In un precedente approfondimento abbiamo parlato del Sennheiser XS Wireless 1, il sistema UHF entry level pensato per cantanti, presentatori e contesti in cui la priorità è togliere di mezzo il cavo senza dover frequentare un corso serale di radiofrequenza.
Oggi saliamo di un gradino nella stessa famiglia e guardiamo più da vicino il Sennheiser XSW 2-835, un radiomicrofono che resta accessibile, ma introduce alcune caratteristiche più serie per chi lavora in ambienti live meno prevedibili.
La differenza non è soltanto nel prezzo o nella sigla. Il passaggio da XS Wireless 1 a XS Wireless 2 riguarda soprattutto la gestione della ricezione, la costruzione del ricevitore, il controllo sulle frequenze e la possibilità di usare più sistemi contemporaneamente con maggiore tranquillità. In altre parole: meno “lo accendo e spero”, più “lo configuro e so cosa sto facendo”.
Cosa significa davvero XSW 2-835
Il nome, come spesso accade nel catalogo Sennheiser, dice già parecchio. XSW indica la famiglia XS Wireless, il numero 2 identifica, ovviamente, il livello superiore rispetto alla serie 1, mentre 835 rimanda alla capsula e835, una dinamica cardioide della serie evolution. Non è un dettaglio ornamentale: la capsula è una parte centrale del sistema, perché determina buona parte del comportamento del microfono sul palco, della risposta sulla voce e della gestione dei rientri dagli altri strumenti.
Nel set troviamo il ricevitore rack EM-XSW 2, il trasmettitore palmare SKM 835-XSW, la clip microfonica, il kit per montaggio a rack, l’alimentatore con adattatori e due batterie AA. È quindi un sistema completo, pensato per essere operativo senza dover acquistare subito accessori essenziali a parte.
La versione indicata nella pagina prodotto Sennheiser è la XSW 2-835-JB, che lavora nella banda 806,125–809,750 MHz; come sempre nel mondo wireless, però, la variante di frequenza va scelta in base al Paese, alla normativa locale e al contesto d’uso.
È un punto da non trattare come un dettaglio burocratico, perché le frequenze disponibili per i radiomicrofoni non sono uguali ovunque e possono essere soggette a restrizioni.
Il vero salto: ricezione True Diversity e antenne esterne
La caratteristica che più separa XSW 2 dal livello inferiore è il ricevitore True Diversity. In un sistema wireless, il segnale radio non arriva sempre in modo lineare e pulito: rimbalza su pareti, strutture metalliche, persone, americane, fondali, ledwall e su tutto ciò che un palco moderno riesce a mettere tra cantante e ricevitore. Il risultato può essere un calo di segnale, un’interferenza, un piccolo dropout.
Un ricevitore True Diversity utilizza due sezioni di ricezione e sceglie il segnale migliore, migliorando la stabilità in situazioni dove il campo radio non è perfetto. È un passo importante rispetto ai sistemi più semplici, soprattutto quando il microfono viene usato in movimento, in sale affollate, su palchi con strutture complesse o in installazioni dove il ricevitore non può stare sempre in posizione ideale.
Il ricevitore EM-XSW 2 è inoltre costruito con chassis metallico, mentre la serie XS Wireless 1 utilizza un housing in materiale plastico. Questo non significa che il modello inferiore sia inadatto all’uso live, ma che qui Sennheiser guarda con più decisione a un utilizzo ripetuto, itinerante e semi-professionale.
La capsula e835: voce, parlato e presenza sul palco
Il Sennheiser e835 è un microfono dinamico cardioide molto noto nel mondo live. La scelta di portarlo dentro un sistema wireless di questa fascia è sensata: non parliamo di una capsula anonima montata su un trasmettitore qualunque, ma di una soluzione già familiare a molti cantanti e fonici.
La direttività cardioide aiuta a privilegiare ciò che arriva frontalmente al microfono e a ridurre, entro i limiti del possibile, ciò che proviene dal retro e dai lati. Questo lo rende adatto alla voce solista, al parlato amplificato, alle presentazioni, agli eventi corporate, alle prove aperte, ai piccoli musical e alle situazioni in cui il microfono deve restare gestibile anche nelle mani di chi non ha una tecnica impeccabile.
Qui è importante non cadere nella solita mitologia da scheda prodotto: una capsula cardioide non elimina magicamente il feedback e non mette ordine in un palco gestito male. Aiuta però la reiezione dei suoni fuori asse, offre un comportamento prevedibile e permette al fonico di lavorare su una base più controllabile. Monitor troppo aperti, casse piazzate male e microfono impugnato come un cono gelato restano problemi veri, anche con un buon radiomicrofono.
La capsula e835 offre una base solida: voce presente, buona intelligibilità e comportamento affidabile nell’uso reale. È proprio questo il terreno in cui un sistema wireless viene giudicato davvero, più che nei grafici letti a tavolino.
Display LCD e controlli: semplice, ma non cieco
Uno dei limiti dei sistemi wireless troppo essenziali è che spesso funzionano bene finché tutto va bene. Quando però bisogna capire cosa stia succedendo, le informazioni disponibili sono poche. Il Sennheiser XSW 2-835 introduce un display LCD e più opzioni manuali, quindi lascia all’utente un margine di controllo maggiore.
La configurazione resta guidata: il sistema offre gestione automatica delle frequenze e sincronizzazione tra ricevitore e trasmettitore, ma consente anche interventi più puntuali. Secondo le specifiche della serie, XSW 2 permette regolazioni in step da 25 kHz e dispone di 8 banchi di frequenza, ciascuno con fino a 12 canali preimpostati. Il numero massimo dichiarato di canali compatibili resta però fino a 12: questo significa che non si devono confondere i banchi disponibili con il numero di sistemi utilizzabili contemporaneamente.
La sincronizzazione avviene tramite un canale remoto: l’utente imposta il ricevitore, preme il tasto di sync sul trasmettitore e il sistema stabilisce il collegamento. È un approccio corretto per questa fascia, perché non obbliga il cantante o il presentatore a ragionare in termini da coordinatore RF, ma offre al fonico abbastanza strumenti per non sentirsi completamente bendato.
Frequenze UHF: perché la banda giusta conta
Il Sennheiser XSW 2-835 lavora in UHF con modulazione wideband FM e una larghezza di banda di commutazione fino a 24 MHz. La famiglia XS Wireless prevede diverse varianti di frequenza, identificate da sigle diverse a seconda della banda operativa. Non è un dettaglio secondario: nel mondo dei radiomicrofoni, scegliere la banda corretta è parte integrante dell’acquisto.
Un radiomicrofono non è un pedale overdrive che si compra, si attacca e fine della discussione. Le frequenze radio sono uno spazio regolato, condiviso con altri servizi e soggetto a restrizioni locali. Prima dell’acquisto conviene quindi verificare la banda corretta per il proprio mercato e per il proprio utilizzo, soprattutto se il sistema deve essere usato in modo professionale, in tournée o in eventi con più apparati wireless.
Per un piccolo concerto o una presentazione aziendale può sembrare un dettaglio secondario. Poi arriva il giorno dell’evento, nella stessa sala ci sono Wi-Fi, in-ear monitor, altri microfoni, regie video, router, smartphone e magari un altro service nella sala accanto. A quel punto il dettaglio diventa improvvisamente molto meno trascurabile.
Fino a 12 canali compatibili: quando un microfono non basta più
Uno dei motivi per cui si passa da un sistema entry level a un modello come XSW 2-835 è la necessità di lavorare con più canali. Sennheiser dichiara fino a 12 canali compatibili, un numero che apre scenari più ampi rispetto al singolo radiomicrofono per voce solista.
Questo rende il sistema interessante per piccole compagnie teatrali, gruppi vocali, sale polivalenti, scuole di musica, chiese, eventi corporate, service locali e band che vogliono gestire più voci senza riempire il palco di cavi. Naturalmente “fino a” non significa “sempre e comunque”: il numero effettivamente utilizzabile dipende dalla banda scelta, dall’ambiente RF, dalla presenza di altri sistemi e dalla corretta configurazione delle frequenze.
Qui entra in gioco la differenza tra un utente occasionale e un fonico. Il primo vuole accendere il microfono e sentire la voce. Il secondo sa che, quando i canali aumentano, il wireless smette di essere un accessorio e diventa una parte del sistema audio da progettare. XSW 2 si colloca proprio in mezzo: abbastanza semplice da non spaventare chi arriva da un sistema base, abbastanza strutturato da non mettere subito in crisi chi deve gestire un setup più serio.
Uscite, livelli e integrazione nel mixer
Il ricevitore EM-XSW 2 offre le connessioni più utili per l’uso live: uscita XLR bilanciata e uscita jack da 6,3 mm sbilanciata. Il livello massimo dichiarato è +12 dBu sull’uscita XLR e +6 dBu sul jack, con selezione Line/Mic da 20 dB. La risposta audio del ricevitore è indicata tra 50 Hz e 16 kHz, mentre il trasmettitore palmare SKM 835-XSW lavora tra 80 Hz e 16 kHz. Il rapporto segnale/rumore dichiarato è ≥ 103 dBA, con distorsione armonica totale ≤ 0,9%.
Sono numeri coerenti con un radiomicrofono analogico UHF di questa categoria. La cosa importante, però, è come questi dati si traducono nel lavoro quotidiano: il sistema può essere collegato a un mixer analogico, a un mixer digitale, a un impianto PA compatto o a una regia audio installata, mantenendo una gestione del livello abbastanza flessibile.
Il selettore Line/Mic è particolarmente utile perché evita di mandare al mixer un segnale fuori scala o troppo debole, due problemi molto più comuni di quanto si dica. Anche il gain staging resta fondamentale. Un buon wireless non salva un ingresso preamplificato male, un compressore impostato a caso o un cantante che urla nel microfono durante il soundcheck e poi canta a metà volume nel live. Però fornisce un segnale stabile e regolabile, cioè il punto di partenza corretto.
Autonomia e vita reale: due batterie AA, circa dieci ore
Il trasmettitore palmare utilizza due batterie AA da 1,5 V e dichiara circa 10 ore di autonomia. È una scelta molto pratica: niente batterie proprietarie da inseguire, niente dock di ricarica obbligatorio, niente ansia da cavo USB lasciato in studio. Prima del concerto si inseriscono due pile nuove, si controlla lo stato batteria e si lavora.
Per chi fa eventi, questa soluzione ha ancora un suo perché. Le batterie AA si trovano ovunque, si sostituiscono in pochi secondi e permettono una gestione prevedibile. Certo, in un mondo perfetto tutti avremmo sistemi ricaricabili, rack ordinatissimi e un tecnico dedicato solo alle batterie. Nella realtà, spesso, il cambio pile avviene mentre qualcuno chiede “quanto manca all’inizio?” con l’espressione di chi sa già la risposta.
A chi è rivolto davvero
Il Sennheiser XSW 2-835 è pensato per chi ha superato la fase del wireless usato una volta ogni tanto, ma non ha necessariamente bisogno di un sistema da grande tour. È adatto a cantanti, presentatori, speaker, piccoli service, band, scuole di musica, sale eventi, luoghi di culto, compagnie teatrali e contesti corporate dove serve un radiomicrofono affidabile, facile da usare e più controllabile di un sistema base.
Per un cantante solista può essere un buon passo avanti rispetto a un wireless essenziale, soprattutto se il palco è medio-piccolo ma il movimento è importante. Per un presentatore o un moderatore, offre una voce stabile e una gestione più ordinata del segnale. Per un piccolo service, ha senso perché il ricevitore rack, le antenne esterne e la possibilità di lavorare con più canali lo rendono più adatto a un parco microfoni modulare.
Non è invece il sistema da scegliere se si lavora stabilmente in contesti broadcast, festival con decine di canali RF, grandi produzioni teatrali o tournée complesse. In quei casi si sale verso famiglie più evolute, con strumenti di coordinamento, controllo remoto e gestione professionale dello spettro più avanzati. Ma pretendere questo da XSW 2 sarebbe ingiusto: il suo mestiere è un altro, e lo fa in una zona del mercato molto concreta.
Per professionisti e non professionisti: dove sta il confine
Il confine non è “professionista sì, professionista no”. È più utile chiedersi: quanto è complesso il contesto in cui deve lavorare il sistema?
Un non professionista evoluto può apprezzare XSW 2 perché non richiede conoscenze tecniche profonde, ma offre più sicurezza rispetto a un modello base. Un professionista può usarlo in situazioni snelle, installazioni, piccoli eventi, conferenze, live club, backline vocali o setup dove non servono le funzioni di fascia alta. Il punto è non confondere la semplicità con la banalità: un radiomicrofono semplice può essere uno strumento professionale se usato nel contesto giusto.
La serie XSW 2 ha esattamente questo ruolo: portare alcune logiche da sistema più serio – True Diversity, antenne esterne, chassis metallico, display, canali compatibili, tuning più flessibile – in una fascia ancora gestibile (street price 369 euro) anche da chi non vive quotidianamente tra scanner RF e piani frequenza.
Differenze rispetto a XS Wireless 1
Rispetto a XS Wireless 1, il modello XSW 2-835 è meno “pronto e basta” e più orientato a un utilizzo strutturato. Il modello entry level punta sulla rapidità: lo accendi, sincronizzi, lavori. XSW 2 conserva questa immediatezza, ma aggiunge elementi che diventano importanti quando il contesto cresce.
La ricezione passa a True Diversity, le antenne diventano esterne, il ricevitore ha chassis metallico, il kit rack è incluso, i canali compatibili arrivano fino a 12 e il display permette una lettura più chiara delle impostazioni. Anche la presenza della capsula e835 colloca il prodotto in una posizione più adatta a voce live e parlato di livello superiore rispetto alla versione con e825 affrontata nel primo articolo.
La domanda, quindi, non è solo “quale costa meno?”, ma “quanto margine mi serve?”. Se l’uso è sporadico, con un solo microfono e in ambienti semplici, XS Wireless 1 resta una soluzione sensata. Se invece ci si muove tra live più frequenti, più canali, rack, service, sale eventi o situazioni dove la stabilità RF pesa davvero, XSW 2-835 è il passaggio naturale.
Il punto: semplicità con più controllo
Il valore del Sennheiser XSW 2-835 sta nel suo equilibrio. Non cerca di sostituire i sistemi wireless professionali di fascia alta, ma nemmeno resta confinato al ruolo di microfono “senza fili” per uso occasionale. È un sistema pensato per chi vuole restare nella parte accessibile del catalogo, ma con caratteristiche che parlano già a chi lavora sul serio.
La qualità della capsula, la ricezione True Diversity, le antenne esterne, il ricevitore in metallo, la gestione delle frequenze e la possibilità di usare più canali compatibili ne fanno un prodotto adatto a molti scenari reali: dal palco del club alla sala conferenze, dalla scuola di musica alla compagnia teatrale, dal service locale al cantante che vuole un wireless più credibile.
In fondo, un buon radiomicrofono dovrebbe fare proprio questo: sparire dalla lista dei problemi. Non deve diventare il protagonista della serata, non deve costringere il fonico a gesti scaramantici davanti al rack, non deve far rimpiangere il cavo nel momento sbagliato. XSW 2-835 nasce per dare più controllo senza trasformare il wireless in un rompicapo, e in questa fascia è esattamente il tipo di promessa che conta.
I prodotti Sennheiser sono distribuiti in Italia da Exhibo.















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