In sintesi. Blue Cat’s Connector è un plugin che funziona come una patchbay virtuale: una istanza invia il segnale, un’altra lo riceve. Può lavorare dentro la stessa applicazione, sullo stesso computer o tra dispositivi sulla stessa rete. Risolve in modo semplice problemi come mandare audio dalla DAW a OBS, fare rewire tra software diversi o monitorare l’audio da un’altra stanza, con latenza praticamente nulla in modalità app.
Questa azienda è nota al settore per offrire plugin mediamente molto utili, approfonditi, mostrando sicuramente un know-how importante.
Il Blue Cat’s Connector, di cui parliamo in questo video, è una piccola rivoluzione: è una sorta di patchbay virtuale utilizzabile in qualsiasi sistema sia in grado di caricare plugin AAX, AU, VST2 o VST3.
Il funzionamento è semplice: una istanza del plugin fa da Send, un’altra fa da Receive. Proprio come una qualsiasi applicazione audio, il segnale ha bisogno di un “lato” che emette segnale e di un altro “lato” che lo riceve.
L’ambiente in cui ci troviamo è quello, in ogni caso, locale ma con diverse possibilità.
Le tre modalita’ di funzionamento
Possiamo inviare e ricevere all’interno della stessa applicazione (modalità “app”), all’interno dello stesso computer (modalità “localhost”) e all’interno di qualsiasi dispositivo connesso alla stessa rete (modalità “network”).
A cosa serve davvero nello studio
Come immaginate le applicazioni possono essere tantissime, a partire dal creare una mandata dalla nostra DAW verso OBS ad esempio, cosa molto intricata e complicata fino a pochi giorni fa (loopback, voicemeeter banana e altri software del genere erano obbligatori su schede che non permettevano loopback direttamente dalla propria matrice interna) arrivando a creare un multitraccia sempre su OBS.
Oppure, monitorare l’audio di un computer da un’altra postazione in un’altra stanza dello studio/abitazione.
Possiamo usarlo per fare rewire fra diverse daw nel computer (ad esempio usare su Cubase un rewire su Reaper per usare un plugin che ci piace particolarmente).
Come mostriamo nel video è possibile anche usarlo in modalità “app” per creare dei routing paralleli con plugin che non lo permetterebbero: il plugin infatti ha due grandi knobs sulla destra.
Uno (thru) è il livello del segnale che percorre eventuali insert fra send e receive, l’altro (receive) è il segnale direttamente inviato al receive nel momento del setup del plugin (immaginiamolo come una mandata pre-fader).
In un setup come quello che vediamo nel video possiamo intenderli tranquillamente come dry/wet.
Latenza e stabilita’ nelle prove
In modalità App la latenza è di 0 samples, quindi operiamo in realtime, in modalità localhost invece dobbiamo aumentare il buffer per non avere dropout ma dalle prove fatte un settaggio intorno ai 6/700 basta per non avere problemi.
Questo valore, che si aggira intorno ai 20ms non ci preoccupa assolutamente perchè nel mondo streaming l’audio arriva sempre molto prima del video e saremo in ogni caso obbligati a ritardarlo ancora per farlo tornare in sync col video.
Perche’ un plugin del genere semplifica il lavoro
Chi lavora in home studio conosce bene il problema di portare l’audio da un programma all’altro. Fino a poco tempo fa servivano driver di loopback, mixer virtuali o configurazioni complicate della scheda audio, e non sempre il risultato era stabile. Trattare il routing come un plugin da caricare in una DAW, invece, abbassa di molto la barriera tecnica: non serve toccare il sistema operativo ne’ installare driver aggiuntivi, basta inserire un’istanza in Send e una in Receive dove servono.
Il vantaggio piu’ evidente e’ la flessibilita’. Lo stesso strumento copre scenari molto diversi: lo streaming con OBS, il monitoraggio in un’altra stanza, il rewire tra due DAW, oppure catene parallele dentro un singolo progetto. Avere una sola soluzione coerente per tutti questi casi riduce gli errori di configurazione e rende piu’ veloce sperimentare nuove idee senza riorganizzare l’intero setup.
Consigli pratici per iniziare
Conviene partire dalla modalita’ app, la piu’ semplice e con latenza pari a zero, per prendere confidenza con la logica Send e Receive. Quando si passa alla modalita’ localhost, e’ normale dover aumentare il buffer per evitare interruzioni del segnale: un valore intorno ai 600-700 campioni e’ spesso un buon punto di partenza. I due knob principali, thru e receive, vanno pensati come un controllo di tipo dry e wet: il primo regola il segnale che attraversa gli eventuali insert tra send e receive, il secondo quello inviato direttamente al receive. Tenere a mente questa distinzione aiuta a costruire catene parallele pulite gia’ alla prima prova.
In conclusione, questo plugin apre a tantissime nuove possibilità con una facilità incredibile ed una stabilità molto rassicurante. Il limite sarà solo la nostra immaginazione!
Maggiori informazioni sul sito ufficiale Blue Cat Audio.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su Blue Cat’s Connector
È un plugin di Blue Cat Audio che funziona come una patchbay virtuale: un’istanza fa da Send e una da Receive per inviare e ricevere audio tra applicazioni.
Funziona in qualsiasi sistema in grado di caricare plugin AAX, AU, VST2 o VST3.
App, dentro la stessa applicazione; localhost, sullo stesso computer; network, tra dispositivi connessi alla stessa rete.
In modalità app la latenza è di zero campioni, quindi in tempo reale; in localhost conviene alzare il buffer, intorno ai 600-700 campioni, per evitare dropout.
A mandare l’audio dalla DAW verso OBS, fare rewire tra software diversi, monitorare l’audio da un’altra stanza o creare routing paralleli con i due knob thru e receive.
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