Digital Delay ha un suono piuttosto caldo e musicale.
Il MOD Delay si basa sul pedale Ibanez Modulation Delay II, della gloriosa serie 10 fine anni ’80. Questa modalità offre la più ampia gamma di tempi di ritardo, arrivando a raggiungere un secondo e mezzo di delay. Con il selettore su MOD Delay, il controllo PARAMETER permette di impostare la profondità dell’effetto di modulazione.
Si tratta di un effetto molto particolare che potrebbe risultare un po’ troppo invadente in certi contesti. Infine, la modalità VERB è probabilmente la mia preferita di questo pedale. Miscela il Digital Delay con il Plate Reverb. Inoltre, tramite il controllo PARAMETER è possibile aggiungere un bellissimo effetto Shimmer, creando una suggestiva nota risonante con timbro simile ad un organo.
Mi ricorda certe derive psichedeliche di Spacemen 3 o Black Angels ed è perfetto per creare texture sonore per ambient music o colonne sonore.
NUX ANALOG DELAY PEDAL
Per un’autentica sensazione organica, il catalogo NUX offre il pedale ANALOG DELAY della serie Reissue. Questa piccola stompbox non è propriamente una riedizione, ma è chiaramente ispirata ai delay analogici BBD anni ’80, che sfoggiano le caratteristiche tonalità rosa-violette tipiche di splendidi pedali vintage come il Boss DM-2, DM-3, Ibanez AD-9 e AD-80, la cui estetica questo pedale richiama in particolare.
Questo pedale Nux presenta un circuito 100% analogico con la riproduzione dei leggendari chip Panasonic. Questo tipo di pedali è caratterizzato da ripetizioni di eco ricche e intense. I loro tempi di ritardo relativamente brevi li rendono particolarmente adatti per l’effetto slapback.
Il Nux ANALOG DELAY Reissue spazia da 20 a 300 millisecondi. Ovviamente, è meno versatile dei suoi predecessori vintage, ma suona comunque in modo eccellente; tanto che vi sfido a trovare un pedale delay analogico con un rapporto qualità/prezzo migliore.
Quale scegliere?
Questi delay NUX coprono una vasta gamma di applicazioni, spero che questo escursus trai vari modelli, abbia aiutato ad orientarsi. Si può optare per l’Atlantic per avere a disposizione diverse opzioni di Delay e Reverb. Il Duotime è ideale per sperimentare effetti stereo più moderni e incisivi, senza dover rinunciare a suoni più tradizionali.
Se si preferisce l’emulazione di eco a nastro, il Tape Echo NDD-7 è la scelta giusta. Se cerchi il calore di un vero suono analogico per un convincente effetto slapback, allora vai sul pedale Analog Delay Reissue, dal prezzo contenuto.
In ogni caso, tutti questi delay sono perfetti per registrazioni casalinghe, per la sala prove e per concerti di piccole e medie dimensioni; sono tutti consigliati per ottenere qualità di suono e funzionalità soddisfacenti senza spendere una fortuna.
Due leggende della produzione musicale, molto diverse tra loro, riassumono la loro esperienza essenzialmente allo stesso modo: Brian Eno ricorda che “Lo studio è un campo di gioco dove tutto può succedere”. Quincy Jones disse: “Nella produzione musicale, le possibilità sono infinite. Bisogna solo essere disposti a esplorare”.
Gli effetti delay di qualsiasi tipo sono un ingrediente fondamentale per questa esplorazione.














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