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Un ricordo di Rodolfo Maltese

Rodolfo Maltese si è spento l'altra sera al Policlinico Umberto I di Roma: la notizia della scomparsa è stata data da fonti vicine alla famiglia; lo storico chitarrista del banco del Mutuo Soccorso da circa sei anni lottava con una grave malattia, ma si era letteralmente gettato nella musica per combatterla.Rodolfo M

In sintesi: Rodolfo Maltese (1948-2015) è stato il chitarrista storico del Banco del Mutuo Soccorso per quasi cinquant’anni: una carriera tra rock progressivo italiano, jazz e collaborazioni con Branduardi, Cocciante, Stefan Grossman e i Têtes de Bois. In questo ritratto, il ricordo dell’incontro tra Rodolfo Maltese e Riccardo Gerbi, e una mappa del suo lascito musicale.

Rodolfo Maltese non è stato soltanto il chitarrista del Banco del Mutuo Soccorso: è stato uno degli artigiani più silenziosi e versatili del rock italiano. In questo ritratto evergreen ripercorriamo la sua storia, lo stile, le collaborazioni e il modo in cui ha vissuto la musica fino alla fine, come unica medicina contro tutto.

Rodolfo Maltese si è spento l’altra sera al Policlinico Umberto I di Roma: la notizia della scomparsa è stata data da fonti vicine alla famiglia; lo storico chitarrista del banco del Mutuo Soccorso da circa sei anni lottava con una grave malattia, ma si era letteralmente gettato nella musica per combatterla.Rodolfo Maltese, chitarrista del Banco del Mutuo Soccorso, in una sessione con stompbox.

Un caro amico di Musicoff

Rodolfo Maltese è stato un caro amico di MusicOff, qualche tempo fa passò dalla redazione per provare alcuni stompbox e scambiare quattro chiacchiere con lo Staff. Chi scrive, ha incontrato per la prima volta Rodolfo circa otto anni fa, quando il direttore della rivista dove scrivevo all’epoca mi mise in mano una videocamera, per raccogliere delle testimonianze in una fiera italiana del settore.
Vidi Rodolfo che provava un amplificatore in un box di un distributore italiano, circondato all’esterno da un bel numero di fan in attesa di foto e autografi. Io ero reduce da due incontri fortunati con Faso e Mauro Pagani, quindi entrai nel box con il “pass stampa” in bella vista, la videocamera in mano e il piglio di chi avrebbe “strappato” un’altra intervista; viceversa, tutto avvenne nella massima naturalezza, perché mentre suonava, Rodolfo mi fece un sorriso e uno sguardo di tacito assenso al mio ingresso.
Dopo qualche minuto, mettendo mano ai controlli dell’amplificatore Rodolfo mi disse: “ciao, riprendi pure se vuoi, non c’è problema“, ma io rimasi talmente colpito dai suoi modi gentili e affabili che, lo ammetto, la qualità della ripresa video non fu di quelle memorabili, quindi la cassetta con il girato di quella performance finì in archivio. In seguito, con Rodolfo ci siamo incontrati in altre fiere almeno un paio di volte, ma l’approccio è rimasto sempre lo stesso: uno sguardo, un sorriso e: “Riccardo, fai pure…“.Rodolfo Maltese sul palco durante un concerto del Banco del Mutuo Soccorso.

Dal Banco del Mutuo Soccorso a Cocciante

Purtroppo avrei voluto incontrarlo ancora una volta, magari per raccontargli della mia infanzia, quando a casa mia i fratelli maggiori si litigavano il giradischi per ascoltare “Selling England by the Pound” dei Genesis, “Storia di un minuto” della PFM o “Io sono nato libero” del Banco del Mutuo Soccorso, il primo album dove Rodolfo Maltese fece il suo esordio nella band, dopo la precedente esperienza con gli Homo Sapiens.
Musicalmente parlando, io Rodolfo l’ho “vissuto” anni dopo, quando muovevo i primi passi tra le tastiere e ascoltavo gli album dei primi anni ottanta del Banco, quelli meno Progressive e più orientati (per me) al pop, ma sempre affascinato dai virtuosismi sui tasti bianchi e neri dei fratelli Nocenzi. Ricordo anche un live di Riccardo Cocciante del 1988 (“La grande avventura“), dove Rodolfo Maltese si espresse ai massimi livelli non solo con la chitarra, ma anche con altre sue grandi passioni quali la tromba (cfr. video qui sotto) e il flicorno, insieme a un altro compagno del Banco come il batterista Pierluigi Calderoni: da questo tour è stato tratto anche un CD intitolato “Viva!“.Rodolfo Maltese in studio con la chitarra elettrica a tracolla.

Cinquant’anni di collaborazioni

Ma ridurre la carriera di Rodolfo Maltese ai miei soli ricordi è ingeneroso, perché in quasi 50 anni il chitarrista italiano ha collaborato con diversi artisti nazionali e internazionali, tra cui il bluesman Stefan Grossman nel 1975, con Franco d’Andrea al pianoforte nel 1979 in uno storico locale milanese del jazz come il Capolinea, oppure al contributo fornito per la realizzazione degli album “Concerto” di Angelo Branduardi nel 1980, “Cammina, cammina” di Edoardo De Angelis nel 1986, oppure gli album “E anche se non fosse amore” (1994) e “Pezzi di Ricambio” (1997) dei Têtes de Bois.
Il jazz era una delle sue grandi passioni, e amava sperimentare alla ricerca di nuove forme musicali, anche attraverso svariate band da lui formate nel tempo, tra cui ricordo la Rodolfo Maltese Band, gli Indaco e i vari duo o trio negli anni novanta che l’hanno visto coinvolto insieme a chitarristi italiani quali Massimo Alviti o Maurizio Pizzardi.Rodolfo Maltese durante una performance dal vivo del Banco del Mutuo Soccorso.

La Festa Maltese e l’eredità

Durante la lotta contro la malattia, Rodolfo ha organizzato la “Festa Maltese”, un evento a cadenza annuale per riunire amici e fan una sera in un locale di Roma, e suonare al grido di: “La malattia si vince con la musica!“. Penso che sarebbe bello onorare lui e Francesco Di Giacomo (voce del Banco del Mutuo Soccorso scomparso tragicamente nel 2014) mantenendo viva questa festa, per dare nuovamente forza con la musica a chi ancora combatte la propria battaglia con la malattia.Nel frattempo, io vado in archivio a cercare quella videocassetta per rivedere lo sguardo di Rodolfo con la chitarra a tracolla che mi sorride…Riccardo Gerbi

Rodolfo Maltese in video: la sua musica

Per chi ha fretta: 5 risposte su Un ricordo di Rodolfo Maltese

1. Chi era Rodolfo Maltese?
Un chitarrista italiano nato nel 1948 e scomparso nel 2015, storico membro del Banco del Mutuo Soccorso dall’album “Io sono nato libero” (1973) fino agli ultimi tour della band.

2. Con quali artisti italiani ha collaborato?
Tra i più noti: Riccardo Cocciante (tour “La grande avventura” 1988 e album “Viva!”), Angelo Branduardi (“Concerto” 1980), Edoardo De Angelis (“Cammina, cammina” 1986) e i Têtes de Bois negli anni novanta.

3. E con quali musicisti internazionali?
Tra gli incontri più importanti, quello con il bluesman Stefan Grossman nel 1975 e con il pianista Franco D’Andrea nel 1979 al Capolinea di Milano.

4. Suonava solo la chitarra?
No. Maltese era anche un trombista e suonava il flicorno: doppia anima jazzistica e rock progressiva, evidente nei live di Cocciante e nei progetti collaterali come la Rodolfo Maltese Band e gli Indaco.

5. Cosa era la “Festa Maltese”?
Un appuntamento annuale che Rodolfo organizzava durante la sua malattia, in un locale di Roma, riunendo amici e fan al grido di “La malattia si vince con la musica!”. Un’eredità di affetto e di prog italiano.

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