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Helix Stadium XL Floor: tutto quello che devi sapere nel video test con Simone Gianlorenzi

C’è un momento preciso in cui ci si accorge che qualcosa è cambiato davvero. Per Simone Gianlorenzi è stata la prima accensione, a dicembre scorso: “Sento questa corposità, questa media musicale, questa sensazione di botta dell’ampli.” Per chi mastica pedaliere multieffetto da un po’, questa frase vale più di qualsiasi scheda tecnica.

Lo abbiamo ospitato nei nostri studi per una videorecensione a tutto campo della nuova Line 6 Helix Stadium XL Floor – l’ammiraglia delle pedaliere Line 6 – e il risultato è stata una chiacchierata di quelle che entrano nel merito, non un semplice tour delle funzioni.

Simone Gianlorenzi protagonista del test

Simone Gianlorenzi è un chitarrista professionista di lungo corso, attivo sia nel circuito live che in quello didattico. Tra le sue tante attività è anche endorser ufficiale di Yamaha Guitars e Line 6, per cui svolge attività di dimostratore nelle fiere di settore, nelle scuole di musica e nei negozi specializzati. In ambito live ha calcato i palchi di produzioni importanti – tra cui i grandi spettacoli teatrali We Will Rock You Jesus Christ Superstar – e ha all’attivo brani propri distribuiti a livello internazionale. Insomma, uno che conosce il suono dal vivo, in sala prove e in tour, non solo dal punto di ascolto critico.

Simone è inoltre “il primo ad aver acceso una Helix Floor in Italia, nel 2016“. Quella prospettiva temporale, da pioniere a recensore della nuova macchina, rende la sua valutazione particolarmente significativa.

Simone Gianlorenzi

Helix Stadium XL Floor: cos’è cambiato rispetto a Helix Floor

La Helix Stadium XL Floor è la nuova pedaliera multi-effetto di Line 6, presentata nel 2025 e distribuita in autunno dello stesso anno. Rispetto alla precedente Helix Floor introduce novità sostanziali su più livelli.

Il motore di modellazione si chiama Agoura – al posto del precedente HX – e porta con sé modelli di amplificatori rinnovati in termini di risposta dinamica, corposità e naturalezza del suono. La tecnologia dei cabinet interni è stata completamente rivista: la gestione del microfono virtuale davanti al cono è ora visuale, intuitiva e accessibile da un touchscreen a colori che costituisce l’elemento più immediato di discontinuità con il passato.

L’interfaccia consente di disegnare col dito il percorso del segnale, aggiungere path parallele, rinominare blocchi con colori personalizzati, tutto in tempo reale.
La connettività è wireless: la pedaliera si collega via Wi-Fi o Bluetooth all’editor software, senza cavo USB. Il firmware 1.3, rilasciato a marzo 2026, ha introdotto il motore Proxy, la funzione di cloning basata su cloud.

Helix Stadium XL Floor

Proxy: clonare l’ampli (o il pedale) è più semplice di quanto sembri

La novità che ha catturato l’attenzione di Gianlorenzi – e di chiunque usi questa pedaliera – è proprio Proxy: il sistema di cloning che permette di replicare il comportamento di un amplificatore reale o di un pedale effetti direttamente all’interno della Stadium.

La procedura è guidata passo passo dalla macchina stessa, che attraverso il touchscreen spiega come collegare il pedale (o la testata, tramite load box) al send/return della Helix, acquisisce il segnale via Wi-Fi e lo invia a un cloud che elabora il “DNA” del suono e restituisce il clone scaricabile.

Nel video abbiamo visto in diretta la clonazione di un King of Tone Analog Man: il risultato, confrontato A/B col pedale fisico, è risultato impressionante per fedeltà dinamica e timbrica, con qualche microscopica differenza sui bassi, facilmente correggibile con un tweak manuale di pochi minuti (anzi, secondi).

Gianlorenzi ha anche replicato i due pedali del setup di John Mayer – un Clone Centaur e un TS-10 – confermando che la possibilità di andare in giro con una pedaliera compatta senza portarsi dietro l’intera raccolta di stompbox apre scenari pratici del tutto nuovi per il chitarrista live.

Helix Stadium XL Floor

Modelli Agoura vs. cloni Proxy: una questione di approccio

Nel video si è dedicato spazio anche al confronto tra i modelli interni Agoura e i cloni ottenuti via Proxy, con risultati che restituiscono una visione equilibrata. Entrambe le tecnologie funzionano bene: i modelli Agoura garantiscono solidità e coerenza con suoni ottimizzati by Line 6, i cloni offrono l’identità specifica dell’ampli o del pedale originale.

La cosa più interessante è che le due tecnologie possono essere usate in parallelo nello stesso preset: testata clonata su una path, modello Agoura sull’altra, con IR di propria scelta o cabinet interni a completare la catena.

Una caratteristica spesso sottovalutata e invece molto utile – mostrata bene nel video – è il posizionamento virtuale del microfono sul cabinet: spostare un SM57 dal centro al bordo del cono, o angolarlo di 45 gradi, ha lo stesso effetto sull’equalizzazione del suono che avrebbe con strumenti reali. Per chi viene dall’analogico è un elemento familiare; per chi inizia, è una lezione di registrazione integrata nella pedaliera.

Helix Stadium XL Floor

La funzione Showcase: il brano che si gestisce da solo

Tra le funzioni più spettacolari della Stadium XL c’è la Showcase: la pedaliera può caricare basi audio su microSD (fino a 8 tracce separate con mixer dedicato) e associare ai marker del brano i cambi di snapshot. Il risultato è che, durante l’esecuzione, i cambi di suono avvengono automaticamente e sincronizzati con la musica, senza che il chitarrista debba toccare nulla.

Nel video Gianlorenzi ha eseguito un suo brano originale – con sei snapshot molto diversi tra loro, da sonorità Radiohead a Gilmour fino a texture distorte alla Nine Inch Nails – e la pedaliera ha gestito tutti i passaggi in autonomia, a tempo con la base. Per chi lavora con basi pre-registrate o in spettacoli teatrali, questa funzione vale da sola il prezzo del biglietto.

Il giveaway di Boutique Tones: le IR del video gratis per voi!

Durante la videorecensione Simone Gianlorenzi ha utilizzato anche alcuni cloni e patch forniti da Boutique Tones, azienda italiana specializzata in Impulse Response e tone pack per le principali piattaforme digitali – Helix inclusa.
Nello specifico, ha usato un clone del Bogner Shiva, con relativo pacchetto di IR che replica il cabinet originale dell’amplificatore: un suono credibilissimo, soprattutto nelle zone di break-up tra pulito e saturo.

Boutique Tones

La buona notizia è che Boutique Tones mette a disposizione gratuitamente il pacchetto BT Shiver usato nel video, in esclusiva per i lettori e gli spettatori di Musicoff.
Per ottenerlo è sufficiente cliccare su questo link: https://boutiquetones.com/products/bt-shiver-musicoff-giveaway e seguire la normale procedura di checkout a costo zero. Dopo la registrazione arriverà una email con tutte le istruzioni per il download del pack. Gli IR sono compatibili con Helix, Quad Cortex, Kemper e Fractal.

Simone Gianlorenzi suona negli studi di Musicoff

La retrocompatibilità: il giorno zero non esiste

Un elemento tranquillizzante per chi arriva da Helix Floor è la compatibilità con i preset esistenti: si possono importare e, secondo Gianlorenzi, suonano addirittura meglio grazie ai processori e ai convertitori aggiornati della nuova macchina.
Non si riparte da zero: l’eredità sonora è salva e già migliorata, con tutto il mondo Proxy e Agoura ad aspettarci dall’altra parte.

Buona visione!



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