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I software per registrare (DAW) suonano tutti uguali?

Questa è una domanda che spesso mi viene posta dagli allievi dei corsi, nei seminari, online, su Facebook ecc. Dopo anni ho deciso di fare un video esplicativo e dimostrare incontrovertibilmente che la differenza nel Mix la fate voi e non la DAW. La diatriba Logic suona meglio di Ableton, che suona meglio di Cubase, m

In sintesi: Le DAW non suonano in modo diverso quando ci si limita a far passare l’audio. La differenza nel mix la fa chi lavora: plugin proprietari, algoritmi nascosti (warp, dither, HIQ) e impostazioni di campionamento spiegano i pochi casi di null test fallito. Un esperimento pratico tra sei sequencer chiarisce il punto.

La domanda di base: le DAW suonano davvero diverse?

Questa è una domanda che spesso ricevo dagli allievi dei corsi, nei seminari, online, su Facebook. Dopo anni ho deciso di mettere insieme un video esplicativo e di dimostrare in modo incontrovertibile che la differenza nel Mix la fate voi e non la DAW. La diatriba per cui Logic suona meglio di Ableton, che suona meglio di Cubase, ma Pro Tools suona meglio di Studio One, è in larga parte infondata. Perché?

Partiamo dal concetto di base. Se metto un file audio in un sequencer e premo play, quel file deve necessariamente suonare come è e non diverso, più bello, più basso, più colorato. Se così non fosse, non avrebbe senso impazzire dietro a microfoni, preamplificatori e cavi. Se inserisco venti tracce audio e le sommo nel master, sarebbe strano ottenere un risultato che non sia la somma matematica di queste informazioni digitali. Se la somma suona diversa, significa che la DAW sta applicando un algoritmo che non conosciamo.

Ho fatto questo esperimento qualche anno fa, trovandomi costretto a usare una volta Logic, una volta Cubase, una volta Studio One per tagliare sequenze live o creare versioni edit per la TV di alcuni brani di artisti famosi. Avevo timore che lavorando con una o l’altra DAW potessi rovinare il mix originale e dover poi rendere conto ai produttori o alle case discografiche. Per fugare ogni dubbio ho usato quello che in gergo si chiama null test: quando due tracce si presumono identiche, basta mettere una in controfase per annullare l’altra. Se sono davvero identiche si annullano a vicenda; altrimenti emergono porzioni di frequenze che evidenziano la differenza.

DAW e software di registrazione a confronto: il suono dipende da chi lavora, non dal sequencer

L’esperimento: stessi stem, sei DAW, un null test

Per cui, alla domanda “le DAW suonano diverse?“, la risposta è no: suonano tutte allo stesso modo quando ci passiamo i file dentro. Iniziano però ad assumere comportamenti diversi quando apriamo i plugin proprietari di ogni DAW, come equalizzatori, compressori e riverberi. Ogni DAW ha i suoi, quindi suoneranno inevitabilmente diversi. Se uno sia più bello di un altro sta alla scelta personale. Ma se usiamo plugin di terze parti nelle differenti DAW, il comportamento sarà lo stesso.

Nel mio esperimento ho usato Pro Tools 12, Logic X, Studio One Pro 3.5, Cubase 9, Live 9, Reaper (nel video) e Harrison Mixbus (non presente nel video). Ho settato ogni song a 48 kHz, 24 bit e ho inserito una decina di stem stereo (venti tracce in totale) create a 24 bit e 48 kHz, per poi sommarli con un export mixdown da ogni piattaforma. Ho poi caricato tutti i mix stereo finali in una nuova sessione di Studio One ed eseguito il null test: tutti gli output si sono annullati a vicenda, dimostrando che erano identici.

Plugin, warp, dither: dove nasce davvero la differenza

Vi invito a replicare l’esperimento e già so che qualcuno troverà delle differenze nel null test. Perché? Spesso non conosciamo davvero la nostra DAW, ossia non sappiamo che cosa fa ai nostri file. Alcune DAW, come Logic, Mixbus e Ableton, applicano algoritmi alle tracce senza che ne venga fatta richiesta. Ableton Live applica un timestretch di default alle tracce (chiamato warp), modificando il file perché costretto a eseguirlo in realtime; aggiunge un HIQ non richiesto e un dither sul master, come fa anche Logic. Mixbus lavora di default a 32 bit anche sui file interni a 24, aggiungendo algoritmi di emulazione hardware sui canali, che possono essere disinseriti.

Come replicare il test sulla tua DAW

Insomma, chi dice che la sua DAW suona meglio o peggio di un’altra spesso non conosce davvero la DAW su cui lavora. Replicate l’esperimento seguendo con attenzione il video del test in modo da capire dove intervenire. Ricordatevi che l’esperimento va eseguito sempre con lo stesso computer e la stessa scheda audio, settando tutte le DAW nello stesso modo: se il file è a 24 bit, tutte a 24; se è a 44 o 48 kHz, tutte a 44 o 48. Per approfondire la parte di gestione audio in studio puoi leggere la nostra sezione didattica per recording studio.

Spero di aver messo una pietra tombale sull’argomento e di aver stuzzicato la vostra curiosità: sarà mia premura fare altri video comparativi per dipanare altre leggende metropolitane legate alle DAW. Lasciate i vostri commenti su YouTube così da potervi rispondere e aiutarvi nell’esperimento. Non dimenticate di iscrivervi al mio canale YouTube e continuate a seguirmi su Musicoff per aggiornamenti settimanali sull’audio recording e lezioni gratuite.

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulle differenze tra DAW

  1. Le DAW suonano diverse di base? No: stesso file in input, stesso file in output a livello di somma matematica.
  2. Da cosa nasce allora la differenza? Dai plugin proprietari (EQ, comp, riverberi) e da algoritmi automatici come warp di Ableton o dither di Logic.
  3. Cos’è il null test? Una verifica che mette due tracce in controfase: se sono identiche si annullano, altrimenti emerge la differenza.
  4. Quali DAW sono state confrontate? Pro Tools 12, Logic X, Studio One Pro 3.5, Cubase 9, Live 9, Reaper e Harrison Mixbus.
  5. Cosa devo controllare per replicare il test? Stesso computer, stessa scheda audio, stesso sample rate e bit depth in tutte le DAW.

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