Un amplificatore per cuffie con 3 watt per canale su 32 ohm, circuitazione completamente discreta e alimentazione lineare, proposto a 99 dollari. Sono queste le credenziali del nuovo Schiit Magni 6, ultima generazione di un apparecchio che da anni rappresenta una delle proposte più accessibili del produttore americano.
La particolarità è che il nuovo modello costa meno del precedente Magni Unity, pur offrendo maggiore potenza e alcune funzionalità aggiuntive. Schiit attribuisce questa riduzione di prezzo alla maggiore efficienza della propria linea di assemblaggio SMD di Corpus Christi, in Texas. Si torna così ai 99 dollari del primo Magni, presentato nel 2012.
Più potenza, ma il progetto resta completamente discreto
Il Magni 6 eroga 3 watt RMS per canale su 32 ohm, contro i 2,5 watt del modello precedente. La potenza dichiarata sale a 3,5 watt su 16 ohm, mentre su carichi più impegnativi troviamo 500 mW su 300 ohm e 250 mW su 600 ohm.
Sono valori che, sulla carta, permettono di affrontare un’ampia varietà di cuffie, comprese diverse magnetoplanari e modelli dinamici ad alta impedenza. Naturalmente, per stabilire quanto sia difficile pilotare una cuffia, non basta considerare la sola impedenza: anche la sensibilità ha un ruolo determinante, come abbiamo spiegato nella nostra guida alla scelta della prima cuffia Hi-Fi.
L’architettura dell’amplificatore utilizza componenti discreti, controreazione di corrente e accoppiamento diretto in continua. L’alimentazione è di tipo lineare, con trasformatore esterno in corrente alternata e regolazione interna delle tensioni.
Schiit dichiara inoltre un rapporto segnale/rumore superiore a 122 dB nella modalità a basso guadagno e valori di distorsione particolarmente contenuti. Sono dati di laboratorio, naturalmente, e non equivalgono automaticamente a una valutazione della qualità sonora.

La tecnologia Halo e quella curiosa uscita da 4,4 mm
Una delle caratteristiche più interessanti del Magni 6 è la presenza della tecnologia proprietaria Halo, già utilizzata da Schiit sull’amplificatore Midgard.
Si tratta di un particolare sistema di controreazione a modalità mista, sviluppato per tenere conto dell’interazione elettrica tra amplificatore e trasduttore, con l’obiettivo di migliorare il controllo del movimento della membrana.
La tecnologia è disponibile attraverso l’uscita cuffie da 4,4 mm, mentre il tradizionale jack da 6,35 mm utilizza il normale circuito di amplificazione.
C’è però una precisazione importante: la presenza del connettore da 4,4 mm non significa che il Magni 6 sia un amplificatore bilanciato tradizionale. La particolarità di questa connessione è proprio il funzionamento del circuito Halo.
La stessa Schiit ammette che le sperimentazioni condotte con questa tecnologia hanno prodotto risultati non sempre concordanti. Insomma, un’interessante soluzione circuitale, ma non qualcosa che garantisca automaticamente un miglioramento udibile con qualsiasi cuffia.

DAC integrato oppure amplificatore puro?
Il Magni 6 viene proposto in due configurazioni. La prima è un amplificatore analogico tradizionale, da collegare a una sorgente attraverso gli ingressi RCA.
La seconda integra la nuova scheda DAC Mesh 2, che aggiunge un ingresso USB-C e permette di collegare direttamente un computer, senza utilizzare un convertitore esterno.
La conversione si basa su un’architettura delta-sigma abbinata ai filtri digitali proprietari Schiit, progettati per intervenire sul comportamento del segnale nei domini temporale e delle frequenze.
È una soluzione pensata soprattutto per chi vuole realizzare una postazione d’ascolto desktop con pochi componenti. Chi possiede già un convertitore può tranquillamente utilizzare la versione analogica.
Un’altra funzione pratica è la presenza delle uscite preamplificate RCA, utilizzabili per pilotare diffusori attivi o un amplificatore esterno. La loro attivazione può essere controllata separatamente, evitando di dover scollegare le cuffie quando si passa all’ascolto attraverso i diffusori.
Una versatilità che ritroviamo, con caratteristiche differenti, anche in apparecchi come l’iFi Audio ZEN CAN 3 o in soluzioni desktop più articolate come il Volumio Motivo.
Prezzo e disponibilità: 99 dollari, ma in Italia?
Il listino americano è particolarmente interessante: 99 dollari per il solo amplificatore e 169 dollari per la versione con DAC Mesh 2. Il precedente Magni Unity costava rispettivamente 119 e 199 dollari.
Il Magni 6 è già acquistabile negli Stati Uniti, mentre al momento non è stato comunicato un prezzo ufficiale per il mercato italiano.
Bisognerà quindi attendere la disponibilità attraverso i canali europei o il distributore italiano, considerando che spedizione e costi d’importazione possono modificare sensibilmente la convenienza dell’acquisto diretto dagli USA.
Resta comunque interessante la scelta di Schiit: aumentare la dotazione tecnica senza far salire il prezzo, in un settore nel quale anche un amplificatore per cuffie relativamente semplice può raggiungere cifre decisamente più impegnative.










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