In sintesi:
Le scale pentatoniche sono materia prima per costruire riff di basso espressivi. Il segreto sta nel passare dallo studio meccanico alla creazione: scegli una tonalità (qui MI), una diteggiatura, e improvvisa frasi che abbiano senso musicale. Un buon riff di basso accompagna, non si esibisce: lavora su gusto, dinamica e variazioni di 4 battute.
Continuiamo il percorso iniziato nell’articolo precedente per suonare le scale pentatoniche in modi fuori dall’ordinario. Per assimilare bene la scala vi consiglio di creare delle linee di basso: limitarsi agli esercizi vi farà rimanere in superficie quando invece bisogna andare a fondo, e il modo migliore è fare qualcosa di creativo con l’argomento che si studia.
Ad esempio:
Come trasformare la scala pentatonica in un riff di basso
Si sceglie una tonalità (in questo caso MI), una delle diteggiature studiate (corda a vuoto) e poi si comincia a improvvisare un po’, cercando di dare un senso musicale a ciò che si sta suonando. La linea dell’esempio 5 è solo una delle tantissime idee che si possono creare; prendetela come spunto per poi inventarne delle vostre, cambiando anche tonalità e velocità.
Questo vi aiuterà a stimolare la creatività e ad essere veloci nel creare dei riff.
Variazioni di 4 battute: dare respiro alla linea
Ora immaginate una struttura di 4 battute in cui eseguite la linea di basso nelle prime tre e delle variazioni nell’ultima, come nell’esempio successivo:
Accompagnare a tempo e con gusto, prima di tutto
Utilizzate le vostre idee sostituendo il vostro riff con quello scritto nell’esercizio, ricordando che lo scopo principale di ogni bassista è accompagnare a tempo e con gusto. Anche per ciò che riguarda gli assoli, non si può essere dei bravi solisti se non si è capaci di accompagnare un brano… quindi vi consiglio di dedicare molto tempo a studiare l’accompagnamento, dato che quasi sempre è la cosa che ai bassisti si richiede di più.
Ascolti chiave: Stevie Wonder, Led Zeppelin, Rage Against The Machine
Altra cosa molto importante, ascoltate i brani in cui la pentatonica ha un grande peso. Ad esempio, come non pensare a “Sir Duke” di Stevie Wonder? Credo che sia uno degli esempi più belli di come si usa la pentatonica: la parte centrale dell’unisono ha frasi costruite con questa scala e ha una musicalità pazzesca. Comunque, troverete tanti altri esempi in moltissimi brani, ad esempio dei Led Zeppelin, Rage Against The Machine ecc.
Per chi ha fretta
1. Perché partire dalla pentatonica per costruire un riff di basso?
La pentatonica ha 5 note per ottava: ti dà abbastanza materiale per essere musicale e abbastanza vincoli per non perderti. È il punto di partenza ideale per chi vuole improvvisare riff con groove.
2. Quale tonalità scegliere per iniziare?
MI minore con corda a vuoto è perfetta: la corda Mi del basso suona la fondamentale, hai tutte le diteggiature a disposizione e il timbro è ricco e profondo.
3. Come strutturare un riff di basso di 4 battute?
Esegui la linea principale nelle prime 3 battute e introduci una variazione nella quarta. Questo crea respiro e tensione, dando alla linea una direzione narrativa precisa.
4. Quanto conta l’accompagnamento rispetto agli assoli?
Per il bassista è prioritario: nessun grande solista è mai diventato tale senza saper accompagnare. Il 90% del lavoro di un bassista è tenere il groove con gusto.
5. Quali ascolti consigliati per studiare la pentatonica al basso?
“Sir Duke” di Stevie Wonder è un esempio magistrale: la parte centrale all’unisono usa la pentatonica con musicalità incredibile. Aggiungi i Led Zeppelin e i Rage Against The Machine per groove e potenza.
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