In sintesi: Il Fingerstyle Blues sulla chitarra acustica si suona con le dita, non col plettro. Per un principiante tutto parte dal pollice, che tiene il basso e il groove. In questa video lezione Marco Manusso del Saint Louis College of Music mostra passo dopo passo come costruire una struttura tipica del genere.
In questa video lezione, Marco Manusso, insegnante presso la prestigiosa accademia musicale romana Saint Louis College of Music, guiderà le nostre mani da chitarristi – o aspiranti tali – all’apprendimento delle tecniche base per avvicinarsi al mondo del Fingerstyle Blues.
Sin dai primordi, a partire da quei bluesman che oggi ricordiamo quasi in maniera mitologica, Robert Johnson in testa, il Blues sulla chitarra acustica non è stato suonato con il plettro, bensì con le dita (anche se avremo occasione di parlare del thumbpick), generando così un’evoluzione tecnica che ha portato a introdurre nel playing delle figure anche piuttosto complesse da eseguire, a volte con sovrapposizioni di voicing davvero molto particolari.
Oggi chiamiamo questo stile “fingerstyle” (o fingerpicking) e per chi suona la chitarra acustica è praticamente un must, proprio per ricreare quelle tipiche atmosfere che ci riportano indietro nel tempo ma che sono ancora oggi più che apprezzate, ascoltate e, ovvio, suonate.
Partiamo dal pollice!
Il primo scoglio per un principiante è sviluppare innanzitutto, parlando della mano destra (o sinistra per i mancini), l’indipendenza delle dita e in particolare quella del pollice, che è la colonna portante del ritmo che stiamo eseguendo, il dito che si occupa di dare il punto di riferimento sulle note più basse, ciò che serve, insomma, per creare quella sensazione di groove che prende allo stomaco oltre che alle orecchie.
Marco Manusso inizia proprio da qui in questa video lezione, spiegando passo dopo passo quella che è una tipica struttura Fingerstyle Blues con tutte le sue caratteristiche di ritmo e tocco.
Alle altre dita toccherà il compito di aggiungere melodia e/o accompagnamento, con alcune figure tipiche del genere.
Chi è Marco Manusso
Marco Manusso, genovese ma romano d’adozione, è un musicista, giornalista, chitarrista, cantante e arrangiatore che ha collaborato con Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Ron, Mimmo Locasciulli, Gianni Morandi, Patty Pravo, Shel Shapiro, Renato Zero, Mariella Nava, Renzo Arbore, Alex Britti, Francesco Renga, Ray Charles, Bob Brozman e Tommy Emmanuel.
Ha scritto su molte riviste a carattere musicale, ha condotto varie trasmissioni radiofoniche (Radio1, Radio2) di carattere musicale ed a partecipato a vari programmi televisivi sulle reti nazionali.
Insegna chitarra rock-blues al Saint Louis College of Music dove tiene da molti anni corsi e masterclass di “La Storia della Chitarra Rock”, “Guitar Technology”, “Biotecnologia Acustica”, “Bottleneck” e molto altro ancora.
Compone musiche per programmi televisivi e documentari editi da “RaiTrade”. Si occupa di colonne sonore per il cinema, prediligendo giovani registi alternativi. Sua ad esempio la direzione musicale, per l’Italia, del film “SHREK” (Dreamworks Production di Steven Spielberg).
Come iniziare a studiare il Fingerstyle Blues
Per un principiante il percorso ideale parte da pochi elementi solidi: un pattern di pollice costante che tenga il basso, l’indipendenza progressiva delle altre dita e un repertorio minimo di figure tipiche del genere. Conviene lavorare lentamente, con il metronomo, su una sola progressione di blues in dodici battute finché il pollice non diventa automatico. Solo a quel punto si aggiungono melodia e abbellimenti. La pazienza qui è tecnica, non solo virtù: il groove nasce dalla ripetizione consapevole, non dalla fretta.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sul Fingerstyle Blues
- Si suona con le dita. Dai primi bluesman come Robert Johnson il blues acustico non usa il plettro ma le dita.
- Il pollice è la base. È la colonna portante del ritmo e tiene le note basse che creano il groove.
- Serve indipendenza. Le altre dita aggiungono melodia e accompagnamento mentre il pollice resta costante.
- Il thumbpick. Molti fingerpicker usano il plettro da pollice per un attacco più deciso sul basso.
- Studio lento. Si parte da una sola progressione, con metronomo, finché il pattern diventa automatico.
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