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Spitfire Audio colpisce fra Intimo e Low Percussion

Grazie alla solita ed efficiente collaborazione con il M° Gianni Ferretti, recensiamo un paio di interessanti pubblicazioni di Spitfire Audio.

Intimate Grand Piano

Perché Intimate? Perché si tratta di un suono di pianoforte molto delicato, con cui poter disegnare momenti musicali molto particolari e, appunto, “intimi”; mentre però di solito nelle library questo timbro è ripreso da un piano verticale, qui abbiamo un piano a coda.

I tre tipi di microfoni compresi nella library Intimate Grand Piano sono il suo punto di forza: possiamo scegliere tra una coppia di microfoni a nastro Coles 4038, che offre un suono caldo e delicato, due condensatori Neumann M149, che mette in risalto i “rumori” meccanici, del pedale o dei tasti stessi, e Binaural con la testa Neumann KU100, con la quale il suono del pianoforte è stato ripreso tenendo presente non la prospettiva dell’ascoltatore, ma quella dell’esecutore, quindi microfoni molto più vicini alle meccaniche e alle corde.

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Il controllo MIDI CC1 interviene sulla dinamica, quando è a 0 il suono è ovattato e morbido, man mano che si sale diventa più squillante; ovviamente al massimo del valore il suono è molto più presente e brillante, ma non per questo meno suggestivo (si perde la risposta dinamica del timbro, ma mi sembra un dettaglio poco significativo).

Come anche nelle altre libraries della Spitfire, anche IGP è dotata dei tipici controlli Spitfire, quindi abbiamo Reverb e Tightness, insieme a quelli più specifici Hammers e Pedal.
La timbrica del piano “chiuso” negli ultimi anni ha avuto un notevole successo, soprattutto nelle colonne sonore e nelle serie TV, e “Intimate Grand Piano” risponde pienamente alle esigenze di un suono molto più caldo ed emozionale del normale, senza perdere gli elementi precipui del suono del pianoforte.

Low Percussion

Abbey Road Orchestra è una nuova sample library professionale della Spitfire Audio, nella quale si cerca di offrire tutti i dettagli delle performance di ogni singolo strumento. Low Percussion si inserisce in questo contesto offrendo una grande varietà di percussioni “basse”, a partire dalla Cassa fino ad arrivare ai Tom, passando anche per strumenti più etnici ma non per questo meno interessanti.

Ad esempio, è presente il Bombo di origine sudamericana, come anche l’ormai ultracelebrato Taiko giapponese; abbiamo il Surdo, il Djuns il Buffalo e via dicendo. Molto interessanti anche un paio di suoni “alternativi” di Cassa, che arricchiscono le possibilità sonore della library. Per ogni strumento abbiamo un’ampia scelta di bacchette da usare, da quelle normali a quelle con la pallina di feltro (più o meno dura, scegliamo noi), alle spazzole.
Ogni suono è doppiato due ottave più in alto per permettere una esecuzione a due mani più realistica, ed è presente anche un tasto per le rullate, rilasciando il quale abbiamo l’ultimo colpo un po’ più forte.

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La sezione microfoni è ricchissima, con 16 opzioni, che vanno dal tipico “Decca Tree” a microfoni vintage o a nastro e così via; ci sono inoltre due controlli, oltre a quelli di dinamica e di espressione: abbiamo Reverb e Thightness, sempre presenti nelle librerie Spitfire.

Una timbrica superba e grosse possibilità di programmazione: Low Percussion non tradisce le attese, rendendoci curiosi riguardo le prossime uscite per Abbey Road Orchestra.

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