In sintesi
Scegliere i tasti per la nostra chitarra significa decidere tre cose: larghezza (vintage 2,0 mm, medium 2,4 mm, jumbo 2,7 mm e oltre), altezza (1,0-1,5 mm) e materiale (nickel-silver, acciaio inox, evo gold). Tasti più alti rendono il bending più agevole ma cambiano l intonazione sotto la pressione delle dita; i tasti inox durano due-tre volte i tradizionali ma richiedono attrezzi dedicati. Per un refret completo affidatevi sempre a un liutaio.
Quando ci troviamo a dover scegliere i tasti per la nostra chitarra, ci aspetta una decisione tutt altro che banale. Che stiamo costruendo uno strumento da zero o che dobbiamo affrontare un refret dopo anni di onorato servizio, la scelta di larghezza, altezza e materiale dei tasti cambia drasticamente sensazione sotto le dita, longevità del manico e perfino l intonazione percepita. Marco Viola di MOV Guitars, liutaio del circuito GTR Doc, ci guida attraverso i criteri reali con cui i professionisti decidono cosa montare.
Refret o prima installazione: due scenari, una sola decisione critica
Sono due i casi in cui ci troviamo davanti a un fretboard nudo. Il primo è la costruzione di uno strumento da zero, dove la scelta dei tasti fa parte del progetto fin dall inizio insieme a legno del manico, raggio della tastiera e scale length. Il secondo è il refret, l intervento manutentivo che prima o poi ogni chitarra molto suonata richiede: i tasti si consumano, si appiattiscono sotto la pressione delle corde e iniziamo a sentire buzz, intonazione ballerina, bending faticosi. È un passo che spaventa per costo, invasività e timore che lo strumento “non suoni più come prima”, ma rimandarlo all infinito significa rovinare la tastiera oltre il punto di non ritorno. La regola d oro: per il refret affidatevi sempre a un liutaio professionista, non a tutorial YouTube. Per la scelta dei tasti, invece, possiamo arrivare preparati al confronto.
Larghezza dei tasti: vintage, medium, jumbo e oltre
La larghezza del tasto è la dimensione perpendicolare alle corde e influenza direttamente la zona di contatto col polpastrello. Vintage (circa 2,0 mm) regala una sensazione asciutta, controllo millimetrico dell intonazione e quel feel da Telecaster anni Cinquanta che molti chitarristi blues amano. Medium (2,4 mm) è il compromesso più diffuso, montato su gran parte delle Stratocaster moderne e delle Les Paul standard. Jumbo (2,7 mm e oltre) richiede meno pressione per fretting e bending, ma chi schiaccia troppo finisce per alterare l intonazione, perché la corda viene spinta oltre il punto di contatto effettivo. Sono favoriti da shredder e chitarristi metal. La scelta dipende dal nostro tocco, non dalla moda: chi ha mano pesante farà fatica sui jumbo, chi ha tocco leggero starà stretto sui vintage. Marco Viola lo ribadisce nel video: testare prima, decidere dopo.
Altezza dei tasti: il fattore che cambia tutto sotto le dita
L altezza del tasto, ovvero quanto sporge sopra il piano della tastiera, oscilla tra 1,0 e 1,5 mm per i tasti standard ma esistono anche tasti extra-tall sopra i 1,5 mm. Più il tasto è alto, più spazio c è tra la corda e il legno della tastiera: il bending diventa più facile, le vibrazioni laterali più ampie, lo strumento sembra “sotto controllo” anche schiacciando poco. Il rovescio della medaglia: schiacciare troppo significa portare la corda al contatto col legno della tastiera, alterando l intonazione percepita. Chi proviene da una chitarra vintage e prova un set di tasti alti spesso ha la sensazione di stonare in zona alta del manico: non sono i tasti sbagliati, è la mano che deve adattare la pressione. Il consiglio: se non avete mai provato un set di altezza diversa dal vostro abituale, chiedete al liutaio di farvelo provare su uno strumento da showroom prima del refret definitivo.
Materiali: nickel-silver, acciaio inox, evo gold
Il materiale dei tasti è la variabile che decide la longevità prima del prossimo refret. Nickel-silver (in realtà una lega di rame, nickel e zinco, niente argento) è lo standard storico: morbido, lavorabile, suono caldo, durata media di 5-15 anni a seconda dell uso. Acciaio inox dura due-tre volte tanto, resiste meglio all usura del bending intensivo, regala un sustain leggermente più brillante e una sensazione “vetrosa” sotto le dita. Lo svantaggio: il liutaio deve possedere lime e attrezzi dedicati, perché le utensili standard si rovinano sull inox, e questo si traduce in un costo di refret più alto del 20-30%. Evo gold è una lega di rame e titanio dalla durata intermedia, anallergica (utile per chi reagisce al nickel) e dal colore dorato distintivo. La scelta dipende dal nostro budget, dalla frequenza con cui suoniamo e dalla disponibilità di un liutaio attrezzato per inox come quelli del circuito di liutai e bottegai italiani.
Chi monta i tasti: il ruolo del liutaio nel refret moderno
Un refret completo richiede 4-8 ore di lavoro di un professionista esperto: si estraggono i tasti vecchi con tenaglie dedicate, si livella la tastiera con piani di riferimento, si reinseriscono i nuovi tasti, si livellano e si arrotondano (fretwork) e infine si imposta action e intonazione. Marco Viola è uno dei liutai del progetto GTR Doc selezionato da Music Gallery, che mette in rete liutai e negozi italiani per offrire assistenza qualificata su chitarre acustiche, elettriche e bassi. Affidare il refret a un liutaio formato significa anche poter discutere prima della scelta materiali con cognizione di causa: il professionista sa cosa funziona sul vostro manico specifico, sul vostro stile e sui legni della vostra tastiera.
Dobbiamo cambiare i tasti sulla nostra chitarra o installarli su uno strumento che stiamo costruendo: come fare a scegliere quelli giusti?
Un intervento del genere è necessario per due motivi: il primo, banale, è che stiamo costruendo o assemblando da zero una chitarra (ma anche un basso o altri strumenti a tastiera) e quindi dobbiamo scegliere cosa andrà a poggiarsi sul bel legno che abbiamo scelto per il nostro manico.
Oppure, è arrivato quel momento tanto temuto, quello che ci mette un po’ di anni a bussare alla nostra porta, tanto che qualcuno se ne dimentica e continua a utilizzare strumenti ai limiti del suonabile: dobbiamo cambiare i tasti oramai inesorabilmente consumati.
Si sa, è un passo che fa sempre paura. Perché è un intervento invasivo sullo strumento, perché ha i suoi (giusti) costi, perché si ha paura che poi “lo strumento non suoni più come prima” e, ovvio, perché non si sa davvero dove mettere le mani.
Per questo, la dovuta premessa è che vi rivolgiate, per la sostituzione/installazione, a un professionista, magari proprio uno dei liutai esperti di GTR Doc.
Però una scelta è del tutto nostra: quali tasti? Oggi torna con noi Marco Viola di MOV Guitars a spiegarci su che basi prendere le nostre decisioni.
Marco è uno dei liutai professionisti selezionati da Music Gallery per il suddetto progetto GTR Doc, che raggruppa liutai e negozi in varie parti d’Italia pronti a fornire assistenza, manutenzione e personalizzazione dei nostri strumenti.
Maggiori informazioni sul sito ufficiale GTR Doc.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere prima di scegliere i tasti
Le 5 risposte rapide
1. Quali sono le tre misure principali da decidere? Larghezza (vintage/medium/jumbo), altezza (1,0-1,5 mm) e materiale (nickel-silver, inox, evo gold). Sono tre scelte indipendenti che si combinano.
2. I tasti jumbo sono migliori dei vintage? No, sono diversi. Jumbo facilita bending e fretting con poco sforzo ma altera l intonazione se schiacciamo troppo. Vintage offre controllo millimetrico ma richiede pressione costante. Dipende dal tocco personale.
3. L acciaio inox vale la spesa extra? Se suoniamo molte ore al giorno o usiamo bending intensivi, sì: dura due-tre volte un nickel-silver e mantiene la lucidatura. Per uso amatoriale standard, il nickel-silver è ancora il miglior rapporto qualità/prezzo.
4. Posso fare un refret in autonomia? No, salvo non siamo già liutai formati. Il refret richiede attrezzi specifici (tenaglie da rifilo, piani di livellamento, lime) e una manualità acquisita in centinaia di interventi. Errori in fretwork costano più del refret stesso.
5. Quanto costa mediamente un refret in Italia? Varia tra 200 e 450 euro a seconda di materiale, complessità del manico (binding, inlay), e necessità di rilevellamento tastiera. Inox costa il 20-30% in più del nickel-silver. Sempre richiedere preventivo scritto.
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