Paul Reed Smith costruisce chitarre con la reputazione di chi non lascia nulla al caso: top in acero figurato, bird inlays, elettronica versatile pensata per coprire più generi possibili con un solo strumento. È una filosofia che ha reso il marchio del Maryland un punto di riferimento per chi cerca completezza, e che lo colloca da decenni nella fascia alta accanto a Gibson e Fender, con un’identità visiva immediatamente riconoscibile.
Proprio per questo la nuova signature dedicata a Jon Jourdan suona quasi come una dichiarazione di intenti rovesciata. Jourdan è il chitarrista in tour con i Mammoth, la band guidata da Wolfgang Van Halen, e per la sua chitarra ha chiesto a PRS di fare l’esatto contrario di quello che il marchio fa di solito: togliere, non aggiungere. Niente pickup al manico, niente controllo di tono, nessun fronzolo. Un solo humbucker, un solo volume.
La logica non è estetica, è funzionale. Le chitarre signature nascono spesso da un compromesso tra il gusto del musicista e quello che il reparto marketing pensa venda. Qui sembra essere accaduto il contrario: lo strumento è modellato su come Jourdan suona davvero quando è sul palco, dove una posizione che non usa mai e una manopola che non tocca diventano semplicemente peso morto.
Un solo pickup, un solo volume: cosa significa davvero
Il cuore del progetto è un singolo humbucker PRS Metal in posizione ponte. Niente selettore a tre posizioni, niente coil split, niente pickup al manico da bilanciare. L’unico controllo presente è un potenziometro di volume, collocato nella posizione in cui normalmente si trova il tono. Tutto qui.
C’è un effetto collaterale che spesso passa inosservato. Quando si rimuove il pickup al manico, non si elimina solo una posizione sonora che il chitarrista non usa: si tolgono anche i magneti che restano comunque sotto le corde e che, almeno in parte, possono influenzarne la vibrazione. Lo stesso discorso vale per il circuito del tono, che può introdurre un piccolo carico sul segnale anche quando la manopola è completamente aperta. Sottrarre questi elementi significa ridurre le variabili elettriche e meccaniche, oltre ai possibili punti di guasto.
È una considerazione che il mondo della chitarra elettrica conosce bene, ma che raramente viene portata alle estreme conseguenze di una signature di fascia alta. Chi suona quasi sempre a volume aperto, con un solo suono di riferimento, non ha bisogno di un pannello comandi: ha bisogno di uno strumento che faccia una cosa e la faccia in modo prevedibile, sera dopo sera, palco dopo palco.
“Alla fine la mia chitarra è uno strumento di lavoro. Voglio che faccia esattamente quello che mi serve, quindi abbiamo tolto tutta la roba in più che non uso. Questa chitarra suona enorme ed è divertentissima da suonare.” (Jon Jourdan)
Legni e hardware
Sotto la pelle minimalista, la costruzione resta quella di una PRS di fascia alta. Il corpo è interamente in mogano, una scelta che tende a privilegiare il corpo e il calore del suono rispetto al taglio più brillante di un top in acero.
Il manico è anch’esso in mogano, profilo Pattern Regular a 22 tasti, con tastiera in ebano e nessun intarsio sul piano di tastiera: al loro posto solo segnatasti laterali Luminlay verdi, pensati per restare leggibili quando le luci sul palco scendono.
L’hardware segue la stessa linea pragmatica. Il ponte è uno stoptail regolabile, soluzione fissa e stabile che asseconda l’idea di affidabilità alla base del progetto. Le meccaniche sono le Phase III autobloccanti, mentre il capotasto è realizzato nel materiale proprietario PRS. Le finiture annunciate sono due, entrambe metalliche e sobrie: Platinum Metallic e Gunmetal Metallic. Sul retro, ogni esemplare porta un backplate firmato a mano da Jourdan.
Ogni dettaglio della scheda, letto in fila, racconta la stessa intenzione. La tastiera senza intarsi sul piano riduce le lavorazioni e lascia il legno pulito, i segnatasti laterali Luminlay risolvono il problema concreto della visibilità sul palco buio, lo stoptail elimina le complicazioni di accordatura tipiche dei ponti mobili.
Non ci sono soluzioni esibite per stupire in vetrina: c’è una sequenza di scelte che hanno senso per chi quello strumento lo userà tante ore a settimana sotto i riflettori.
La firma non è un dettaglio gratuito, perché la chitarra nasce come oggetto a tiratura limitata: 200 esemplari previsti per il 2026, prezzo annunciato di 4.200 dollari. È un numero che colloca lo strumento nel territorio delle PRS USA più costose e che, di fatto, lo trasforma in un pezzo da collezione oltre che in uno strumento da lavoro.
La domanda interessante, per chi guarda dall’Italia, è se una filosofia così netta potrà un giorno scendere su una versione più accessibile: la linea SE del marchio ha già fatto questo percorso con altri modelli, portando idee nate sulla fascia alta a una platea molto più ampia.
Il minimalismo come scelta di campo
La chitarra a un pickup e un volume non è un’invenzione recente. Esiste da sempre, basti pensare alla Les Paul Junior, ed è anzi uno degli archetipi più amati da chi cerca un suono diretto e senza compromessi. La novità qui non sta nello schema, ma nel fatto che a proporlo sia un marchio costruito sull’opposto, e che lo faccia su uno strumento premium pensato per un musicista in attività.
La versatilità ha un costo: ogni controllo in più è una decisione in più da prendere mentre si suona, e una variabile in più che può tradire al momento sbagliato. Per molti chitarristi quella versatilità è indispensabile, ma per chi ha già trovato il proprio suono e lo difende ogni sera, togliere può valere più che aggiungere. La PRS di Jourdan mette nero su bianco questa idea, e lo fa con la sicurezza di chi non deve dimostrare nulla.
Per chi ha fretta: 4 risposte sulla PRS Jon Jourdan
1. Quanti pickup e controlli ha?
Un solo humbucker PRS Metal al ponte e un solo controllo di volume. Niente pickup al manico, niente potenziometro del tono.
2. Quanto costa e in quanti esemplari esce?
Prezzo indicato di 4.200 dollari, serie limitata a 200 pezzi nel 2026, ognuno con backplate firmato a mano dal chitarrista.
3. Perché una chitarra così essenziale?
È pensata come strumento da tour: meno componenti significano meno carico sul segnale, meno controlli da gestire e meno punti di guasto dal vivo, dove Jourdan suona quasi sempre a volume aperto.
4. Che legni e hardware monta?
Corpo e manico in mogano, profilo Pattern Regular a 22 tasti, tastiera in ebano, ponte PRS Adjustable Stoptail, meccaniche bloccanti Phase III, finiture Platinum Metallic e Gunmetal Metallic.
Resta da capire come suonerà davvero quel singolo humbucker spinto al massimo, e quanto peserà nella scelta il fattore collezionismo rispetto a quello strumentale. Ma l’idea di fondo è chiara e, a suo modo, controcorrente: in un mercato che vende quasi sempre più opzioni, c’è ancora spazio per uno strumento che ne offre una sola, fatta bene.













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