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Lodato EightieStrat: gli anni ’80 come ci piacciono

La Lodato EightieStrat reinterpreta la superstrat anni ’80 con costruzione artigianale, carattere moderno e finitura ispirata a Serpeverde.

In breve: La Lodato EightieStrat di Pasquale Lodato reinterpreta la superstrat anni ’80: body in mogano, top in acero marezzato, manico bolt-on, pickup attivi EMG SLVX (signature Steve Lukather), tremolo Gotoh. Suono rock moderno, plexi oriented, dinamicamente gestibile. Prezzo dello strumento in prova circa 2.185 euro, con la possibilità di personalizzazione tailor made.

Reinterpretare le superstrat è molto difficile, oggi mettiamo sul banco di prova la Lodato EightieStrat, un’interpretazione di Pasquale Lodato di un classico degli anni ’80 (un terreno già esplorato su Musicoff, dal suono della superstrat Charvel alla superstrat headless di ArtLab Guitars). Scelta estetica con una goccia di personalità

La chitarra si presenta in una finitura particolarmente eccentrica, con questo verde palesemente ispirato (e poi confermato dallo stesso costruttore) alla casa dei Serpeverde della nota saga di libri di Harry Potter.
Paletta e body sono abbinati, sia nel legno (acero fiammato) che nel colore. Il top è poggiato su un body in mogano, a cui è incollato un manico in acero fiammato con tastiera in palissandro e dot in abalone.

Lodato EightieStrat, vista frontale della superstrat in finitura verde ispirata a Serpeverde

Conclude il tutto la finitura a olio, che rende lo strumento “opaco”. Qui si tratta di una scelta di gusto anche personale: ammetto che ho una preferenza estetica per il lucido, ma la sensazione a livello tattile è molto migliore con una vernice di questo tipo, perché si avverte meno “frizione” della mano sul manico.

Costruzione e scheda tecnica

Analizziamo quindi la scheda tecnica dello strumento:

  • Corpo: Mogano
  • Top: Acero Marezzato
  • Truss Rod: doppia azione + barre di rinforzo in fibra di carbonio
  • Manico: bolt on Acero taglio di quarto Marezzato
  • Tastiera: Palissandro
  • Ponte: Gotoh Tremolo
  • Tasti: Sintom Jumbo Extra Hard
  • Corde: D’Addario XS 10-46
  • Meccaniche: Gotoh Autobloccanti
  • Pickup: attivi EMG SLVX (Steve Lukather Signature Model)
  • Nut: 43 mm TusqXL
  • Scala: 25,5″
  • Radius: 12″
  • Controlli: Switch 5 posizioni, Volume + Tono
  • Uscita: Jack 1/4″

Parliamo di una chitarra dallo stampo moderno, come appunto la maggior parte delle chitarre che si affacciavano alle richieste di nuovi musicisti, ovvero tastiere più piatte e tasti in acciaio (in alcuni casi), shape leggermente più avvolgenti e accessi facilitati al manico.

Lodato EightieStrat, dettaglio del manico in acero fiammato e tastiera in palissandro

Parliamo del suono

Parliamo di uno strumento che, dal punto di vista costruttivo, segue i dettami della superstrat: giunzione corpo-manico bolt on con svasature e tummy cut tipici di quegli anni, per permettere allo strumento di essere ergonomico.
Nonostante il mogano, lo strumento risulta abbastanza gestibile come peso (siamo poco lontani dalla mia Schecter Sunset Custom), e il manico è accessibile e decisamente comodo anche in zone oltre il quindicesimo tasto, che, unito ai tasti in acciaio non troppo spessi, permette bending e vibrati abbastanza agevoli, nonostante la scala Fender.

La prima considerazione è ovvia: parliamo di una chitarra con un volume molto alto, per la naturale struttura elettronica dei pickup (vale la pena ricordare come funziona un pickup humbucker per capire la differenza con un single coil attivo).
A differenza di un set di EMG classico (essendo questi il set signature di Steve Lukather), risulta meno in avanti sulle medio-alte (non di tantissimo), e si avverte anche una dose, seppur lievemente inferiore, di compressione, il che permette, nonostante il volume, di avere una chitarra dinamicamente più gestibile e con suoni meno plasticosi (al manico, per esempio).

Lodato EightieStrat, dettaglio dei pickup attivi EMG SLVX Steve Lukather Signature

Il pickup al ponte, menzione d’onore, ha un buon grit che non fa rimpiangere un pickup a due bobine: riesce ad avere la giusta cattiveria (rimanendo ovviamente nel contesto dei suoni del rock, oltre sarebbe folle), tenendosi su suoni plexi oriented.

Come ben sanno gli appassionati di liuteria, sono molti i fattori costruttivi che influenzano il suono di una elettrica. Il corpo, il manico e il top aggiungono un po’ di frequenze nella zona delle medio-basse e compensano una parte delle medio-alte in meno dei magneti. Un dosaggio non trascendentale, ma percepibile, che rende la chitarra nel complesso abbastanza “ariosa” su tutte le posizioni.

La catena di registrazione è la seguente: Chitarra Lodato -> Cavo Rigotti -> Motu Ultralite MK5 -> Tonex (Software) con profilo di Bogner Ecstasy e IR Bogner 4×12 V30 di Boutique Tones

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È quasi un’ovvietà dirlo, ma è uno strumento che nasce per il rock “moderno” (moderno per quel contesto, ovviamente), e quindi difficilmente può trovare spazio dignitoso in un contesto bluesy o jazz oriented (difficile ottenere suoni morbidi come quelli del jazz mainstream). Potrebbe invece adattarsi a un contesto fusion, anche se andrebbe verificato.

Meglio se tailor made

Il mondo delle superstrat non è saturo, ma molto peggio: possiamo trovare Schecter, Tom Anderson, Fender, Charvel, e potremmo continuare per qualche ora. Il prezzo attualmente è di circa 2.185 euro (prezzo di questo strumento preso in esame), che comunque non è basso, ma nemmeno fuori scala se consideriamo le ultime uscite dei brand oltreoceano.

Lodato EightieStrat, vista del body in mogano con top in acero marezzato

Lo strumento nasce per il musicista con un’esigenza ulteriore, ovvero partire da una base già nota ma avere un’opzione “tailor made” per rendere lo strumento su misura per i propri scopi, più che in senso sonoro dal punto di vista funzionale, per avere uno strumento più comodo, più accessibile, più “proprio”.

Maggiori informazioni sul sito di Lodato Guitars.

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulla Lodato EightieStrat

Cos’è la Lodato EightieStrat? Una superstrat artigianale del liutaio Pasquale Lodato che reinterpreta il classico anni ’80, con finitura verde opaca ispirata a Serpeverde.

Com’è costruita? Body in mogano, top in acero marezzato, manico bolt-on in acero taglio di quarto con tastiera in palissandro, tremolo Gotoh, scala 25,5″ e radius 12″.

Che pickup monta? Attivi EMG SLVX, il set signature di Steve Lukather: meno spinti sulle medio-alte e leggermente meno compressi di un set EMG classico.

Come suona? Volume alto, carattere rock moderno e plexi oriented, dinamicamente gestibile. Poco adatta a contesti jazz o blues, possibile in fusion.

Quanto costa? Lo strumento in prova ha un prezzo di circa 2.185 euro, con possibilità di personalizzazione tailor made.

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