In sintesi: installare un capotasto sulla chitarra non si improvvisa. Servono attrezzi giusti, mano ferma e qualche accortezza sul taglio dei tasselli. Marco Viola di MOV Guitars mostra in video il passaggio completo; in questo articolo trovi il riassunto operativo e le insidie più comuni da evitare, anche se non sei un liutaio professionista.
Abbiamo capito quali sono i materiali e la loro influenza sul suono, quindi lo abbiamo scelto: adesso finalmente montiamo il nostro capotasto.
Fai-da-te o liutaio: capire prima il proprio profilo
È arrivato il momento di mettere mano agli attrezzi. Ma con una dovuta premessa: capite bene la vostra esigenza e anche che tipo di persona siete.
Se il vostro intento è iniziare a suonare il prima possibile, allora andate da un liutaio professionista. Che sia uno del circuito GTR Doc o il vostro tecnico di fiducia (ci raccomandiamo solo che sia un professionista vero), avrete sicuramente un risultato veloce e una garanzia che la vostra chitarra, acustica o elettrica, suonerà al suo meglio.
Se invece la vostra indole è per natura curiosa, vi piace mettere le mani agli attrezzi di precisione e godere di qualcosa fatto interamente da voi, allora armatevi di pazienza (e di qualche capotasto in più, perché un errore può esempre capitare) e seguite in consigli che l’ottimo Marco Viola di MOV Guitars vi darà in questo video.
Marco è uno dei liutai professionisti selezionati da Music Gallery per il suddetto progetto GTR Doc, che raggruppa liutai e negozi in varie parti d’Italia pronti a fornire assistenza, manutenzione e personalizzazione dei nostri strumenti.
Maggiori informazioni sul sito ufficiale GTR Doc.
Quando conviene installare il capotasto da soli
Se la chitarra è un primo strumento o uno di valore alto, il consiglio è passare da un liutaio del circuito GTR Doc o dal proprio tecnico di fiducia. Il taglio del capotasto influenza azione, accordatura e suono in modo non banale, e un errore qui significa rifare tutto da capo. Il fai-da-te ha senso quando avete più chitarre, vi piacciono gli attrezzi di precisione e siete disposti a sbagliare un capotasto o due prima di prenderci la mano. Per approfondire la scelta, installazione e regolazione del capotasto senza intoppi è utile leggere la guida completa che abbiamo dedicato all’argomento.
Attrezzi e materiali che servono davvero
Per una sostituzione pulita servono: un nuovo capotasto del materiale scelto (osso, Tusq, grafite, ottone), un cacciaspine in legno duro, un martello da liutaio, lima a triangolo o lima dedicata per ogni calibro corda, righello rigido, una piccola morsa con ganasce in feltro o gomma, carta vetrata grana 400 e 600. Per chi parte da zero conviene leggere prima la guida sulla scelta del materiale e quella su come orientarsi tra le diverse opzioni, perché la procedura cambia se passate da un osso a una grafite già sagomata.
Procedura passo passo per installare un nuovo capotasto
1. Rimuovete le corde e il vecchio capotasto, picchiettando con il cacciaspine in legno e martello, senza forzare lateralmente. 2. Pulite la sede e verificate che non ci siano residui di colla o lacca. 3. Provate a secco il nuovo capotasto, controllando che entri senza forzare: deve appoggiare bene sul fondo della sede. 4. Segnate l’altezza generale, poi limate la base se serve, fino a portarla all’altezza giusta. 5. Tracciate la posizione dei tasselli, prendendo come riferimento le spaziature originali, e iniziate con tagli leggeri, controllando spesso con il righello. 6. Una volta che le corde appoggiano correttamente, fissate il capotasto con una goccia minima di colla per legno o cianoacrilato, evitando di annegarlo. 7. Accordate, suonate, ascoltate: se la prima posizione è alta o bassa, riprendete il calibro corrispondente con la lima dedicata, sempre con piccoli passaggi.
Errori comuni e cosa controllare alla fine
I problemi più frequenti? Tasselli troppo profondi (la corda si imprigiona e suona muta sulle prime posizioni); tasselli troppo alti (intonazione e azione vanno fuori); capotasto in plastica generico al posto di un materiale studiato; colla in eccesso (rimuovere il capotasto in futuro diventa un incubo). Verificate sempre intonazione al 12° tasto e action ai primi tasti: se le ottave restano stabili e la mano non è affaticata, il lavoro è riuscito. Marco Viola di MOV Guitars copre questi passaggi nel video sotto, valido sia per chitarra acustica che elettrica.
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Per chi ha fretta: 5 risposte su capotasto e installazione
1. Posso installare un capotasto senza esperienza di liuteria?
Sì, ma con onestà: se è la vostra unica chitarra o uno strumento prezioso, conviene affidarsi a un liutaio. Per chi ha tempo e attrezzi, è un esercizio formativo, ma richiede pazienza.
2. Quanto tempo serve davvero per cambiare un capotasto?
Un primo tentativo onesto va dalle due alle quattro ore, compresi i piccoli aggiustamenti dopo aver rimesso le corde. Chi ha già pratica scende attorno a 60-90 minuti.
3. Quale materiale di capotasto conviene se sono alle prime armi?
Tusq o grafite-osso pretagliati sono più indulgenti: meno taglio richiesto, finitura già lavorata. L’osso vero dà risultati superiori ma chiede più lavoro di lima e più precisione.
4. Cosa succede se i tasselli sono tagliati troppo profondi?
La corda si imprigiona, suonerà muta o stonata in prima posizione. L’unica soluzione è cambiare di nuovo il capotasto, perché non si può rimettere materiale. Per questo conviene tagliare poco alla volta.
5. Come capire se il capotasto è installato bene?
Verifica con accordatore: l’intonazione delle corde libere e al 12° tasto deve coincidere. La mano non deve faticare nelle prime posizioni e non ci devono essere ronzii. Se tutto torna, il capotasto è al suo posto.
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