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Morphoice EightyEight, l’emulazione gratuita del Roland Jupiter-8

Morphoice EightyEight emula il Roland Jupiter-8 in beta pubblica gratuita per Mac, Windows e Linux: otto voci modellate da un esemplare vissuto.

Il Roland Jupiter-8 è uno dei sintetizzatori più imitati della storia, e ogni anno la lista delle sue emulazioni si allunga. Roland lo ripropone dentro Roland Cloud con la versione JUPITER-8, Arturia ne ha fatto da tempo il suo Jup-8 V, TAL ha in catalogo il TAL-J-8, Cherry Audio ha lanciato Mercury-8, e perfino Behringer sta lavorando al JT-16 VST, versione software del suo clone ispirato al Jupiter-8.

Morphoice prova a smarcarsi con una scelta di metodo precisa. Invece di puntare a un Jupiter-8 ideale, perfetto, allineato alle specifiche di fabbrica, ha modellato un esemplare reale e usurato. Le otto schede voce di una macchina vissuta sono state ricostruite una per una, conservando le non linearità, lo scordamento, la deriva e l’oscillazione che il tempo lascia su un circuito analogico. È il dettaglio che, sulla carta, distingue questo progetto dalle emulazioni più asettiche: non il Jupiter-8 da brochure, ma quello che un musicista si ritrova davvero in studio dopo quarant’anni.

Il plugin si chiama EightyEight, è ancora in sviluppo, e arriva come beta pubblica gratuita. Merita uno sguardo ravvicinato, perché racconta anche qualcosa sul perché quel synth continui a ossessionare sviluppatori e tastieristi.

Cosa mette sul tavolo l’emulazione

EightyEight si presenta come strumento bitimbrico a otto voci di polifonia, la stessa cifra dell’originale. Ogni voce monta due oscillatori, ma qui Morphoice si concede una libertà rispetto al Jupiter-8 di fabbrica: entrambi gli oscillatori offrono sinusoide, dente di sega, impulso, onda quadra e rumore, una dotazione più flessibile rispetto all’architettura originale.

Il cuore della modellazione sta nelle otto schede voce. Ricostruite singolarmente, riproducono le imperfezioni e la deriva di carattere di un esemplare consumato dall’uso, quello che in gergo si chiama il comportamento analogico non ideale e che è proprio ciò che rende calde e irripetibili le macchine d’epoca. Su ciascuna scheda lavora un filtro passa-basso a quattro poli con risonanza, affiancato da un passa-alto non risonante. Due inviluppi ADSR sono modellati sulle tempistiche dell’hardware originale.

La sezione effetti è dove EightyEight allarga il quadro oltre la semplice copia. C’è un chorus modellato su quello del Juno-6, un riverbero DarkStar di ispirazione Strymon BigSky ed Eventide, un delay lo-fi di tipo tape, un drive chiamato HeatBurn e uno slider Vintage che dosa calore e imperfezioni organiche.
In pratica, oltre a emulare il synth, il plugin prova a fornire anche il contorno timbrico con cui quel synth viene normalmente registrato.

Non tutto è già al suo posto. L’arpeggiatore, l’LFO e la cross-modulazione, una delle firme sonore più riconoscibili del Jupiter-8, non sono ancora implementate. Lo sviluppatore dichiara che arriveranno nelle settimane successive. Tradotto: chi scarica oggi prende uno strumento promettente ma incompleto, e questo è bene saperlo prima.

Perché il Jupiter-8 continua a essere emulato

Per capire l’accanimento intorno a questo strumento conviene tornare alle sue cifre. Il Jupiter-8 esce nel 1981 e resta in produzione fino al 1985, con una produzione stimata intorno ai tremila esemplari abbondanti. È un synth analogico a otto voci, con due oscillatori per voce, costruito da Roland nel momento in cui i polifonici stavano diventando lo standard del pop e della new wave.

Quelle otto voci sono finite su una quantità impressionante di dischi degli anni Ottanta. I Duran Duran lo hanno usato per definire il suono delle loro produzioni, Howard Jones ne ha fatto uno strumento centrale del proprio synth-pop, e il Jupiter-8 compare nei lavori di Michael Jackson, dei Tangerine Dream, degli Orchestral Manoeuvres in the Dark e dei Tears for Fears. Quando si parla dei pad larghi, degli archi sintetici e delle timbriche brillanti che hanno attraversato il pop degli anni Ottanta, il Jupiter-8 è quasi sempre tra i primi indiziati.

Il prezzo di listino spiega perché l’originale resti fuori portata: alla presentazione costava intorno ai 5.300 dollari, una cifra da studio professionale già allora, oggi moltiplicata sul mercato dell’usato vintage. Per la maggior parte dei tastieristi l’unica via per avvicinare quel timbro passa da un’emulazione o da un clone. Ed è qui che si capisce lo spazio che un progetto come EightyEight prova a occupare: non competere con Roland o Arturia sul terreno della completezza, ma offrire un carattere, quello di un esemplare specifico e imperfetto, a costo zero durante la fase beta.

Beta, licenza e disponibilità

EightyEight gira in formato VST3 su macOS, Windows e Linux, e in formato Audio Unit su macOS. Sul fronte sistemi operativi richiede macOS Ventura 13.6 o superiore, Windows 10/11 oppure Linux x86_64 a 64 bit, con supporto per Apple Silicon.

La distribuzione segue il modello pay-what-you-want di Gumroad. La beta è scaricabile gratuitamente, senza obbligo di pagamento: chi vuole sostenere lo sviluppo può contribuire, e una donazione di 10 dollari o più garantisce una licenza a vita dello strumento quando la versione finale andrà in commercio. È una formula che lascia provare tutto senza barriere e premia chi decide di investire in anticipo sul progetto.

Resta da vedere come si comporterà una volta completate le funzioni mancanti. Per ora EightyEight è un’occasione concreta per mettere le mani su un’interpretazione del Jupiter-8 dichiaratamente sporca e vissuta, senza spendere nulla. Per chi è curioso del carattere analogico più che della pura fedeltà alle specifiche, vale il download e qualche ora di ascolto.

Per chi ha fretta: 4 risposte su Morphoice EightyEight

1. Cos’è Morphoice EightyEight?
È un’emulazione software del Roland Jupiter-8, il synth analogico a otto voci del 1981. Riproduce le otto schede voce di un esemplare reale e usurato, conservandone imperfezioni, deriva e comportamento analogico non ideale.

2. È gratis?
Sì. È una beta pubblica gratuita, scaricabile senza obbligo di pagamento. Una donazione di 10 dollari o più su Gumroad garantisce una licenza a vita quando uscirà la versione finale.

3. Su quali sistemi gira?
È disponibile in formato VST3 su macOS, Windows e Linux a 64 bit, e in formato Audio Unit su macOS. Su Mac supporta sia Apple Silicon sia Intel.

4. È completo?
No. Mancano ancora arpeggiatore, LFO e cross-modulazione, una delle firme sonore del Jupiter-8. Lo sviluppatore dichiara che arriveranno nelle settimane successive.

Il Jupiter-8 ha quarant’anni e continua a generare software nuovo, segno che il suo carattere non si è ancora esaurito in nessuna delle sue copie. EightyEight aggiunge alla lista un’interpretazione che sceglie l’imperfezione come tratto distintivo, e lo fa lasciando provare tutto a costo zero. Buon ascolto a chi vorrà scaricarlo.



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