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Chitarra Fingerstyle: come diamine si usa il thumbpick?

Plettro o estensione artificiale del pollice... o entrambe le cose? Come si usa? Ascoltiamo i consigli di un vero esperto.

In sintesi: Il thumbpick è un plettro indossabile al pollice, fondamentale nella chitarra fingerstyle perché restituisce attacco e definizione sulle note basse mantenendo libere le altre dita. Nato dal Travis picking americano, oggi esiste in celluloide, metallo e fibra. Funziona se il grip è rilassato, l’angolo corretto e la lunghezza della punta adeguata alla mano. Alberto Lombardi mostra come integrarlo nello stile acustico moderno.

Nell’ambito della chitarra fingerstyle il thumbpick ha un ruolo fondamentale: aiuta a ottenere un suono più netto e dall’attacco più veloce e deciso sulle note basse, esattamente come un plettro tradizionale, ma senza occupare le altre dita.

In questo modo abbiamo l’unione di due universi, plettro più dita: si ottiene il suono e la comodità del primo, mentre le altre dita restano libere per il fingerpicking. L’uso del thumbpick non è però immediato come sembra, e proprio per questo ci vengono in aiuto i consigli di un vero esperto e grande musicista acustico, Alberto Lombardi.

Cos’è il thumbpick e a cosa serve

Il thumbpick è un plettro a forma di anello da indossare al pollice: la punta sporgente lavora come un plettro tradizionale, mentre l’anello rimane stabile attorno al dito. La sua funzione principale è rendere chiari e definiti i bassi nello stile fingerstyle, dove il pollice si occupa tipicamente delle corde 6, 5 e 4 mentre indice, medio e anulare gestiscono le corde melodiche. Per chi vuole approfondire la posizione corretta, abbiamo già un articolo dedicato alla posizione del thumbpick.

Thumbpick celluloide spessore intermedio per chitarra acustica fingerstyle

Breve storia: dal Travis picking ai chitarristi moderni

Il thumbpick si afferma negli Stati Uniti tra anni Trenta e Cinquanta con il Travis picking: la tecnica resa famosa da Merle Travis, basata su un basso alternato suonato col pollice e una melodia disegnata sulle prime corde con indice e medio. Da lì si è diffuso fra giganti come Chet Atkins, Jerry Reed e poi Tommy Emmanuel, fino agli interpreti acustici moderni che lo abbinano a tecniche percussive ed effetti. Oggi convive con un mondo di chitarristi che hanno scelto al contrario di abbandonare il plettro, come spiega bene il nostro articolo sull’hybrid picking senza plettro.

Tecnica del grip e angolo di attacco

Il primo nodo è il grip. Il pollice deve restare rilassato, non rigido, e l’anello del thumbpick non deve stringere a tal punto da bloccare il movimento dell’articolazione. L’angolo della punta rispetto alla corda incide tantissimo sul timbro: più parallelo per un attacco morbido e rotondo, leggermente angolato per un suono più definito e percussivo. Diversamente da un plettro tradizionale, dove l’impugnatura è piena, qui l’energia parte dall’articolazione del pollice e arriva sulla corda con una traiettoria simile a un colpo di pollice naturale. Per allenarlo serve pazienza: si comincia da soli pattern di Travis picking, poi si integra la mano destra a quattro dita.

Scelta del modello: materiali, taglie e spessori

I thumbpick si trovano in materiali diversi: celluloide (suono caldo, classico americano), plastica rigida o Delrin (attacco più brillante e veloce), metallo (suono molto cristallino, tipico bluegrass), fibra o tortoise sintetica (compromesso fra calore e definizione). Le taglie variano da S a XL e influenzano molto la stabilità sul pollice: un anello troppo largo scivola e fa perdere precisione, uno troppo stretto stanca la mano dopo pochi minuti. Anche la lunghezza della punta è cruciale: punte corte privilegiano l’agilità e l’attacco veloce, punte lunghe danno più corpo e sustain ma costringono a un movimento più ampio. Per chi vuole orientarsi prima fra plettri normali, è utile dare un’occhiata a la scelta del plettro.

Esercizi pratici per integrare il thumbpick

L’esercizio più classico per costruire confidenza è un basso alternato in quarti su una progressione I-V-I-V, con il pollice che colpisce alternativamente la sesta e la quarta corda mentre indice e medio disegnano una melodia sulle corde acute. Da qui si passa a un pattern di Travis picking più complesso con pollice in ottavi e melodia sincopata. Un secondo esercizio chiave è il basso fermo con melodia incrociata, dove il pollice tiene una pedale e le altre dita esplorano armonia e melodia. Per i chitarristi che vengono dall’elettrica e dal plettro, suggerisco anche di confrontarsi con un arpeggio fingerstyle in alternate picking.

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sul thumbpick

1. Cos’è il thumbpick e a cosa serve?
È un plettro indossabile al pollice che, nello stile fingerstyle, restituisce attacco e definizione sulle note basse mantenendo libere indice, medio e anulare per la melodia.

2. Da dove nasce l’uso del thumbpick?
Dal Travis picking americano fra anni Trenta e Cinquanta. È diventato un riferimento grazie a Merle Travis, Chet Atkins, Jerry Reed e Tommy Emmanuel.

3. Come va impugnato?
Con il pollice rilassato e l’anello stretto al punto giusto per non scivolare ma non bloccare l’articolazione. L’angolo della punta verso la corda decide il timbro, da rotondo a percussivo.

4. Quale materiale scegliere?
Celluloide per il calore classico, Delrin per la brillantezza, metallo per il bluegrass cristallino, fibra come compromesso. La taglia (S, M, L, XL) deve sposare la circonferenza del pollice.

5. Da quali esercizi inizio?
Basso alternato in quarti con melodia sulle corde acute, poi Travis picking con pollice in ottavi e melodia sincopata. Infine basso fermo come pedale con armonizzazione incrociata.

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1 Commento

  • Non sapevo della morte di Fred kelly, mi dispiace, anche io compro i plettri da lui, di solito compro il Thumb quello giallo e nero mobile che puoi direzionare la punta, comodissimo!

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