Ogni tanto arriva un comunicato che, più che presentare un prodotto, fa una domanda. Quello di EGO per la nuova STILE 3 è uno di questi: si può costruire in Italia una chitarra tecnologicamente avanzata e, allo stesso tempo, renderla accessibile a molti più musicisti?
La risposta del marchio è una chitarra headless realizzata attraverso un processo di produzione additiva multistrato, con materiali compositi, un ponte flottante in carbonio e un’elettronica ripensata da zero. Il prezzo di lancio è di 1.250 euro per la versione base.
Ed è proprio quel numero, più ancora della tecnologia, il motivo per cui vale la pena parlarne.

Cos’è STILE 3
Secondo EGO, STILE 3 non è un semplice aggiornamento della STILE, ma un cambio di paradigma nel modo di progettarla e costruirla. Il cuore è il CORE, una struttura in cui compositi, polimeri tecnici, fibre e carbonio lavorano ciascuno dove serve, per controllare rigidità, distribuzione delle masse e comportamento vibrazionale meglio di quanto permetta la sola lavorazione per asportazione.
La produzione additiva multistrato serve proprio a questo: creare geometrie interne e variazioni di densità impossibili da ottenere con i metodi tradizionali, con meno scarti e una maggiore ripetibilità tra un esemplare e l’altro.
Il ponte flottante è stato pensato fin dall’inizio per essere realizzato in carbonio: una monoscocca in fibra, con inserti metallici solo dove servono e lame dei pivot in metallo ad alta durezza.
L’elettronica passa invece dal MAINFRAME, una struttura che sostituisce il cablaggio tradizionale integrando connessioni e piano di massa, con meno fili, meno variabilità di montaggio e meno interferenze. Un approccio che la stessa EGO avvicina al mondo dell’Hi-Fi.
Il formato headless, infine, viene giustificato con ragioni meccaniche e non di moda: togliere massa all’estremità del manico sposta il baricentro verso il musicista. Il resto lo fanno un profilo del manico variabile e asimmetrico, l’accesso fino al 24° tasto e un truss rod a doppia azione rimovibile, pensato anche per semplificare la manutenzione.

Il vero tema è il prezzo
Per capire la portata dell’operazione basta guardare il listino attuale di EGO.
La STILE di generazione precedente, presentata al NAMM 2024, con P-Rails Seymour Duncan, trasduttore GMR3 e HyperSwitch, è proposta sul sito a 4.754,10 euro.
La STILE 3 nella versione più completa, con la stessa terna P-Rails, GMR3 e HyperSwitch, scende a 2.600 euro secondo la presentazione e a 2.800 euro sul sito, cioè poco più della metà. La versione S, con il solo GMR3, si colloca invece tra i 2.300 e i 2.400 euro.
La versione base con due humbucker, infine, parte da 1.250 euro, come prezzo di lancio riservato ai Founders.

Le tre versioni condividono la stessa piattaforma e differiscono per l’elettronica. La base ha due humbucker e controlli essenziali; la S aggiunge il GMR3, il trasduttore proprietario di terza generazione da usare da solo o miscelato ai magnetici, insieme al Dual Output.
La Full Technology, indicata sul sito come STILE 3 SS, monta anche due Seymour Duncan P-Rails con HyperSwitch, che permette di programmare da smartphone le combinazioni delle bobine e di richiamarle dal selettore a cinque posizioni. Dopodiché, la chitarra funziona senza telefono.
Come ci si arriva? Secondo EGO, non tagliando sulla qualità, ma lavorando sul processo: produzione additiva, componenti progettati per essere assemblati facilmente, meno scarti e lavorazioni inutili, ore di lavoro ottimizzate e una piattaforma condivisa tra più configurazioni.
È un ragionamento da ingegneria industriale più che da liuteria classica, ed è la parte più interessante di tutta la faccenda.

Founders Access: cosa significa entrare nel primo lotto
Le prime 100 STILE 3 saranno numerate e, per entrare nel primo lotto produttivo, si versano 250 euro subito e altri 350 a gennaio, in concomitanza con l’avvio della produzione.
EGO tiene a precisare che non si tratta di un semplice preordine, ma del modo per identificare i primi cento che hanno deciso di credere nel progetto.
Chi sceglie la base può anche aggiungere, al momento dell’ordine, il GMR3 con elettronica e Dual Output per 500 euro: il totale sale a 1.750 euro, per una configurazione che sulla carta si avvicina parecchio alla S.
Le domande che restano aperte
La presentazione è ricca di principi e povera di numeri, e alcune domande restano sul tavolo:
- Suono e sensazioni: EGO sceglie i materiali in base alla funzione e non alla tradizione. Una posizione coraggiosa che merita una prova vera, a orecchio e in mano, prima di qualsiasi giudizio.
- Peso e specifiche: a parte la scala familiare e l’accesso fino al 24° tasto, mancano peso, misure e dettagli dell’hardware. E per una chitarra che fa della massa un elemento di progetto non è poco.
- Durata nel tempo: strutture in polimeri e compositi realizzate tramite produzione additiva sono una novità per molti, e sarà interessante capire come si comportano dopo anni di tensione delle corde, sbalzi di temperatura e concerti.
- Assistenza: EGO parla di componenti sostituibili e di una manutenzione pensata già in fase di progetto, ma MAINFRAME, GMR3 e ponte in carbonio restano soluzioni proprietarie. Chi compra vorrà sapere quanto sarà facile trovare ricambi tra dieci anni.
- Prezzo a regime: i 1.250 euro valgono per i Founders, mentre la presentazione non dice quanto costerà la base dopo il primo lotto.

La nostra lettura
Per come la vedo io, la notizia vera non è la stampa 3D, che ormai fa capolino un po’ ovunque, ma il fatto che un marchio italiano abbia scelto di competere sul processo invece che sul mito del legno pregiato e del liutaio solitario.
È un approccio che nell’industria si dà per scontato e che nel mondo della chitarra suona ancora quasi come una provocazione. Lo slogan scelto, “Always Ahead. Never a Head”, con quel gioco di parole sulla paletta che non c’è, rivendica una certa sana sfacciataggine.
Se le promesse verranno mantenute, STILE 3 potrebbe dimostrare che si può fare innovazione made in Italy senza prezzi da collezionisti, in una fascia dove finora una chitarra progettata e costruita qui, con queste soluzioni, era difficile da immaginare.
Se invece la produzione dovesse inciampare, resterebbe comunque un esperimento coraggioso da seguire.
In entrambi i casi, la prova che conta è quella più semplice, la stessa che EGO mette in chiusura della sua presentazione: attacchi il jack e suoni.










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