;
HomeStrumentiChitarra - Liuteria & DIYDue liutai, lo stesso cutaway a un secolo di distanza: la storia di Parker ed Eckhaus

Due liutai, lo stesso cutaway a un secolo di distanza: la storia di Parker ed Eckhaus

Due botteghe del New England a settant'anni di distanza, gli stessi isolati di Burlington e un disegno arrivato due volte per la stessa ragione.

Il 7 agosto 1894 l’Ufficio brevetti degli Stati Uniti concede il brevetto numero 524.114 a John Henry Parker, costruttore e insegnante di strumenti a corda residente a Montreal. I disegni mostrano una chitarra e un mandolino con le spalle superiori scavate ai due lati del manico, una soluzione pensata per facilitare l’accesso ai tasti più alti. Nello stesso brevetto compare anche una cordiera metallica in un solo pezzo, progettata per ancorare le corde e coprirne le estremità e gli avvolgimenti più ruvidi.

Poco più di un secolo dopo, in una bottega del Maine, Joel Eckhaus disegna un mandolino elettrico solidbody con una soluzione sorprendentemente simile attorno al giunto fra manico e corpo. Non aveva mai sentito nominare Parker. Lo avrebbe scoperto molti anni più tardi, acquistando di seconda mano uno strumento con un marchio che non conosceva e trovandoci dentro, in modo inatteso, una parte della propria biografia.

Il brevetto del 1894 e la spalla scavata

Il testo del brevetto protegge due elementi principali. Il primo è la porzione di cassa asportata vicino al manico, che secondo Parker rende possibile una scala più estesa e può migliorare il tono dello strumento nei registri più acuti. Il secondo è la cordiera in metallo, che oltre ad ancorare le corde ne copre le estremità e gli avvolgimenti nel punto di fissaggio.

Non è corretto trasformare quel documento in un primato assoluto sull’invenzione del cutaway. Il suo interesse storico sta piuttosto nel documentare molto presto, attraverso un brevetto statunitense, un doppio scavo della cassa ai lati del manico concepito esplicitamente per facilitare l’accesso alle posizioni più alte. Nel Novecento soluzioni di questo tipo diventeranno molto più familiari, soprattutto con la diffusione degli strumenti elettrici, mentre il brevetto di Parker resterà relativamente poco conosciuto.

Alla fine dell’Ottocento gli Stati Uniti e il Canada vivono la stagione delle orchestre di mandolini, banjo e chitarre: club universitari, ensemble cittadini, insegnanti che aprono scuole private e spesso vendono o costruiscono gli strumenti utilizzati dagli allievi. Parker appartiene pienamente a quel mondo e il doppio scavo della cassa affronta un problema estremamente concreto per chi suona: raggiungere con maggiore facilità la parte alta della tastiera.

Non ci sono prove che il brevetto abbia generato una discendenza progettuale riconoscibile. Parker mise però quella soluzione in produzione e la pubblicizzò, quindi non si può parlare di un’idea rimasta soltanto sulla carta. La sua diffusione fu semplicemente limitata alle dimensioni dell’attività. Se oggi incontriamo uno strumento con una forma simile, la somiglianza da sola non basta a stabilire una linea diretta di influenza: ed è proprio questo che rende il parallelo con Eckhaus ancora più interessante.

Da Montreal a Portland, una bottega che trasloca

Parker nasce nel 1860 nelle isole britanniche, anche se le fonti disponibili non concordano sull’indicazione precisa fra Inghilterra, Irlanda e Galles. Poco più che ventenne emigra in Québec. Nel 1893 l’elenco commerciale di Montreal lo registra come insegnante e fabbricante dei banjo Perfection, oltre che di Bandola, chitarre e mandolini, con indirizzo al 131 di rue Bleury. È in questo periodo che nasce il progetto destinato a essere brevettato l’anno successivo.

Intorno al 1900 la famiglia si sposta a Burlington, nel Vermont, con casa in Willard Street e laboratorio più scuola di musica in College Street. Pochi anni dopo arriva un nuovo trasferimento, questa volta nell’area di Portland, nel Maine, dove Parker apre The Bandola Co. al 536a di Congress Street, in pieno centro. Gli elenchi cittadini del 1908 e del 1909 lo riportano a quell’indirizzo alla voce maestro di musica. L’ultima tappa è Keene, nel New Hampshire, dove sistema l’attività dentro una vecchia locanda, la Ralston House, al 59 di Davis Street.

Nel 1922 arriva un secondo brevetto, meno noto del primo e altrettanto rivelatore della sua ricerca sul suono del banjo. Parker colloca una tavola armonica in legno sotto la pelle dello strumento e prevede un cursore ligneo inserito fra la tavola e il dowel stick: spostandolo è possibile modificare il comportamento del sistema e quindi il carattere sonoro. Parker muore l’8 luglio 1929 e viene sepolto al Woodland Cemetery di Keene. Nel frattempo la sua vita familiare aveva attraversato anni difficili: dopo il 1910 arriva la separazione dalla moglie Elizabeth Sara Armstrong e nel 1918 muore il figlio più piccolo, Philip, durante l’epidemia di influenza spagnola.

Bandola, il marchio di un uomo solo

Bandola è il nome commerciale sotto cui Parker propone mandolini, banjo e chitarre. Le inserzioni pubblicate sul Cadenza, la rivista americana dedicata agli strumenti a plettro, insistono soprattutto sulla forma. “SEE THAT SHAPE”, ripete una pubblicità, mettendo in evidenza anche il carattere brevettato del progetto. Un mandolino Bandola di prima qualità veniva offerto a dodici dollari dell’epoca, mentre il banjo a corde doppie era presentato come uno strumento utilizzabile sia come banjo sia come mandolino ottava senza dover cambiare le corde.

Un ritaglio di giornale dell’epoca attribuisce alla bottega una produzione di oltre cinquecento strumenti l’anno in un locale di circa seicento piedi quadrati, poco più di cinquantacinque metri quadrati, con Parker indicato come unico costruttore. È una cifra da prendere con cautela: la stessa ricostruzione storica che la riporta solleva dubbi sulla sua plausibilità. Più che una contabilità verificabile, il dato restituisce l’immagine che Parker voleva dare della propria attività, quella di una piccola manifattura capace di andare ben oltre le dimensioni reali della bottega.

Sul mandolino Bandola del 1907 compare un dettaglio da tenere a mente per il seguito di questa storia: una filettatura a tre righe, nera, bianca e rossa, che corre attorno alla tavola. È un elemento ornamentale apparentemente secondario, ma tornerà molti decenni dopo negli strumenti di Eckhaus senza che quest’ultimo conoscesse ancora il lavoro di Parker.

E poi c’era il palco. La famiglia si esibiva come Calvert-Parker Co. in un numero di vaudeville da una ventina di minuti, con John Henry al banjo, Dorothy alla chitarra e le ragazze impegnate fra mandolino, violino e violoncello. Il programma prometteva “20 MINUTES OF HARMONY”, secondo il linguaggio promozionale dello spettacolo dell’epoca. Costruzione, insegnamento e attività musicale dal vivo erano quindi tre facce dello stesso mestiere.

Burlington, a pochi isolati di distanza

Joel Eckhaus nasce nel 1951 a White Plains, nello stato di New York, figlio di un dentista e di una ex disegnatrice di moda. Lascia l’università due volte nei primi anni Settanta. Nella primavera del 1972 parte in autostop verso Nashville con un mandolino, frequenta festival di old-time e bluegrass e prosegue fino a New Orleans. In autunno si ferma a Burlington, nel Vermont.

La formazione tecnica arriva per tappe. Studia lavorazione del legno alla Shelburne Craft School e al Rochester Institute of Technology, dove segue anche James Krenov; svolge poi un apprendistato da Peter Tourin, costruttore di clavicembali e viole da gamba a Duxbury, nel Vermont. Il primo mandolino con il marchio Earnest nasce durante un workshop dell’Augusta Heritage Arts Workshop, in West Virginia. Nel 1976 apre Earnest Instruments: il nome deriva da un Octophone Regal portato in bottega da un cliente, che aveva battezzato lo strumento “Ernest”.

Fra il 1979 e il 1981 si sposta a New York e studia ukulele e banjo tenore con Roy Smeck, il “Wizard of the Strings” del vaudeville americano, mentre per mantenersi guida anche uno scuolabus e lavora in un cantiere navale. Studia inoltre mandolino con Tiny Moore, uno dei pionieri del mandolino elettrico. Suona nella Arm and Hammer String Band, poi nel New York Banjo Ensemble e più tardi in altre formazioni fra il Maine e il New England. Costruttore, insegnante, musicista: la stessa combinazione di attività che aveva caratterizzato la vita professionale di Parker.

Nel 1981 si trasferisce nel Maine e comincia a lavorare con Dana Bourgeois, occupandosi di costruzione e riparazione. In seguito insegna lavorazione del legno al Maine College of Art per tredici anni e nel 2018 arriva al suo cinquecentesimo strumento. Il particolare che chiude il cerchio, però, riguarda Burlington: la casa e i luoghi di lavoro di Eckhaus si trovavano a pochi isolati dagli indirizzi frequentati da Parker circa settant’anni prima. Eckhaus se ne sarebbe accorto soltanto decenni dopo, ricostruendo la biografia dell’altro liutaio.

Little Red, il disegno che torna

Nel 1993 Eckhaus costruisce con Dana Bourgeois quella che chiama Big Red, una cello guitar che lo stesso Eckhaus descrive come l’unico esemplare di questo tipo realizzato da Bourgeois. Il progetto nasce come octave tenor guitar e come alternativa al mandoloncello. Due anni dopo disegna Little Red, un prototipo di mandolino elettrico solidbody con una parte consistente delle spalle superiori asportata ai due lati del manico. La soluzione è sorprendentemente vicina, almeno nel principio, a quella illustrata nel brevetto di Parker del 1894: liberare la zona attorno alla tastiera per rendere più agevole l’accesso alle posizioni alte.

Il resto arriva nel 2007, quando Eckhaus acquista online un mandolino di seconda mano marchiato Bandola. Da lì partono le ricerche fra biblioteche, vecchie pubblicazioni e discussioni di appassionati, fino al contatto con persone che avevano già raccolto informazioni su Parker e con i suoi discendenti, dai quali emergono documenti, fotografie e ritagli. La ricostruzione di queste due biografie parallele appare nel 2013 sul Fretboard Journal, in un lungo racconto costruito in gran parte sulla testimonianza in prima persona dello stesso Eckhaus.

Fra i dettagli emersi durante la ricerca c’è anche quella filettatura nera, bianca e rossa visibile su un Bandola del 1907. Eckhaus utilizzava già da anni la stessa combinazione cromatica come elemento riconoscibile dei propri strumenti, senza sapere che Parker l’aveva adottata molti decenni prima.

Per chi ha fretta: 4 risposte su Parker e Eckhaus

1. Chi era John Henry Parker?
Un costruttore di strumenti a corda, insegnante e musicista nato nel 1860 nelle isole britanniche ed emigrato in Nord America. Ha lavorato fra Montreal, Burlington, Portland e Keene con il marchio The Bandola Co. ed è morto nel 1929.

2. Che cosa brevettò nel 1894?
Il brevetto statunitense numero 524.114 descrive una chitarra e un mandolino con le spalle superiori scavate ai due lati del manico, per facilitare l’accesso ai tasti più alti, oltre a una cordiera metallica progettata per ancorare e coprire le estremità delle corde.

3. Chi è Joel Eckhaus?
Un liutaio del Maine, fondatore di Earnest Instruments nel 1976. Ha costruito mandolini acustici ed elettrici, ukulele, banjo e tenor guitar e ha studiato ukulele e banjo tenore con Roy Smeck, oltre al mandolino con Tiny Moore.

4. Perché le due storie si somigliano?
Parker ed Eckhaus hanno unito il lavoro di costruttore, insegnante e musicista, hanno vissuto e lavorato a pochi isolati di distanza a Burlington a circa settant’anni l’uno dall’altro e sono arrivati indipendentemente a soluzioni molto simili per liberare l’accesso alla parte alta della tastiera.

Quello che tiene insieme due botteghe

La tentazione, davanti a una storia così, è parlare di eredità. Ma non ci sono elementi per farlo: nessuna linea progettuale documentata collega il brevetto del 1894 a Little Red, nessun apprendistato e nessun disegno passato di mano. C’è piuttosto una convergenza. Due costruttori, alle prese con strumenti simili e con lo stesso problema fisico da risolvere, arrivano a distanza di un secolo a risposte sorprendentemente vicine senza che il secondo conosca il lavoro del primo.

Vale anche il rovescio della medaglia. Il brevetto di Parker non rimase soltanto sulla carta: i suoi strumenti furono costruiti, pubblicizzati e venduti. Quello che non accadde fu la trasformazione di quella soluzione in uno standard industriale riconoscibile. Perché un’idea si imponga non basta brevettarla: servono produzione, distribuzione e una diffusione abbastanza ampia da farla entrare nel lessico comune della costruzione degli strumenti.

Il sito di Earnest Instruments continua a indicare South Portland come sede dell’attività di Eckhaus, mentre gli strumenti Bandola compaiono ancora nel mercato dell’usato e nelle collezioni. Se vi capita di incrociarne uno, avete fra le mani non “il primo cutaway”, definizione che sarebbe storicamente troppo assoluta, ma un raro e affascinante esempio di doppio scavo della cassa brevettato alla fine dell’Ottocento. Centouno anni dopo Little Red avrebbe riproposto, senza una discendenza diretta, una soluzione molto simile. E il suo autore aveva perfino abitato e lavorato, decenni prima, a pochi isolati dai luoghi di Parker a Burlington senza sapere nulla di lui.



MUSICOFF NETWORK

Musicoff Discord Community Musicoff Channel on YouTube Musicoff Channel on Facebook Musicoff Channel on Instagram Musicoff Channel on Twitter