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La Godin di Steve Stevens festeggia 25 anni con una nylon da palco

Una nylon amplificata in tiratura di cento esemplari celebra venticinque anni di sodalizio tra Godin e il chitarrista di Billy Idol.

Una chitarra a corde in nylon nelle mani del chitarrista di Billy Idol non è un controsenso, ma un caso di studio su come uno strumento di confine possa diventare firma.

Nel mondo della chitarra esiste una zona di mezzo poco frequentata, abitata da strumenti che le corde in nylon le montano davvero, ma che nascono per stare su un palco amplificato e non in una sala da concerto silenziosa. È un territorio che la classica accademica guarda con sospetto e che il rock tende a ignorare, eppure proprio lì si è formata una piccola tradizione di strumenti pensati per suonare flamenco, fusion e colonne sonore con la potenza e la gestione del feedback di una elettrica.
La categoria si chiama, con un termine che ha messo radici anche tra gli italiani, crossover o electro-classical.

In questo angolo del mercato Godin, marchio canadese nato dal lavoro di Robert Godin, occupa una posizione di rilievo da decenni con la linea Multiac. Non è l’unica azienda a presidiare questo territorio: Yamaha lavora da anni sulla NX Series, articolata nelle famiglie NTX e NCX; Cordoba ha costruito una proposta molto riconoscibile con i modelli Stage; Takamine ha in catalogo nylon elettrificate pensate per musicisti da palco e studio. La differenza della Multiac sta però in una filosofia costruttiva precisa: camere acustiche, risposta controllata, corpo compatto ed elettronica pensata per l’amplificazione, più vicina a una elettrica con corde in nylon che a una classica tradizionale microfonata.

Su questo terreno arriva la Godin ACS Nylon Steve Stevens Signature 25th Anniversary LTD, edizione limitata pensata per celebrare oltre venticinque anni di collaborazione tra Godin e Steve Stevens. Il nome dietro lo strumento conta, perché non è quello di un interprete accademico della chitarra classica, ma di un musicista cresciuto tra hard rock, new wave, colonne sonore, flamenco filtrato dall’immaginario elettrico e palchi decisamente poco silenziosi.

Stevens è il chitarrista storico di Billy Idol, ha vinto un Grammy per il lavoro su Top Gun Anthem insieme ad Harold Faltermeyer ed è stato annunciato tra gli inductees 2026 della Rock and Roll Hall of Fame insieme a Idol.

Un sodalizio lungo un quarto di secolo

La Multiac ACS non è un modello nato ieri. La piattaforma Multiac appartiene alla storia recente di Godin e ha rappresentato per molti chitarristi il modo più pratico per portare il timbro del nylon in ambienti dove una classica pura sarebbe stata fragile, ingestibile o semplicemente fuori posto. Nel caso di Stevens, il rapporto con Godin si intreccia con una fase precisa del suo linguaggio: quella in cui il chitarrista ha cercato di fondere flamenco, rock, musica elettronica e atmosfere cinematografiche senza trasformare tutto in un esercizio di stile.

Stevens ha raccontato più volte quanto l’incontro con la Multiac abbia inciso sulla sua idea di chitarra. Nella comunicazione diffusa per il lancio del modello anniversario, il senso è riassunto in una frase: “Godin è stata la prima azienda a capire davvero quella visione” (Steve Stevens). Una dichiarazione breve, ma utile per non equivocare la natura dello strumento.

La ACS non nasce per imitare fedelmente una chitarra classica da camera. Il suo obiettivo è un altro: dare a un chitarrista abituato al palco uno strumento in grado di usare il timbro delle corde in nylon dentro un linguaggio ibrido, amplificato, spesso pieno di dinamiche elettriche. Dal lato dell’azienda, Mario Biferali, Vice President of Sales di Godin, ha sintetizzato il rapporto con una frase altrettanto chiara: “Steve fa parte della famiglia Godin da oltre venticinque anni” (Mario Biferali). Simon Godin ha invece sottolineato il valore di una relazione artistica basata su durata, creatività e fiducia reciproca.

La nylon amplificata non imita la classica da camera: le offre un passaporto per entrare su un palco rock senza perdere identità.

Cosa monta l’edizione anniversario

Le specifiche raccontano una chitarra costruita in Canada, con una forte impronta visiva e alcune scelte tecniche molto coerenti con la famiglia ACS. Il corpo è in Silver Leaf Maple con ali in Canadian Laurentian Basswood, mentre il top è indicato nella scheda ufficiale come Flame Maple, quindi acero fiammato, con finitura High Gloss Purple. Una scelta estetica piuttosto evidente, ma anche funzionale al carattere da palco dello strumento. Qui il viola non entra in punta di piedi: su una signature di Steve Stevens sarebbe stato quasi sospetto il contrario.

Il manico è in mogano con costruzione bolt-on, la tastiera e il ponte sono in Richlite, materiale composito usato da tempo in liuteria come alternativa stabile ai legni tradizionali. Il raggio della tastiera è di 16 pollici, la scala è di 25,5 pollici e il capotasto Graphtech misura 1,9 pollici, pari a 48,26 mm. Sono numeri che avvicinano lo strumento al mondo elettrico più di quanto farebbe una classica tradizionale, soprattutto per chi arriva da solid body o acustiche steel-string.

La dotazione comprende 22 tasti medium, meccaniche Godin con rapporto 14:1 e bottoni viola in tinta con l’estetica dello strumento. Sul fronte elettrico, la parte più interessante è l’elettronica: la ACS Steve Stevens monta un sistema Custom LR Baggs con preamplificatore a bordo e uscita 13-pin, compatibile con Roland GR Synth e altri dispositivi a 13-pin. Non è quindi solo una nylon amplificata, ma uno strumento pensato anche per gestire segnali separati, processori e ambienti sonori più estesi.

La tiratura è limitata a 100 esemplari, ciascuno firmato e numerato. La dotazione di corredo include custodia rigida custom con interno in peluche viola, plettro Steve Stevens e certificato di autenticità. Per quanto riguarda il prezzo, sul mercato europeo i rivenditori la collocano intorno ai 3.490 euro.

Perché uno strumento di confine trova il suo pubblico

Il dato interessante non è soltanto la tiratura limitata, destinata per definizione a una platea ristretta di collezionisti, fan di Stevens e chitarristi incuriositi dal territorio nylon-elettrico. Il punto più ampio è che la chitarra a corde in nylon amplificata ha ormai una sua identità commerciale e sonora. Non è più una stranezza da catalogo, né una soluzione di emergenza per chi vuole suonare una classica davanti a un impianto.

Per il musicista italiano che si avvicina a questo mondo, la distinzione utile è tra due esigenze diverse. Chi cerca una classica da studio o da concerto guarda altrove, verso la liuteria tradizionale, il volume acustico naturale, la risposta della tavola armonica e il rapporto diretto tra mani e strumento. Chi invece deve portare il nylon in una band, in un set amplificato, in un contesto dove servono controllo del feedback, equalizzazione, uscita stabile e possibilità di lavorare con synth o processori, trova nella famiglia Multiac una risposta pensata apposta.

La ACS, in questo senso, è meno una chitarra classica e più una elettrica che usa le corde in nylon come materia timbrica. La differenza non è accademica: cambia il modo di impostare la mano destra, la percezione del sustain, la relazione con l’amplificatore, perfino il modo in cui si costruisce una parte dentro un arrangiamento. Uno strumento del genere chiede di essere trattato per quello che è, non per quello che la sua silhouette suggerirebbe a prima vista.

L’edizione anniversario, con il suo top viola e la tiratura da cento pezzi, resta un oggetto da appassionati. Ma il modello che celebra, e la storia di oltre venticinque anni che porta con sé, raccontano qualcosa di più ampio: certe categorie di nicchia, quando trovano l’interprete e il costruttore giusti, smettono di essere curiosità e diventano un linguaggio a sé.

Per chi ha fretta: 5 risposte su Godin Steve Stevens ACS

1. Che cos’è la Godin ACS Nylon Steve Stevens Signature 25th Anniversary LTD?
È una chitarra a corde in nylon amplificata in edizione limitata, costruita in Canada per celebrare oltre venticinque anni di collaborazione tra Godin e Steve Stevens, chitarrista storico di Billy Idol. Appartiene alla famiglia Multiac ACS.

2. Quanti esemplari sono previsti?
La tiratura è limitata a 100 esemplari, ciascuno firmato e numerato, con custodia rigida dedicata, plettro Steve Stevens e certificato di autenticità.

3. Quanto costa?
La comunicazione internazionale indica uno street price di 2.999 dollari. La pagina canadese Godin riporta 3.699 dollari canadesi, prezzo scontato rispetto a 5.000 dollari canadesi. In Europa i primi rivenditori la collocano intorno ai 3.490 euro.

4. In che cosa si distingue da una chitarra classica tradizionale?
Nasce per il palco amplificato, non per la sala da concerto. Ha un corpo con camere acustiche, elettronica Custom LR Baggs, preamplificatore a bordo, uscita 13-pin e una scala da 25,5 pollici, più familiare a molti chitarristi elettrici.

5. Quali sono le specifiche principali dell’edizione anniversario?
Corpo in Silver Leaf Maple con ali in Canadian Laurentian Basswood, top in acero fiammato con finitura viola lucida, manico in mogano bolt-on, tastiera e ponte in Richlite, raggio da 16 pollici, capotasto Graphtech da 1,9 pollici, 22 tasti medium, elettronica Custom LR Baggs e bottoni delle meccaniche viola.



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