Il 2 settembre abbiamo seguito un collegamento riservato alla stampa internazionale organizzato da Yamaha. La notizia era sotto embargo fino al 10 settembre 2026 e oggi possiamo finalmente raccontare nel dettaglio ciò che era stato mostrato in anteprima: la nuova serie Yamaha DM5, composta da DM5 e DM5 Compact.
Va fatta subito una precisazione. Non abbiamo ancora provato le console, quindi quello che segue non è un test e non contiene valutazioni sull’affidabilità, sul comportamento operativo o sulla qualità sonora. È invece un’analisi della piattaforma, delle specifiche e delle scelte progettuali illustrate da Yamaha durante la presentazione e integrate con le informazioni rese disponibili in occasione del lancio ufficiale.
A presentare la serie sono stati Karl Christmas, per Yamaha Music Europe, il product manager Ruben van der Goor e l’application engineer Tom Rundle. La console DM5 arriva in una zona molto precisa del catalogo Yamaha: sotto la DM7 per capacità complessiva, ma con una parte importante del suo linguaggio operativo, dell’elaborazione e dell’ecosistema.

Una piattaforma pensata come parte di un sistema
La presentazione è partita da un concetto molto concreto: oggi il lavoro del fonico non si esaurisce nel controllo dei livelli, nell’equalizzazione e nella dinamica. Una console professionale deve convivere con reti audio, unità I/O remote, sistemi wireless, software di controllo, registrazione, broadcast e dispositivi di terze parti.
“Missare audio professionale non significa più soltanto bilanciare livelli, regolare l’EQ e impostare la compressione.”
Karl Christmas
Da questa premessa nasce buona parte della filosofia DM5: non una console concepita come macchina isolata, ma un elemento inserito in un ecosistema più ampio.
Il collegamento con la serie DM7 è quindi uno dei punti centrali. DM5 e DM5 Compact adottano un ambiente operativo strettamente imparentato con quello della sorella maggiore, condividono numerosi strumenti di elaborazione e vengono inserite nello stesso sistema di software, periferiche e schede di espansione. Per chi deve gestire un parco macchine Yamaha, questa continuità operativa può avere un peso notevole.
DM5 e DM5 Compact: cosa cambia
La famiglia comprende due modelli. Il mixer DM5 Compact gestisce fino a 48 canali di ingresso, mentre il DM5 arriva a 60. La struttura di mix rimane sostanzialmente comune, mentre cambiano dimensioni della superficie, numero dei controlli fisici e quantità di I/O analogico locale.

Sul piano delle connessioni locali, il DM5 Compact offre 16 ingressi e 16 uscite analogiche su XLR. Il DM5 porta gli ingressi analogici locali a 32, mantenendo 16 uscite analogiche.
Entrambe dispongono inoltre di Dante 64×64, con connessioni Primary e Secondary, e di un’interfaccia audio USB 18×18, oltre alla connettività di rete dedicata al controllo.


La struttura di mix comprende 24 bus Mix, 12 Matrix, due bus Stereo e 12 DCA. A questi si aggiungono un Effect Rack con 16 risorse DSP, un EQ Rack con 24 risorse DSP utilizzabili per l’elaborazione grafica o parametrica, la funzione DAW Remote e soprattutto uno slot PY, elemento centrale per espandere le capacità della console.
Il display da 13,3 pollici è inclinabile
Una delle prime caratteristiche mostrate durante la presentazione è stata sorprendentemente semplice: lo schermo principale si inclina. Non è la classica funzione spettacolare da brochure, ma in un mixer live ha un senso molto concreto.
“Chi lavora nei live sa che avere la posizione di mix perfetta è un lusso raro.”
Tom Rundle
Una console può finire troppo in basso, troppo in alto, dietro una transenna oppure sotto una luce che trasforma il touchscreen in uno specchio. Modificare l’inclinazione permette di adattare il display alla posizione dell’operatore e di limitare almeno in parte i problemi dovuti ai riflessi.

Glass Keys e Dynamic Labelling
Attorno al touchscreen da 13,3 pollici Yamaha introduce anche una delle caratteristiche più particolari della nuova superficie: i Glass Keys. Si tratta di controlli tattili integrati nella superficie in vetro, capaci di visualizzare direttamente la funzione associata e di modificarne l’etichetta in base al contesto operativo.
È il principio del Dynamic Labelling. Per esempio, un controllo che normalmente indica ON può assumere la funzione SEND ON quando la console passa alla modalità Sends on Fader. Il vantaggio teorico è evidente: ridurre la distanza fra comando e informazione, evitando di costringere l’operatore a ricordare quale funzione abbia assunto un controllo dopo un cambio di modalità.

La validità pratica della soluzione andrà naturalmente giudicata in condizioni reali, soprattutto quando si lavora velocemente oppure all’aperto. Sulla carta, però, Yamaha sembra aver cercato una via intermedia fra una superficie tradizionale ricca di controlli fisici e una console che demanda gran parte dell’operatività al touchscreen.
Un secondo display e quattro controlli dinamici
La console DM5 dispone inoltre di un secondo touchscreen da 4,3 pollici dedicato alle funzioni definite dall’utente. È un’area programmabile che può essere organizzata in base al tipo di produzione o alle preferenze del fonico.

Accanto al display principale sono presenti anche quattro User Defined Knobs. Qui entra in gioco la nuova Dynamic Mode: i controlli possono seguire automaticamente il contesto visualizzato e presentare i parametri pertinenti al canale o alla funzione selezionata, pur lasciando disponibile la tradizionale assegnazione manuale.

È una delle funzioni che meriteranno maggiore attenzione in prova. L’idea è ridurre i passaggi fra menu e controlli, ma su una console live la bontà di una soluzione del genere dipende soprattutto dalla sua prevedibilità: quando durante uno show si allunga una mano verso un encoder, bisogna sapere esattamente quale parametro si sta per modificare.
Effect Rack, EQ Rack e Premium Rack
La sezione di elaborazione comprende dinamica sui canali e quattro algoritmi di equalizzazione parametrica con visualizzazione RTA. L’Effect Rack mette inoltre a disposizione 43 tipi di effetto, fra i quali figurano anche i riverberi REV HD e REV R3.
Il salto più interessante rispetto alla dotazione standard arriva però attraverso la nuova PY-DSP, scheda che rende disponibile sulla DM5 il Premium Rack e una serie di processori provenienti dalle piattaforme Yamaha di fascia superiore.
Fra questi troviamo l’RND Portico 5033, equalizzatore sviluppato in collaborazione con Rupert Neve Designs, e l’RND Portico 5043, modellazione del relativo compressore/limiter. Sono inoltre disponibili processori Yamaha come Dynamic EQ4, MBC4 e DaNSe, insieme agli altri strumenti previsti dal Premium Rack.
Qui è importante usare la terminologia corretta: sulla DM5 la PY-DSP mette a disposizione 32 risorse DSP. Questo dato non equivale automaticamente a 32 plug-in utilizzabili contemporaneamente in qualsiasi combinazione, perché processori differenti possono richiedere quantità diverse di risorse.
Lo slot PY amplia DSP, audio e controllo
Lo slot PY non è dedicato esclusivamente alla scheda DSP. La piattaforma permette di aggiungere formati audio e funzioni di controllo differenti attraverso diverse schede compatibili con DM5 e DM7.
La PY64-D aggiunge un’interfaccia Dante 64×64, mentre la PY64-MD offre 64×64 canali MADI. Entrambe integrano SRC, ovvero Sample Rate Converter, utili quando la console deve interfacciarsi con sistemi che operano con clock o frequenze di campionamento differenti.
La PY8-AE mette invece a disposizione 8 ingressi e 8 uscite AES/EBU su connettore D-Sub a 25 poli; in questo caso la conversione della frequenza di campionamento è prevista sugli ingressi.
La PY-MIDI-GPI è dedicata al controllo e dispone di MIDI IN/OUT su DIN a 5 poli e di 5 ingressi e 5 uscite GPI su D-Sub a 15 poli.
Completa il gruppo la WSG-PY64 sviluppata da Waves, che consente di integrare la console in un sistema SoundGrid fino a 64 canali. La scheda non esegue autonomamente i plug-in Waves: per l’elaborazione sono necessari un server DSP SoundGrid esterno, SuperRack SoundGrid e un computer compatibile.

Broadcast, teatro e Dan Dugan Automixer
Yamaha continua anche con il sistema delle funzioni espandibili tramite licenza, con pacchetti dedicati soprattutto a broadcast, teatro e produzioni che richiedono un numero elevato di microfoni aperti contemporaneamente.
Il Broadcast Package aggiunge funzioni quali Mix Minus, Fader Cue Release, Back Stop PFL, Audio Follow Video, Source Selection Mix Mode, Speaker Selection, Loudness Meter e Peak Program Meter. Per DM5 il supporto al 5.1 Surround è previsto attraverso un successivo aggiornamento.
Il Theatre Package è indirizzato invece a musical e produzioni teatrali e comprende funzioni specifiche come 4 Bank EQ/DYN, Actor Library, DCA Preset, DCA Scene Grid, MIDI Output Event on Scene e AFC Image Control.
Il mixer DM5 integra inoltre di serie un Dan Dugan Automixer fino a 12 canali. Con il relativo Dugan Package la capacità può arrivare fino a 64 canali, una dotazione destinata soprattutto a conferenze, congressi e produzioni con numerosi microfoni aperti.
Come funzionano le licenze
La gestione delle funzioni opzionali passa dall’ecosistema ProVisionaire. Le licenze vengono registrate e amministrate attraverso ProVisionaire Cloud e attivate sui dispositivi mediante ProVisionaire Portal.
Yamaha distingue fra attivazioni permanenti e attivazioni temporanee. Le prime associano stabilmente la licenza al dispositivo, mentre le seconde possono essere disattivate e trasferite fra dispositivi compatibili, una possibilità utile soprattutto per service e realtà che gestiscono più console all’interno dello stesso parco macchine.
Compatibilità con gli I/O Yamaha già esistenti
Un altro punto importante riguarda l’infrastruttura. DM5 è compatibile con gli I/O Yamaha delle famiglie R Series/Rio e Tio. Per service, teatri e installazioni che possiedono già stage box Dante Yamaha significa poter integrare la nuova console continuando a utilizzare una parte importante dell’hardware già disponibile.
Insieme alle console sono state presentate anche tre nuove unità I/O Dante: RUio1608SB-D, RUio0804-D e RUio16FLX-D.

RUio1608SB-D, RUio0804-D e RUio16FLX-D
Il RUio1608SB-D è il modello più chiaramente destinato all’impiego sul palco. Offre 16 ingressi e 8 uscite analogiche, connessioni Dante Primary e Secondary e una struttura pensata anche per l’impiego mobile, con maniglia e protezioni in gomma. È previsto inoltre il montaggio a rack tramite accessorio opzionale.

Il RUio0804-D riduce la dotazione a 8 ingressi e 4 uscite analogiche e rappresenta una soluzione più compatta per espandere un sistema senza ricorrere a un’unità I/O di maggiori dimensioni.
Più particolare è il RUio16FLX-D. Dispone di 16 connessioni flessibili configurabili a coppie secondo le necessità dell’impianto: come ingressi analogici microfonici/linea, uscite analogiche oppure uscite AES/EBU, oltre naturalmente alla connettività Dante. È una soluzione che Yamaha indirizza soprattutto alle installazioni, anche in abbinamento ai processori DME3, DME5 e DME7.
DM Editor, DM StageMix e ProVisionaire
Il software è parte integrante della nuova piattaforma. DM Editor per Windows e macOS permette di preparare le configurazioni offline e di lavorare online quando il computer è collegato alla console. DM5 e DM7 utilizzano lo stesso ambiente software e Yamaha dichiara la compatibilità dei dati fra le due famiglie, naturalmente nei limiti delle risorse disponibili sul modello di destinazione.
Anche il controllo da tablet viene riunito nella nuova DM StageMix, destinata a entrambe le serie. Rimane inoltre MonitorMix, che consente ai musicisti di gestire individualmente il proprio AUX mix da dispositivo mobile.
ProVisionaire Control PLUS permette invece di creare da Windows pannelli personalizzati per il controllo e il monitoraggio remoto di sistemi più articolati. DM5, DM5 Compact e le nuove unità RUio fanno parte dei dispositivi supportati.

È presente anche il Bluetooth per la riproduzione e lo streaming di audio stereo. Non sarà certo la caratteristica attorno alla quale si sceglie una console di questa categoria, ma nei cambi palco, nelle conferenze o semplicemente quando serve mandare rapidamente una sorgente musicale può evitare qualche cavo e qualche adattatore rimasto nella valigia sbagliata.
Anche Yamaha DM7 passa al firmware V2.0
Il lancio della console DM5 coincide con il firmware V2.0 della serie DM7. Non è un aggiornamento secondario, perché serve anche ad avvicinare ulteriormente il comportamento operativo delle due piattaforme.
Fra le novità illustrate da Yamaha ci sono lo spostamento dei canali, la possibilità di copiare le mandate verso i bus Mix, modifiche al patching, nuove modalità di visualizzazione del canale selezionato, la Dynamic Mode e interventi sulla reattività dell’interfaccia e sulla gestione grafica degli effetti.
Viene ampliato inoltre il controllo di sistemi di terze parti. Fra gli esempi più interessanti c’è l’integrazione con STAGETEC NEXUS e NEXUS compact: con DM7 V2.0 è possibile controllare direttamente dalla console i parametri degli head amp dei sistemi NEXUS compatibili.
Arrivo nei negozi tra fine settembre e inizio ottobre
La serie Yamaha DM5 viene annunciata ufficialmente il 10 settembre 2026 e sarà mostrata pubblicamente a partire dall’11 settembre in occasione di IBC. Durante il briefing Karl Christmas ha spiegato che le prime unità avevano già lasciato la fabbrica e che la distribuzione ai rivenditori era prevista fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.
Per quanto riguarda il prezzo, durante la presentazione riservata alla stampa Yamaha non ha comunicato un listino. Preferiamo quindi non riportare cifre non ufficiali: sarà il prezzo destinato al mercato europeo a chiarire definitivamente il posizionamento commerciale di DM5 e DM5 Compact.
Una DM7 più piccola? Non esattamente
Definire la console DM5 semplicemente una DM7 ridotta sarebbe comodo, ma poco preciso. Numero di canali, superficie, I/O locali e capacità di elaborazione sono differenti. Quello che Yamaha ha cercato di conservare è soprattutto il linguaggio della piattaforma: interfaccia, gestione dei dati, periferiche, software, espansioni PY e una parte importante degli strumenti di processamento.
È probabilmente questo il dato più interessante dell’annuncio. Nel catalogo Yamaha rimaneva uno spazio importante fra le soluzioni più compatte e una macchina come la DM7 Compact. DM5 e DM5 Compact entrano proprio in quella zona, ma lo fanno senza introdurre un ecosistema separato.
Resta naturalmente da capire come tutto questo funzioni durante un vero lavoro. La visibilità dei Glass Keys all’aperto, la rapidità della Dynamic Mode, il comportamento della superficie quando occorre intervenire in pochi secondi, la qualità dei preamplificatori microfonici e più in generale l’ergonomia non si possono valutare durante una presentazione online.
Per chi ha fretta: 4 risposte sulla Yamaha DM5
1. Che cos’è la Yamaha DM5?
È una nuova famiglia di console digitali Yamaha composta da DM5 e DM5 Compact, sviluppata attorno a un ambiente operativo strettamente collegato alla serie DM7.
2. Quali sono le differenze tra DM5 e DM5 Compact?
La DM5 Compact gestisce fino a 48 canali di ingresso e dispone di 16 ingressi e 16 uscite analogiche locali. La DM5 arriva a 60 canali, con 32 ingressi e 16 uscite analogiche. Entrambe dispongono di Dante 64×64, USB audio 18×18, 24 bus Mix, 12 Matrix, due bus Stereo, 12 DCA e uno slot PY.
3. Quali sono le principali novità operative?
Un touchscreen inclinabile da 13,3 pollici, Glass Keys con Dynamic Labelling, un secondo display da 4,3 pollici, quattro User Defined Knobs con Dynamic Mode e la possibilità di aggiungere il Premium Rack tramite la scheda PY-DSP.
4. Quando sarà disponibile?
Il lancio ufficiale è fissato al 10 settembre 2026, con prima esposizione pubblica a IBC dall’11 settembre. Yamaha ha indicato l’arrivo presso i rivenditori tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Durante il briefing non è stato comunicato un prezzo ufficiale.
Yamaha ha riassunto il progetto con una frase piuttosto netta:
“Tutto quello che serve, niente di quello che non serve: mixing compatto senza compromessi.”
La prima parte possiamo già verificarla sulla carta; sui compromessi, come sempre quando si parla di console, sarà meglio aspettare di mettere le mani sui fader.
Musicoff ha seguito la presentazione della serie Yamaha DM5 in anteprima, attraverso un collegamento riservato alla stampa internazionale del 2 settembre 2026. Le immagini dell’articolo provengono dalla presentazione ufficiale Yamaha.










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