Gibson e Baggs hanno presentato HiFi DNA, un nuovo sistema di amplificazione per chitarra acustica sviluppato con l’obiettivo di conservare sul palco una parte maggiore del comportamento dinamico e timbrico dello strumento. Al di là delle inevitabili dichiarazioni da lancio, la soluzione introduce alcune scelte tecniche interessanti, a partire dall’utilizzo di due sensori indipendenti montati sulla piastra interna del ponte, ciascuno abbinato al proprio stadio di preamplificazione.
Il sistema debutta su una selezione piuttosto ampia di acustiche Gibson delle collezioni Original e Modern, comprese famiglie storiche come J-45, Hummingbird, SJ-200 e L-00. HiFi DNA è inoltre disponibile come sistema standalone, destinato quindi anche all’installazione su strumenti già esistenti.
Due sensori, due preamplificatori
La parte più particolare di HiFi DNA riguarda il percorso del segnale. Il sistema utilizza due sensori applicati internamente alla piastra del ponte; anziché sommarne immediatamente il segnale, ciascun sensore lavora con un proprio preamplificatore Class A dedicato e ottimizzato separatamente, prima che i due contributi vengano combinati in uscita.
Secondo le specifiche Baggs, il sistema utilizza stadi di preamplificazione completamente discreti in Classe A con ingresso FET. La gestione separata dei due segnali prima della loro somma è pensata per ridurre le interazioni tra i trasduttori e consentire un’elaborazione più precisa delle rispettive componenti in frequenza.
I nuovi trasduttori vengono descritti da Gibson e Baggs come leggeri, di dimensioni maggiori, flessibili e omnidirezionali. La loro collocazione sulla piastra del ponte consente di rilevare non soltanto il dettaglio delle corde, ma anche una parte delle vibrazioni trasmesse alla tavola armonica e al corpo dello strumento.
“Meno massa e meno rigidità significano più vita, più respiro, più verità dalla chitarra.” (Lloyd R. Baggs)
Il confronto con i pickup sottosella
Uno dei problemi storici dell’amplificazione acustica dal vivo è trovare un compromesso tra naturalezza timbrica, volume disponibile e resistenza al feedback. Un sistema molto sensibile alle vibrazioni del corpo può restituire maggiori informazioni sul comportamento dello strumento, ma può diventare più difficile da gestire quando sul palco entrano in gioco monitor, batteria e livelli sonori elevati.
Su questo punto Gibson e Baggs dichiarano per HiFi DNA un gain before feedback paragonabile a quello di un pickup sottosella. Non viene quindi promessa una maggiore immunità al feedback, ma la possibilità di ottenere una maggiore sensibilità al movimento della tavola mantenendo, secondo il costruttore, margini operativi simili a quelli dei sistemi under-saddle.
Il sistema prevede inoltre controlli di volume e tono collocati all’interno della buca, quindi accessibili al musicista senza aggiungere una vistosa sezione elettronica sulla fascia della chitarra.

Dalla J-45 alla Hummingbird
HiFi DNA arriva su numerosi modelli Gibson. Il catalogo comprende, tra gli altri, J-45, Hummingbird, SJ-200, L-00 e Dove, oltre ad altre acustiche delle collezioni del marchio. Non si tratta quindi di un’elettronica riservata a un singolo nuovo modello, ma di un aggiornamento destinato a coinvolgere una parte consistente della produzione acustica Gibson.
La scelta è interessante anche perché strumenti con architetture molto differenti – dalla piccola L-00 alla ben più imponente SJ-200 – metteranno alla prova la capacità del sistema di conservare effettivamente le differenze timbriche tra una chitarra e l’altra, uno degli aspetti sui quali Gibson e Baggs insistono maggiormente nella presentazione.
Naturalmente, quanto HiFi DNA riesca davvero ad avvicinare il suono amplificato a quello percepito acusticamente dovrà essere verificato all’ascolto. L’architettura, però, è meno banale del consueto cambio di elettronica: mantenere separati i segnali dei due sensori fino ai rispettivi stadi di preamplificazione permette di intervenire individualmente sulle due componenti prima di combinarle nell’uscita finale.

Disponibile anche come sistema standalone
HiFi DNA è disponibile anche separatamente dalle chitarre Gibson. Baggs propone infatti il sistema standalone per l’installazione su strumenti già esistenti: i due sensori vengono fissati alla piastra del ponte mediante adesivo e il kit comprende una dima per facilitarne il corretto posizionamento, oltre agli adesivi e alle clip necessarie per il cablaggio.
Nonostante il sistema di fissaggio semplificato, Baggs indica espressamente che HiFi DNA richiede un’installazione professionale. Il pickup è attivo, utilizza una batteria da 9 V e il costruttore dichiara un’autonomia superiore alle 260 ore. La compatibilità indicata comprende chitarre steel-string a sei e dodici corde, mentre il sistema non è consigliato per strumenti con corde in nylon.
Ed è probabilmente proprio la versione standalone a rendere il progetto particolarmente interessante da valutare. Sulle Gibson equipaggiate in fabbrica elettronica e strumento arrivano come sistema già integrato; installando invece HiFi DNA su chitarre differenti sarà più semplice capire quanto la particolare architettura riesca a conservare l’identità sonora di strumenti con costruzioni, dimensioni e materiali diversi.
Gibson e Baggs affrontano così un problema vecchio quasi quanto la chitarra acustica amplificata: farla sentire forte senza farle smettere di sembrare una chitarra acustica. L’architettura di HiFi DNA è interessante sulla carta; quanto riesca davvero a ridurre quel compromesso sarà, inevitabilmente, una questione da verificare sul campo.










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