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Cinque note e infinite possibilità sul basso

Pentatonica sul basso elettrico: dai cinque modi alle infinite combinazioni ritmico-melodiche per costruire linee personali e dare carattere al groove.

In sintesi. La pentatonica sul basso ha cinque note: cinque modi possibili. Ogni modo apre un colore armonico diverso, e l’ultimo coincide con la pentatonica minore già conosciuta. Conoscere tutti i modi e applicarli all’interno di un riff reale è quello che separa il bassista che improvvisa sempre uguale da quello che trova ogni volta una linea diversa.

I cinque modi della pentatonica sul basso

Dopo aver visto come si crea un riff con le pentatoniche, adesso pensiamo ai modi della scala: si parte da ognuna delle cinque note e si finisce all’ottava della nota di partenza; in tutto ne avremo cinque. Da notare come l’ultimo modo è in realtà la pentatonica minore (tonica, 3′ min., 4′ g, 5′ g e 7′ min., oppure TS T T TS T).

Nel prossimo esempio abbiamo la pentatonica in SOL, con le note SOL – LA – SI – RE – MI:

Diagramma di pentatonica sul basso: primo modo con tonica, 3a minore, 4a giusta, 5a giusta e 7a minore

Per la seconda posizione vi consiglio di partire dal LA con il medio, in modo da avere l’indice già pronto per suonare il SI (4′ tasto della corda di SOL). Suonate in tutte le tonalità.
Estendendo la scala su 4 corde abbiamo queste diteggiature:

Diagramma di pentatonica sul basso: primo modo con tonica, 3a minore, 4a giusta, 5a giusta e 7a minore

Memorizzate le diteggiature perchè vi aiuteranno a trovare le cinque note su tutta la tastiera. Ovviamente anche questo esercizio va suonato in tutte le tonalità.

Dopo aver studiato le posizioni dalla prima all’ultima, partite dalla nota più bassa disponibile quando è presente nella scala: ad esempio, il MI basso sta nella pentatonica maggiore di SOL, quindi inizierete dalla quinta posizione (variante con la corda a vuoto). Poi seguite col SOL, il LA ecc. fino ai tasti più alti.
Vi capiterà di ripetere le posizioni (ad esempio la prima sul 3′ e 15′ tasto della corda di MI) e di usare le variazioni con le corde a vuoto o dal primo tasto in base alla tonalità. Le note di partenza le trovate sempre sulla 4′ corda.
Pensate sempre alle note e non sbaglierete. Vi ricordo anche di variare le ritmiche e le velocità.

Come applicarli a un riff reale

Un esempio pratico vale più di una pagina di teoria. Prendiamo una progressione blues in La (I-IV-V): su un La7 puoi usare la pentatonica minore di La (modo classico, primo modo), ma anche la pentatonica maggiore di La (terzo modo) per ottenere un suono più country. Sul Re7 e Mi7 puoi alternare gli stessi due colori, oppure modulare il pensiero sul quarto modo per dare un sapore più modale. La differenza non sta nelle note suonate ma nell’enfasi che metti su quelle d’appoggio: cambia il baricentro armonico e tutto si trasforma.

Errori comuni da evitare con la pentatonica

Quattro trappole ricorrenti, anche tra bassisti esperti. Primo: usare sempre lo stesso modo, di solito il primo (minore), e finire per suonare ogni riff con lo stesso colore. Secondo: saltare gli intervalli in modo prevedibile, senza variare il rapporto ritmico-melodico tra le note. Terzo: ignorare il time e concentrarsi solo sulle altezze, dimenticando che il groove vive nel posizionamento ritmico. Quarto: mescolare pentatonica maggiore e minore senza criterio, creando ambiguità armoniche che indeboliscono la linea invece di arricchirla.

Per chi ha fretta: 5 risposte sulla pentatonica sul basso

1. Quanti modi della pentatonica ci sono?
Cinque, uno per ogni nota della scala. Si parte da ogni grado e si arriva all’ottava: cinque letture diverse delle stesse cinque note, ciascuna con un colore armonico proprio.

2. Qual è il modo più usato della pentatonica sul basso?
Il quinto, che coincide con la pentatonica minore. È la base di gran parte del rock, blues e funk. Usarlo solo però significa appiattire il discorso musicale: gli altri quattro modi servono a costruire variazioni e colore.

3. Pentatonica maggiore o minore: quale studiare per prima?
Sul basso la pentatonica minore è più immediata perché ricorre nel rock e nel funk. La maggiore va padroneggiata subito dopo: dà un suono completamente diverso e amplia le possibilità di accompagnamento.

4. Quanto tempo serve per padroneggiare i cinque modi?
Una progressione realistica: due settimane per la diteggiatura, due mesi per integrarli nei riff personali, sei mesi per usarli in modo intercambiabile durante l’improvvisazione.

5. La pentatonica funziona su tutti i generi?
Su quasi tutti i generi di radice popolare (rock, blues, funk, country, pop). Nel jazz è la base ma serve estenderla con cromatismi e modi diatonici. Nella musica classica e nel prog avanzato è un punto di partenza, non di arrivo.

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