In sintesi
In sintesi: dagli anni Novanta a oggi la musica ha attraversato quattro rotture: dal vinile al CD, dal CD al file MP3 con il download legale e illegale, dal download allo streaming come standard di consumo, dallo studio classico all’home studio dell’autore-produttore. La televisione musicale ha avuto la sua stagione e poi e stata sostituita dai talent. Negli ultimi anni il vinile e tornato come ritualita d’ascolto, mentre la playlist ha sostituito l’album come unita editoriale dominante.
Gli ultimi tre decenni hanno visto cambiare non solo le mode, il successo di questo o quel genere o di questo o quel artista. Sono stati una rivoluzione vera, per certi versi una catastrofe per il “vecchio mondo” e per altri un passo evolutivo enorme, che ha spostato in maniera irreversibile gli equilibri e le dinamiche della produzione musicale e della fruizione da parte delle persone.
Dal vinile al CD: la prima grande rottura
Negli anni Novanta siamo passati dai dischi in vinile e dalle musicassette al CD, un processo avviato negli anni Ottanta ma esploso davvero nei primi Novanta, anche grazie all’abbassamento dei costi delle apparecchiature e allo sviluppo dei primi dispositivi portatili. Il CD ha cambiato il modo di acquistare, conservare e ascoltare la musica, riducendo il rituale di ascolto al gesto di inserire un disco in un lettore portatile. La fascia di mercato si e dilatata, le tirature sono cresciute, le major hanno consolidato il loro potere sulla distribuzione fisica.
Il download e la fine del supporto fisico come monopolio
Intanto si affacciava all’orizzonte una rete internet sempre piu ampia, accessibile e veloce, e in pochi anni si e aperta la possibilita di scaricare, spesso illegalmente, prima una canzone, poi un album, poi un’intera discografia. Napster prima e iTunes Store poi hanno legittimato il download come modalita di consumo, e il file MP3 ha rotto il monopolio del supporto fisico come unica forma di distribuzione musicale. Le major si sono difese male e in ritardo, lasciando spazio prima alla pirateria e poi a nuovi attori, in particolare le piattaforme di download digitale legali.
Lo streaming come nuovo standard di consumo
Nel nuovo millennio, una parola su tutte ha preso sempre piu piede: streaming. Tanto che oggi i singoli click determinano le “vendite” degli album. Spotify, Apple Music, YouTube Music e Amazon Music hanno cambiato la nozione di proprieta del disco: l’utente non possiede piu il brano, vi accede in abbonamento. L’economia dei diritti si e ridisegnata sui micropagamenti per stream, con tutte le contraddizioni sui margini riconosciuti agli artisti. La playlist e diventata il nuovo formato editoriale, sostituendo l’album come unita di senso per una buona parte del pubblico.
MTV, la televisione e il ritorno del talent
Tra i mezzi di promozione del periodo c’e stata la televisione musicale. Nel 1997 apre MTV Italia e cambia le abitudini di artisti e band, ora sempre piu interessati a far parte di quel circuito, prima ancora della distribuzione musicale sui canali usuali. Video killed the radio star, e pian piano anche la stessa TV musicale, che all’inizio riesce a dare grandi opportunita e definisce una nuova generazione di giovani, e costretta a cambiare rotta, diventando sempre piu “tv” e sempre meno “musicale”. Per poi essere sostituita dalle competizioni, dai fattori “X”, da tutto un altro tipo di comunicazione. E stavolta non e la tv a seguire la musica, ma il contrario: e la musica che nasce e viene prodotta in televisione e solo dopo mandata nei negozi o, meglio, online, con digital download e streaming.
Lo studio di registrazione e la produzione “in casa”
Gradualmente anche lo studio di registrazione classico perde di centralita: si mira a risparmiare quanto possibile sui costi, fino al messaggio che i dischi “si possono fare in casa”. L’abbassamento dei costi delle DAW, dei plugin e delle interfacce audio ha democratizzato la produzione musicale, ma ha anche schiacciato verso il basso i compensi per le sessioni e il lavoro degli studi indipendenti. Oggi convivono due ecosistemi paralleli: il grande studio di produzione major e l’home studio dell’autore-produttore, che pubblica direttamente sulle piattaforme senza intermediari.
Il ritorno del vinile e la nuova ritualita d’ascolto
Negli ultimi anni il vinile ha conosciuto un ritorno commerciale inatteso, trainato dalle nuove generazioni alla ricerca di una ritualita d’ascolto piu lenta e tangibile. Non e nostalgia in senso stretto: e il bisogno di un oggetto fisico, di una copertina dodici per dodici da maneggiare, di un gesto sonoro che non sia uno scroll. Il fenomeno e marginale rispetto allo streaming in termini di volumi di ascolto, ma significativo come segnale culturale. La musica oggi viaggia su tre piani contemporanei: streaming come standard quotidiano, vinile come oggetto di possesso, live come esperienza non replicabile.
Per chi ha fretta
Quali sono le grandi rotture musicali dagli anni Novanta a oggi?
Quattro: il passaggio dal vinile al CD, l’arrivo del download MP3 (Napster, iTunes), l’affermazione dello streaming come standard di consumo, lo spostamento dallo studio classico all’home studio.
Perche il vinile e tornato di moda?
Per il bisogno di una ritualita d’ascolto piu lenta e di un oggetto fisico tangibile, in contrasto con la dematerializzazione totale dello streaming. E un segnale culturale, non un dato quantitativo prevalente.
Come ha cambiato lo streaming l’economia della musica?
Ha sostituito la proprieta del disco con l’accesso in abbonamento, ridisegnato i diritti sui micropagamenti per stream e reso la playlist il nuovo formato editoriale dominante al posto dell’album.
Lo studio di registrazione classico e morto?
No. Convivono due ecosistemi: il grande studio di produzione major resta centrale per le grandi uscite, mentre l’home studio dell’autore-produttore copre la quota di produzione indipendente cresciuta enormemente.
Che fine ha fatto MTV?
MTV Italia ha cambiato le abitudini di artisti e pubblico negli anni Novanta e Duemila, poi e diventata sempre piu “tv” e meno “musicale”, soppiantata dai talent show che producono musica per la televisione invece di trasmettere musica preesistente.
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