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Angus Young: la mia Gibson non si discute

Angus Young racconta la sua Gibson SG, il blues come radice del suono AC/DC e il rapporto con il virtuosismo: l'intervista del 1989 al chitarrista degli AC/DC.
In sintesiNel 1989, dopo il rilancio di Blow Up Your Video, Angus Young degli AC/DC parla senza filtri: il blues come radice del suo modo di suonare la chitarra, la critica al culto della velocita supersonica e dell’estetica fine a se stessa, e il legame viscerale con la sua Gibson SG, lo strumento che lo identifica sul palco e che, dice, non si discute.

L’avventura con il nuovo cantante, Brian Johnson, capace a modo suo di sostituire lo scomparso Bon Scott, era partita col botto, quello intercontinentale degli album Back in Black e For Those About to Rock We Salute You, veri e propri pilastri dell’Hard Rock.
I dischi seguenti, però, non avevano confermato la fortunata vena creativa e non erano riusciti a fare presa sulle platee.

AC/DC nel 1989: il ritorno dopo Blow Up Your Video

A fronte di esibizioni live sempre toste e dure, governate dalla presenza galvanizzante del demoniaco scolaretto in cui si trasforma puntualmente il minore dei fratelli Young, la band ha dunque bisogno di ritrovare il filo della comunicazione con un pubblico disorientato da un scena musicale sempre più lontana dal puro spirito rock’n’roll che anima da sempre il gruppo australiano.

È interessante notare la citazione favorevole dei Guns’n’Roses fra le eccezioni del periodo. Difficilmente Angus poteva immaginare che in un futuro non troppo vicino, sarebbe stato proprio un imbolsito Axl Rose a prendere in mano il microfono del cantante sul palco degli AC/DC, decimati dalla morte di Malcolm Young, dai guai giudiziari del batterista e dai problemi vocali di Johnson.

Gli AC/DC con Axl Rose alla voce nel 2016

AC/DC con Axl Rose nel 2016

La chiacchierata amichevole con Paolo Maiorino inizia dunque commentando il successo di vendite di Blow Up Your Video, undicesimo album della band. Angus è bello carico…

…Wow, è il riconoscimento dei nostri sforzi e il segnale… la prova che la gente ci è ancora fedele ed è stanca di sintetizzatori e batterie elettroniche… Sai, io rispetto tutti, ma ho l’impressione che il livello sia calato sotto i limiti accettabili e sarebbe il caso di scoprire vecchie strade e discorsi frettolosamente abbandonati.
In particolare mi riferisco alla tendenza generale verso il culto dell’estetica. Parlando di chitarre, alla continua ricerca della velocità supersonica e degli effetti strabilianti. Manca l’anima, il feeling, il cuore.

Il blues come punto di partenza

Qual è il tuo rapporto con il blues? Ti riferisci spesso a B.B.King, quali sono le tue influenze?

B.B.King è stato immenso. Ha dedicato la sua vita alla musica e la gente lo ha sempre amato per questo. Il blues è il mio punto di partenza, ho conosciuto il rock solo successivamente: quello che ho cercato di fare è stato costruirmi un tipo di musicalità che fondesse le caratteristiche principali dei due generi. Il discorso ti può sembrare troppo razionale… e in effetti lo è! (risata generale, ndr)

Il fatto è che tutto è avvenuto dentro di me. Ho imparato a suonare la chitarra. Ho imparato le basi blues e ho lasciato che la mia fantasia facesse il resto. Ho sentito recentemente dire da un grande bluesman (si rifiuta di dire il nome…) che non si possono integrare accordi rock con accordi blues, il che è opinabile… Insomma dobbiamo sempre limitarci alle definizioni pragmatiche, a posizioni intransigenti?

AC/DC, copertina dell'album Blow Up Your Video del 1988

Come nasce un pezzo e un assolo degli AC/DC

Come nasce un pezzo degli AC/DC?

Non c’è un modo particolare. Ti potrà sembrare una risposta scontata ma è così. Ovviamente io e mio fratello componiamo la maggior parte della musica, mentre Brian si occupa dei testi. Tuttavia è un processo fatto di varie fasi.

Se, per esempio, me ne esco con un’idea, cerco di organizzarla con Malcolm dopodiché, con l’aiuto di Simon e Cliff, cerchiamo di trovare una buona base. Questo è molto importante, perché prima il pezzo è ancora a uno stato embrionale… (Angus esplode in una fragorosa risata, accompagnandosi con un gesto non proprio oxfordiano…). Dopo ci ritorno su per l’assolo.

Angus Young con la Gibson SG in concerto, 1991

E i tuoi assolo, quindi? Come nascono?

Quasi sempre li preparo dopo aver ultimato il pezzo, evitando di costruire il brano intorno all’assolo. Secondo me, deve sempre seguire la melodia e la prova più vera è quando esci normalmente dall’assolo con una svisata o con l’uso della leva: il tutto deve essere coerente, in modo tale che il ritorno al riff sia naturale. In poche parole, cerco di evitare il pericolo di uscire dal seminato. Se poi c’è qualche idea molto particolare, cerco di inserirla in modo da non squilibrare l’assolo nel suo complesso.

Perché si è creato questo mito intorno al virtuosismo chitarristico e in che maniera un “fedele alla linea” come te ha vissuto questo cambio di generazione?

Wow, che domanda! (ride…) No, a parte gli scherzi, il rock nella sua evoluzione non ha prodotto grandissime cose di recente. I chitarristi più grandi come Clapton o Knopfler non hanno saputo colmare una… diciamo, “dimensione”, che ha visto verso la fine degli anni settanta un avvicinamento verso aree parallele, come il rock-blues o la fusion. Ecco molti di questi nuovi “eroi” saranno integrati in normalissime band o addirittura spariranno nel nulla. La radice rock, l’insegnamento blues, la musica genuina rimarranno e con essi gli AC/DC!

Con che spirito ti prepari ad affrontare gli anni novanta?

Con lo stesso spirito di sempre. Questo perché credo nella genuinità della musica che suono. Mi ritengo imperturbabile… (sguardo sibillino…). Io vado avanti per la mia strada.

Gli AC/DC in una foto promozionale del 1991

La Gibson SG: lo strumento che non si discute

Che valore ha per te la Gibson SG che da sempre ti contraddistingue nelle esibizioni dal vivo?

La mia Gibson non si discute (Angus lancia un’occhiata satanica degna di quella, famosa, di “Bad Boy Boogie” nel film Let There Be Rock…). È stata il mio primo amore, anzi la seconda… la prima non mi ricordo neanche di che marca fosse. No… è che ci sono affezionato… e poi è ancora una signora chitarra, non credi?

Virtuosismo, heavy metal e la scena di fine anni Ottanta

Angus, i tempi sono cambiati, dieci anni fa eravate voi, i Van Halen, gli Scorpions, i Priest, gli Ufo. Poi sono arrivati i Maiden e i Quiet Riot. Successivamente i Metallica, i Queensrÿche, gli Anthrax e tutti gli altri. Chi effettivamente ha portato qualcosa di nuovo e quale fra i nuovi gruppi ti ha maggiormente colpito?

Sicuramente Iron Maiden e Metallica esprimono l’essenza dell’heavy metal. I Metallica sono molto bravi, anche se il loro genere non mi attira. Mi piacciono i Queensrÿche, i Loudness, i Krokus, gli Accept e, tra i nuovi, L.A.Guns, Cinderella e Guns’n’Roses. Non male i primi Mötley Crüe con i quali siamo venuti in tour nel tuo paese, non mi ricordo quando…

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Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su Angus Young e la sua SG

1. Che chitarra usa Angus Young degli AC/DC?

La Gibson SG, lo strumento che lo identifica sul palco fin dagli esordi. Nell’intervista dice che la sua Gibson non si discute: e il suo primo amore chitarristico.

2. Qual e la radice musicale di Angus Young?

Il blues. Ha imparato le basi blues e ha lasciato che la fantasia facesse il resto, fondendo poi quella matrice con il rock.

3. Come compone gli assolo Angus Young?

Quasi sempre dopo aver ultimato il pezzo, evitando di costruire il brano intorno all’assolo: l’assolo deve seguire la melodia e rientrare con naturalezza nel riff.

4. Cosa pensa Angus Young del virtuosismo chitarristico?

Critica il culto della velocita supersonica e dell’estetica fine a se stessa: per lui contano anima, feeling e cuore piu della tecnica esibita.

5. In che anno e stata fatta questa intervista?

Nel 1989, al tempo dell’album Blow Up Your Video, in una chiacchierata con Paolo Maiorino per la rivista Chitarre.

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