In sintesi: Le Godin Multiac sono chitarre ibride nate per chi viene dal mondo elettrico ma cerca un suono in nylon o acustico pulito sul palco e in studio. Manico vicino a un’elettrica, elettronica avanzata, uscita analogica, MIDI e digitale: una piattaforma flessibile che Davide Tomassone ci racconta dal banco prove del suo negozio bolognese.
Oggi parliamo di un marchio che siete abituati a vedere sui palchi di tutto il mondo, in mano a prestigiosi chitarristi, anche se magari non lo conoscete direttamente: Godin e la serie Multiac.
Chi è Godin e perché la serie Multiac è così particolare
Godin Guitars è un’azienda canadese fondata nel 1972 da Robert Godin a La Patrie, in Quebec. Per decenni ha costruito strumenti per altri grandi marchi prima di affermare il proprio nome con linee originali che mescolano tradizione acustica e ricerca elettronica. La serie Multiac, in particolare, nasce con un’idea precisa: dare ai chitarristi elettrici uno strumento dal carattere acustico o classico ma con il comfort e la giocabilità a cui sono abituati.
Nylon, acciaio e formati ibridi: i modelli della linea
Si tratta di una serie di chitarre prevalentemente in nylon, strumenti che vanno ben interpretati poiché dotati di una natura unica nel proprio genere. Anche perché sono probabilmente una delle scelte più comode soprattutto per chi viene dalla chitarra elettrica ed ha bisogno di un suono classico sul palco o in studio; questo grazie alla comodità dei manici, sicuramente più vicini, per alcuni determinati modelli, a un’elettrica che a una classica.
La famiglia Multiac include modelli come la Nylon SA, la ACS (in versione Slim o Studio) e la Steel in acciaio, con corpo cavo o semicavo e cassa compatta che non risuona come una classica tradizionale. Il manico ha un profilo più vicino a quello di una chitarra elettrica e la spalla mancante facilita l’accesso ai tasti alti. Questo le rende ideali per chi suona in fusion, jazz, pop acustico o per chi serve uno strumento da prendere e collegare al mixer senza microfoni o sistemi esterni.
Elettronica esafonica, MIDI e uscite multiple
La scelta sonora è davvero ampia per quanto riguarda Godin: si parte dalla normale uscita analogica, per passare da connessioni multipolari per il MIDI e anche dal digitale, il tutto unito alla varietà dei pickup, esafonici compresi. I pickup esafonici (un magnete o un trasduttore per corda) consentono di pilotare un sintetizzatore o un processore esterno con la stessa precisione di una tastiera, aprendo la chitarra a sonorità elettroniche e a layering creativi che vanno ben oltre il timbro del nylon.
Perché funziona sul palco e in studio
Sul palco una chitarra classica tradizionale soffre il feedback e richiede microfonazione o pickup magnetici aggiuntivi. La Multiac risolve il problema con la sua cassa ridotta e con un sistema di amplificazione progettato per il live: si attacca al sistema PA come un’elettrica, mantenendo il timbro caldo del nylon o la brillantezza dell’acciaio. In studio diventa uno strumento di scrittura molto rapido: la chitarra si registra in diretta in DI, senza compromessi tipici della microfonazione di una classica, ed entra subito nel mix con un’identità sonora riconoscibile.
Davide Tomassone: la prova sul campo dal negozio bolognese
Ma non perdiamoci in chiacchiere e sentiamo cosa ha da dirci nel dettaglio Davide Tomassone dell’omonimo negozio bolognese, che mette le mani su questi strumenti tutti i giorni e ne conosce pregi, sfumature e il pubblico tipico a cui si rivolgono.
Per chi ha senso una Multiac in collezione
La Godin Multiac è una scelta sensata per chi già ha una elettrica e una acustica e vuole un terzo strumento che copra il suono di nylon o di acciaio in contesti dove la classica tradizionale non basta: gig in band, set fusion, registrazioni in studio veloci, situazioni live con monitoraggio in cuffia. Il prezzo non è quello di un’entry level, ma il rapporto qualità-versatilità è difficile da battere considerando l’elettronica integrata. Per chi cerca solo il suono di una classica da studio, una vera chitarra classica resta la prima scelta. Per chi cerca un ponte tra mondi, la Multiac è esattamente il punto in cui quel ponte esiste.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulla Godin Multiac
- Cos’è la Godin Multiac? Una serie di chitarre ibride canadesi pensate per chi viene dall’elettrica ma vuole un suono in nylon o acciaio pulito sul palco.
- Quali sono i modelli principali? Nylon SA, ACS (Slim e Studio) e Steel, tutti con cassa compatta e manico più vicino a un’elettrica che a una classica tradizionale.
- Cosa ha di speciale l’elettronica? Uscita analogica, connessione MIDI multipolare, uscita digitale e pickup esafonici per controllare sintetizzatori e processori esterni.
- Funzionano per il live senza microfoni? Sì, la cassa ridotta e il sistema di pickup minimizzano il feedback rispetto a una classica e permettono di collegarsi direttamente al PA.
- Per chi ha senso comprarla? Per chi già ha una elettrica e cerca un terzo strumento ibrido che copra il nylon o l’acciaio in contesti live e studio.
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