In sintesi. Grazie alla sintesi vocale basata sull’intelligenza artificiale, le partiture possono essere ascoltate con le parole effettivamente cantate. Cantai si integra direttamente con Dorico, mentre Synthesizer V offre un controllo più approfondito dell’esecuzione attraverso un flusso di lavoro basato su MusicXML. Due approcci differenti, utili nella composizione, nella didattica e nella produzione musicale.
Chi scrive per voci conosce bene quel momento un po’ frustrante. Hai finito il brano, il testo è sotto le note, la sillabazione è a posto, premi play e… parte un “oh” sintetico, sempre uguale, oppure un suono di flauto o di archi che fa le veci del coro. Le note ci sono tutte, ma la cosa più importante di una partitura vocale, la parola, resta muta.
Per anni ci siamo arrangiati così, con l’immaginazione a colmare il vuoto. Oggi qualcosa è cambiato davvero: grazie a motori di sintesi vocale basati sull’intelligenza artificiale, le parole scritte in partitura possono essere cantate, con la loro dizione, le loro consonanti, la loro prosodia. In questo articolo vi racconto due strade, Cantai e Synthesizer V di Dreamtonics, e come entrambe possano lavorare con Dorico.
Perché le parole cambiano tutto
Un “oh” sintetico può dirci se l’armonia funziona, se le voci si incrociano, se l’estensione è ragionevole. Non può dirci se il testo sta bene sulla musica. E nella musica vocale questa è la domanda decisiva.
Quando si sente cantare la parola, emergono subito cose che sulla carta sfuggono: un accento tonico che cade su un tempo debole, una vocale chiusa su una nota acuta, un gruppo di consonanti che rallenta il passaggio, un melisma che spezza una parola nel punto sbagliato. È la differenza fra leggere un copione e sentirlo recitare.
C’è poi la questione della lingua. Un testo latino, un brano in inglese, un canto in spagnolo hanno colori, durate vocaliche e consonanti completamente diversi. Un motore che canta nella lingua giusta restituisce un realismo che nessun suono campionato di coro “a vocali” potrà mai dare.
Cantai: la voce dentro la partitura
Cantai è un plug-in di sintesi vocale sviluppato dal compositore Richard deCosta con Turing Opera Workshop. L’idea è disarmante nella sua semplicità: si scrive il testo sotto il pentagramma vocale, si assegna una voce Cantai, si preme play. Non c’è nulla da esportare, nessun passaggio in un altro programma.

Il motore legge dalla partitura note, testo, dinamiche, forcelle, indicazioni di tempo ed espressione, e trasforma tutto in un’esecuzione cantata. La libreria conta oggi 31 cantanti e 51 voci soliste, a cui si aggiungono due cori (femminile e maschile) con un numero di coristi regolabile da 3 a 10 per parte e sette ensemble “Ottetto”, a due voci per sezione. Le voci sono in prevalenza di impronta classica, con qualche colore più vicino al musical.
Un aspetto che mi sta a cuore e che vale la pena sottolineare: ogni voce nasce da un cantante reale, e i cantanti partecipano ai ricavi di Cantai. In un momento in cui si discute molto, e giustamente, di intelligenza artificiale e diritti degli artisti, è una scelta etica che fa la differenza.
Sul fronte linguistico, Cantai supporta ufficialmente inglese, latino e spagnolo, e altre lingue sono annunciate. La lingua si sceglie nel plug-in e la pronuncia viene ricavata direttamente dall’ortografia del testo. Il latino, in particolare, apre le porte a tutto il repertorio sacro, dalla polifonia rinascimentale alle messe contemporanee.
Dorico e Cantai: un legame già scritto
Qui arriviamo al punto che rende questa accoppiata speciale: Dorico e Cantai non sono due programmi che si parlano per caso, sono già integrati. Steinberg ha introdotto un primo supporto con Dorico 6.0.22 e, dopo una beta pubblica, l’ha reso ufficiale con Dorico 6.2.20, dove l’integrazione con Cantai è la novità principale della release.
In pratica, quando si assegna un’istanza di Cantai a una parte vocale, Dorico invia al plug-in un segnale di riconoscimento che gli permette di capire automaticamente quale voce deve cantare. È stata migliorata anche la gestione del testo nelle sezioni ripetute, e Steinberg ha messo a disposizione un modello di playback dedicato, preparato da John Barron, product specialist di Dorico.

Il flusso di lavoro, passo per passo
- Installate Cantai: comparirà fra i dispositivi di playback di Dorico (serve la versione 6.2.20 o successiva).
- Inserite il testo come sempre: selezionate la prima nota e premete Maiusc+L. Lo spazio fa avanzare alla parola successiva, il trattino separa le sillabe.
- In modalità Riproduzione, nel pannello VST e MIDI, caricate un’istanza di Cantai per ogni rigo vocale e scegliete la voce.
- Nel Track Inspector assegnate l’istanza alla parte: Dorico la collega automaticamente.
- Premete play. Ogni volta che modificate note, testo, dinamiche o tempo, Cantai ricalcola solo i segmenti coinvolti, senza bisogno di aggiornare nulla a mano.
- A lavoro finito, File › Esporta › Audio in WAV o MP3, con lo stesso motore usato in riproduzione.
Nessuna automazione MIDI da disegnare: dinamiche, forcelle e tempi vengono interpretati direttamente da ciò che è scritto. È la partitura stessa a dirigere il cantante virtuale, ed è esattamente così che dovrebbe essere.
Qualche consiglio pratico
Scrivete linee cantabili ed evitate melismi molto rapidi su sillabe deboli. Dividete con il trattino le parole di più sillabe, in modo che ogni sillaba cada sulla sua nota. Controllate l’ortografia: un errore di battitura diventa un fonema sbagliato. E poiché Cantai è monofonico, per i cori conviene lavorare in partitura aperta, una voce per rigo, evitando i divisi momentanei.
Dreamtonics e Synthesizer V: lo studio di registrazione vocale
Se Cantai è la voce che vive dentro la partitura, Synthesizer V Studio 2 Pro di Dreamtonics è un vero studio di registrazione vocale. È un sintetizzatore basato su una rete neurale e su voci registrate da cantanti professionisti con regolare licenza, e oggi è uno dei riferimenti assoluti nella produzione di voci sintetiche.
La differenza di approccio è netta. Synthesizer V lavora in un ambiente proprio, standalone oppure come plug-in nelle principali DAW (con supporto ARA, AAX e sincronizzazione con FL Studio), e offre un controllo totale su ogni dettaglio dell’esecuzione:
- Vocal Modes, per spostare il carattere della voce verso un’emissione più morbida, più potente, più soffiata;
- AI Retakes, che generano varianti alternative di intonazione e timing di una frase, come chiedere al cantante “rifacciamola”;
- controllo dei fonemi e della loro durata, per correggere la dizione sillaba per sillaba;
- Voice-to-MIDI, per trasformare una linea cantata in note.
La forza linguistica è impressionante: inglese, giapponese, mandarino, cantonese, coreano e spagnolo, con la possibilità di canto cross-lingua, cioè di far cantare a una voce anche le lingue in cui non è stata registrata. Da gennaio 2026 sono arrivate le Choir Voice Collections: tre collezioni corali, ognuna con 16 voci soliste, che possono essere usate come ensemble fino a 16 elementi, con parametri che regolano la coesione di intonazione e timing del coro, dal più compatto al più “largo”.
Segnalo anche un dettaglio che fa capire dove sta andando il settore: ad agosto 2026 Dreamtonics ha presentato Instrument X, una piattaforma che modella strumenti orchestrali e acustici partendo dalla notazione. Voce e orchestra, insomma, convergono verso la partitura.

Come dialoga con Dorico
Fra Dorico e Synthesizer V non c’è un’integrazione diretta come con Cantai, ma il ponte esiste ed è solido: il MusicXML. Synthesizer V importa i file MusicXML con il testo, e il flusso è questo:
- scrivete e rifinite la parte vocale in Dorico, testo compreso;
- esportate in MusicXML (o, per singole linee, in MIDI);
- importate in Synthesizer V, scegliete voce e lingua e lavorate su espressione, fonemi e Vocal Modes;
- esportate l’audio e completate il mix nella vostra DAW; per chi resta nella famiglia Steinberg, Cubase è il passo naturale.
Una nota pratica, segnalata da diversi utenti: prima di importare controllate punteggiatura e apostrofi. Gli apostrofi tipografici “curvi” esportati dalla partitura possono confondere il dizionario di Synthesizer V e produrre pronunce strane, e la punteggiatura attaccata alle parole a volte impedisce il riconoscimento. Vale anche la pena verificare le note legate, che in qualche caso vengono interpretate come note separate.
Due strumenti, due filosofie
Non si tratta di scegliere il migliore, ma quello giusto per il momento del lavoro. Ecco come la vedo.

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Una parentesi sincera per noi italiani: l’italiano non è ancora fra le lingue ufficiali di nessuno dei due motori. Il modello di Cantai, secondo quanto dichiarato dallo sviluppatore, gestisce già anche italiano, francese e giapponese, che però non sono ancora attivi nel prodotto, mentre il tedesco è in sviluppo. Considerata la velocità con cui questi strumenti stanno crescendo, è lecito aspettarsi novità a breve. Nel frattempo latino, inglese e spagnolo coprono una parte enorme del repertorio corale e didattico.
In classe: perché conviene ai docenti e agli studenti
Da docente vedo in questi strumenti una risorsa didattica concreta, non un gadget. Provo a dire perché.
La prosodia diventa udibile. Nei corsi di composizione, arrangiamento e scrittura corale, lo studente può sentire subito se il testo è ben distribuito sulla musica. Un accento sbagliato non è più una correzione a penna rossa: è qualcosa che si sente, e che lo studente corregge da solo.
La sillabazione si impara facendo. Scrivere il testo in Dorico, dividere le sillabe, gestire melismi e linee di estensione diventa un esercizio con un riscontro immediato: se la sillabazione è sbagliata, il cantante virtuale lo canta sbagliato.
La dizione straniera entra in aula. Un brano in latino o in inglese può essere ascoltato con la pronuncia corretta prima ancora di essere provato. Per i licei musicali e per i conservatori è un supporto prezioso alla lettura del testo.
Le tracce di studio per i cori. Chi ha diretto un coro sa quanto servano le basi per sezione. Negli anni in cui dirigevo un coro gospel, preparare le tracce per soprani, contralti, tenori e bassi era un lavoro lungo. Oggi, da una partitura Dorico, si possono esportare tracce in cui ogni sezione sente la propria parte cantata con le parole, magari in evidenza rispetto alle altre. Per i cori scolastici e amatoriali è una rivoluzione silenziosa.
L’orecchio interno si allena. Confrontare ciò che si immaginava con ciò che si ascolta è uno degli esercizi più formativi per un giovane compositore. E farlo con la voce, lo strumento più vicino a ciascuno di noi, rende il confronto ancora più diretto.
In studio: i vantaggi per il professionista
Sul piano professionale i vantaggi sono altrettanto evidenti.
- Demo credibili per committenti ed editori. Presentare un brano corale o una canzone con le parole cantate, invece che con un pad di archi, cambia completamente la percezione del lavoro.
- Mockup per teatro, cinema e pubblicità. Le parti vocali di un mockup orchestrale smettono di essere il punto debole del provino.
- Verifica prima delle prove. Si scoprono problemi di estensione, respirazione e dizione prima di arrivare davanti ai cantanti, risparmiando tempo prezioso in sala prove.
- Tempi di produzione ridotti. Con Cantai il ciclo scrivi, ascolta, correggi avviene dentro Dorico, senza esportazioni. Con Synthesizer V si arriva a un risultato rifinito da produzione.
- Materiale audio per le edizioni. Le anteprime d’ascolto per cataloghi e materiali didattici si possono generare direttamente dalla partitura.
Intelligenza artificiale sì, ma al servizio della musica
Prima di chiudere, una riflessione che mi sembra doverosa. Questi strumenti non sostituiscono i cantanti, e non devono farlo. Una voce sintetica, per quanto realistica, resta una simulazione: a volte straordinaria, a volte con qualche artefatto nei salti più ampi o nei melismi molto veloci. Il loro compito è un altro: farci sentire prima ciò che scriviamo, perché quando arriveremo davanti a un coro o a un solista quella musica sia già stata pensata, ascoltata e corretta.
Mi piace pensarla così: la notazione è sempre stata la memoria della musica. Oggi, grazie all’intelligenza artificiale, comincia a diventare anche la sua anteprima. Dorico ha capito per primo questa direzione e l’ha resa concreta con Cantai; Synthesizer V spinge il realismo verso la produzione professionale. In mezzo ci siamo noi, compositori, arrangiatori, docenti, con uno strumento in più per dare voce alle nostre partiture.
E la prossima volta che premerete play su un brano corale, provate a immaginare non più un “oh” sintetico, ma le vostre parole, cantate.
Buona musica e alla prossima!
Beppe Bornaghi










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