In sintesi. Nel 1972 i Jethro Tull, guidati da Ian Anderson, pubblicano Thick as a Brick, album che reagisce con ironia alle etichette dei critici sul precedente Aqualung. Il disco è un unico, lunghissimo brano diviso sulle due facciate del vinile, una parodia colta del concept album progressive. La copertina è un finto quotidiano da sfogliare, pieno di articoli, vignette e cruciverba. Oggi è considerato uno dei vertici della band.
La risposta dei Jethro Tull ai critici
Quando nel 1971 esce Aqualung, molti critici e ascoltatori lo interpretano come un concept album a tema religioso e sociale, etichetta che Ian Anderson ha sempre respinto. Proprio da quel fraintendimento nasce l’idea che porta, l’anno successivo, a un disco costruito per spingere quella stessa logica fino al paradosso. Se il pubblico voleva un concept album, i Jethro Tull ne avrebbero confezionato uno cosi’ ambizioso e autoironico da diventare quasi una presa in giro dell’intero genere.
Un solo brano lungo un disco intero
La struttura musicale di Thick as a Brick e’ la sua dichiarazione d’intenti piu’ radicale. L’album e’ formato da un’unica, lunghissima composizione che scorre senza interruzioni, divisa soltanto per esigenze tecniche sulle due facciate del vinile. Tempi dispari, cambi di atmosfera, sezioni acustiche e impennate elettriche si susseguono in un flusso continuo che mette in mostra la maturita’ compositiva del gruppo e, allo stesso tempo, gioca con l’enfasi tipica del progressive rock dei primi anni Settanta.
Il concept ruota attorno alla figura immaginaria di un bambino prodigio, presentato come autore di un poema che avrebbe vinto un concorso salvo poi essere squalificato. E’ una cornice narrativa che permette ad Anderson di muoversi tra satira, nonsense e riflessione, senza mai prendersi troppo sul serio. L’ironia diventa cosi’ la chiave di lettura dell’intero progetto, dal titolo alle scelte musicali.
Così il leader della band, Ian Anderson, decide di dargli pan per focaccia e nel 1972 la band pubblica un album che come titolo riporta proprio Thick as a Brick (tradotto letteralmente “spesso come un mattone”, espressione con cui si indica di solito una persona non molto arguta).
L’album è pura ironia a 360 gradi. A partire dal titolo, per proseguire poi al concept di fondo, la cui trama parla di un bambino prodigio che vince un concorso di poesia ma viene squalificato quando malauguratamente inciampa su una parolaccia.
La stessa composizione è un’estremizzazione ironica del progressive rock, poiché l’album è composto da un solo, lunghissimo, omonimo brano. Un “mattone”, appunto.
Ma in realtà un mattone non lo è davvero, perché si tratta di una composizione bellissima, che i fan accolgono a cuore aperto e ancora oggi è ritenuta uno dei più alti vertici del gruppo inglese.
La copertina: un quotidiano da sfogliare
Come ultimo “guizzo” i Jethro Tull si concendono una copertina alquanto particolare: non si tratta infatti di una solita cover, ma di un vero e proprio giornale, un quotidiano, che si può aprire e leggere. All’interno ci sono articoli (dei più disparati e bizzarri), pubblicità, addirittura vignette e cruciverba.
E visto che siamo fortunatamente in possesso di una copia originale, nel video in copertina la sfogliamo virtualmente con voi!
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su Thick as a Brick
L’album dei Jethro Tull viene pubblicato nel 1972, l’anno successivo ad Aqualung.
Thick as a Brick è un’espressione inglese che indica una persona non molto arguta. La band la sceglie con intento ironico, in risposta ai critici.
L’album è composto da un solo, lunghissimo brano omonimo, diviso sulle due facciate del vinile per ragioni tecniche.
La trama, puramente ironica, parla di un bambino prodigio che vince un concorso di poesia ma viene squalificato dopo essere inciampato in una parolaccia.
Non è una cover tradizionale ma un vero e proprio quotidiano da aprire e leggere, con articoli bizzarri, pubblicita’, vignette e cruciverba.
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