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Esistono il Do bemolle e il Si diesis?

Cosa sono le note enarmoniche come Do bemolle (Cb) e Si diesis (B#): perché esistono, in quali tonalità si usano e come distinguerle dal Si naturale e dal Do.
In sintesi. Sì, il Do bemolle (Cb) e il Si diesis (B#) esistono come note enarmoniche, anche se suonano identiche rispettivamente al Si naturale e al Do naturale. Il loro uso è legato al sistema delle tonalità: la scala di Cb maggiore richiede di scrivere Cb invece di B, e quella di C# maggiore richiede B# invece di C. Sono nomi diversi della stessa frequenza, scelti per coerenza armonica dello spartito.

Il video che riportiamo oggi è stato realizzato da Massimo Varini per rispondere a una domanda di teoria musicale che spesso gli viene posta e che ultimamente gli è addirittura arrivata in veste di ipotetica correzione a un suo metodo didattico.
Il punto è, però, che questa correzione non ha senso di venire attuata, perché scrivere Do bemolle è assolutamente giusto, così come lo è scrivere Si diesis. 
E attenzione, lo stesso discorso vale anche per l’altro intervallo incriminato, l’altro dove sul pianoforte non vedete il tasto nero a dividere quelli bianchi, cioé per le note Fa bemolle e Mi diesis.

Scommettiamo che qualcuno di voi starà già vedendo comparire tantissimi punti di domanda sulla propria testa, complice la caduta delle convinzioni che da molti anni, forse addirittura dalle ore di musica delle scuole medie e/o elementari, erano concetti ben saldi e a prova di bomba.
Per fortuna, in questo caso sono “bombe” assai buone per farvi capire che c’è un errore di fondo derivato da una basilare conoscenza della scala diatonica, non corredata però di tutta un’altra serie di nozioni su cui passa spesso sopra soprattutto chi suona uno strumento come la chitarra.

Bene, è ora di capire come funziona davvero la musica con le sue scale e intervalli. Buona visione!

Massimo Varini YouTube Channel

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere

1. Cb e B suonano uguale?
Sì, esattamente uguale come frequenza fisica. Sono enarmoniche: stessa nota suonata, due nomi diversi a seconda del contesto armonico.

2. Perché allora si usano nomi diversi?
Per coerenza dello spartito tonale. In Cb maggiore, le sette note devono avere lettere consecutive (Cb Db Eb Fb Gb Ab Bb): scrivere B invece di Cb rompe la sequenza alfabetica.

3. Quando si trova un Cb in pratica?
In partiture di tonalità con molti bemolli: Gb maggiore (6 bemolli), Cb maggiore (7 bemolli), e nelle modulazioni temporanee in altre tonalità.

4. Si suona allo stesso modo del Si?
Sì, sullo strumento si preme lo stesso tasto/dito. Solo la lettura cambia.

5. Esistono anche le doppie alterazioni?
Sì: Cbb (doppio bemolle, = Bb), B# (= C), Bx (doppio diesis, = C#). Si trovano in tonalità estreme e in passaggi cromatici complessi.
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