Da Linköping, in Svezia, Softube ha costruito negli anni una reputazione precisa: emulazioni hardware in forma di plugin che molti tecnici del suono tengono stabilmente nella propria catena di lavoro. La sua scommessa più ambiziosa, però, non è un singolo plugin ma un sistema. Console 1 debutta nel 2014 con un’idea controcorrente rispetto a una tendenza ormai consolidata nell’industria del software: rimettere le mani su una superficie fisica per fare quello che da anni si fa soprattutto con il mouse, cioè mixare.

L’azienda non è sola in questo territorio. Solid State Logic con la sua UF8, Avid con le superfici della famiglia S, PreSonus con il FaderPort: quello delle superfici di controllo per DAW è un settore affollato. Molte proposte mettono al centro fader, automazione e gestione della DAW. Softube ha scelto un approccio diverso, mettendo al centro non soltanto il livello ma la channel strip, ovvero equalizzazione, compressione e saturazione gestite con una manopola per ogni funzione. La differenza non è cosmetica: cambia ciò che fanno le mani mentre l’orecchio lavora.
Il limite di questa filosofia, fino a oggi, era soprattutto pratico. Console 1 Channel Mk III occupa una porzione non trascurabile della scrivania e ha un prezzo che non tutti gli home studio sono disposti a destinare a una superficie di controllo. Console 1 Compact, presentata da Softube nel giugno 2026 e già disponibile, prova a ridurre proprio questi due ostacoli: dimensioni quasi dimezzate in larghezza e prezzo più basso, senza rinunciare al cuore del sistema.
Mezza misura, stesso impianto di lavoro
La Compact misura 240 x 45 x 219 millimetri e pesa 1,02 chilogrammi. È un oggetto da scrivania pensato per stare accanto alla tastiera, non per dominarla. La costruzione riprende quella della generazione Mk III: pannello superiore in alluminio anodizzato con finitura Nordic Night Sky, fianchi e retro in plastica stampata a iniezione, un singolo schermo ad alta risoluzione e una porta USB-C utilizzata sia per i dati sia per l’alimentazione via bus.
Sul pannello lavorano 16 potenziometri Analog Feel sensibili al tocco, contro i 27 del Console 1 Channel Mk III. Qui sta la principale soluzione progettuale adottata per ridurre l’ingombro: per far stare un’intera channel strip su una superficie più piccola, Softube ha organizzato i controlli su due layer. Le stesse manopole vengono quindi richiamate nelle sezioni EQ e Dynamics tramite i relativi pulsanti. Chi conosce il flusso Console 1 ritrova la logica di sempre, distribuita su due livelli anziché con tutti i controlli immediatamente disponibili sul pannello.
Resta da chiarire cosa la Compact non è. Non è un controller dotato di fader e non offre comandi di trasporto dedicati. Questo, però, non significa che rinunci alla gestione della DAW: permette di controllare volume, pan, solo e mute, sei send e la selezione delle tracce. Il cuore del progetto resta comunque il trattamento del singolo canale, e su questo terreno mette a disposizione gli stessi reparti di processing del Channel Mk III. Rispetto al modello maggiore rinuncia invece ad alcune funzioni, tra cui Group/All, Copy, Display Auto e la possibilità di collegare più unità in daisy-chain.

Cosa entra nella catena: la Core Mixing Suite
La Compact non è solo hardware. Nella confezione è inclusa la Core Mixing Suite, il pacchetto software che fornisce i moduli con cui la superficie dialoga. Si parte dalla sezione Tape/Preamp per il colore in ingresso, si passa attraverso i filtri e la sezione Shape, che comprende strumenti per transient shaping, gate, panning e gestione della dinamica: quattro tipi di equalizzatore (Modern, Vintage, Dynamic 2-band e Dynamic 4-band), tre compressori distinti (FET Mk II, Opto e Bus Compressor) e una sezione Drive per la saturazione.
La logica della manopola per funzione è uno degli elementi centrali del sistema. Su uno schermo, una compressione si regola spesso selezionando il rapporto, poi l’attacco, poi il rilascio, un parametro alla volta. Su Console 1, attacco e rilascio possono essere regolati contemporaneamente con due controlli fisici. Tradotto: si può lavorare maggiormente a orecchio, tenendo sotto controllo i meter anziché inseguire il puntatore, con un gesto più vicino a quello di un banco analogico che a quello di un’interfaccia a finestre.
Il sistema resta aperto verso l’esterno. Console 1 può gestire anche plugin di terze parti all’interno della propria griglia di controllo, con supporto dichiarato per cataloghi come FabFilter, UAD, Plugin Alliance e Brainworx. La superficie lavora inoltre con le principali DAW, tra cui Logic, Ableton Live, Cubase, Pro Tools, Studio One, LUNA, Reaper, FL Studio, Nuendo e Bitwig Studio, mentre il plugin Console 1 è disponibile nei formati VST3, AU e AAX. Console 1 Compact può anche affiancarsi a Flow Studio, ma i due hardware lavorano in modo indipendente: con la Flow Studio Suite diventano inoltre disponibili ulteriori effetti caricabili all’interno di Console 1.
A chi serve davvero una superficie tattile
La domanda più utile su un oggetto come questo non è quanto sia bello, ma a chi possa davvero cambiare il modo di lavorare. Una superficie di controllo non introduce processori che il software non possa già offrire: equalizzatori, compressori e saturatori continuano a esistere anche come finestre sullo schermo. Cambiano però il modo e, potenzialmente, la velocità con cui si raggiunge il risultato.
Il vantaggio si avverte soprattutto su due fronti. Il primo è la velocità d’intervento: con una manopola fisica si può modificare un parametro in tempo reale, ascoltando, senza dover cercare ogni volta il controllo giusto con il mouse in mezzo a una grafica complessa. Il secondo è il distacco dallo schermo: spostare l’attenzione dal cursore ai meter può aiutare a mantenere la decisione più vicina all’ascolto. Per chi mixa molti canali con una struttura di lavoro ricorrente, il risparmio di piccole operazioni durante una sessione lunga può diventare concreto.
Restano i limiti da mettere in conto. La logica a doppio livello richiede di memorizzare la disposizione dei vari reparti e, almeno inizialmente, può rallentare chi arriva da un sistema completamente diverso. La Core Mixing Suite è un set completo ma definito: chi è già abituato a una catena costruita con plugin di altri marchi dovrà decidere quanto integrarli nella griglia Console 1 e quanto continuare a gestirli direttamente dalla DAW. E, come ogni superficie di controllo, è un investimento che acquista senso soprattutto se viene utilizzato abbastanza spesso da giustificare il tempo necessario ad assimilare il workflow.
Il prezzo, in questo, è uno degli elementi più interessanti. Console 1 Channel Mk III è proposta nel listino europeo Softube a 895 euro, mentre la Compact si ferma a 495 euro. La soglia d’ingresso scende quindi in una fascia più accessibile anche per uno studio personale, pur restando quella di una periferica specializzata.
Per chi ha fretta: 5 risposte su Console 1 Compact
1. Che cos’è la Softube Console 1 Compact?
È una superficie di controllo hardware per il mixaggio, in formato ridotto, che permette di gestire equalizzazione, compressione, saturazione e altri parametri del canale tramite controlli fisici sensibili al tocco. Si collega al computer via USB-C.
2. Quanto costa e quando è disponibile?
Il prezzo ufficiale è di 495 euro in Europa e 499 dollari negli Stati Uniti. È già disponibile.
3. In cosa differisce da Console 1 Channel Mk III?
Ha 16 potenziometri invece di 27 e utilizza un layout a due layer. Offre gli stessi reparti di processing, ma rinuncia ad alcune funzioni del modello maggiore, tra cui Group/All, Copy, Display Auto e il collegamento in daisy-chain.
4. Cosa include come software?
La Core Mixing Suite: Tape/Preamp, filtri, Shape, quattro equalizzatori, tre compressori (FET Mk II, Opto e Bus) e una sezione Drive.
5. Funziona con plugin e DAW di altri marchi?
Sì. Integra plugin di terze parti come FabFilter, UAD, Plugin Alliance e Brainworx e lavora con le principali DAW. Il plugin Console 1 è disponibile nei formati VST3, AU e AAX.
Console 1 Compact non inventa nulla che il sistema non facesse già: prende un’idea consolidata, il mixaggio attraverso controlli fisici anziché soltanto tramite cursore, e la riconfeziona in un formato che occupa meno spazio e richiede un investimento più contenuto. Per chi mixa prevalentemente con il mouse e si chiede se una superficie tattile possa davvero migliorare il proprio metodo di lavoro, rappresenta oggi la porta d’ingresso più economica alla generazione attuale dell’hardware Console 1. Resta da capire quanto il ricorso ai due layer incida sul flusso rispetto al Channel Mk III, ed è una valutazione che può emergere soltanto dall’uso quotidiano.










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